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Arbitraggi, Maurizio Vecchiola:
«Introdurre il Var anche in serie C»

SERIE C - Il patron della Fermana lancia un appello ai presidenti delle società e al numero uno federale Gravina: «Occorre rendere uniforme il sistema del calcio prof ed evitare che le decisioni arbitrali penalizzino le società che investono importanti risorse per fare calcio in provincia»
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Maurizio Vecchiola e il presidente federale Gabriele Gravina

 

di Paolo Bartolomei

FERMO – Con un intervento sulle colonne del “Corriere dello Sport” il fondatore della società Fermana Football Club, di cui oggi è finanziatore principale attraverso il marchio XL Extralight della multinazionale Finproject che investe molto nelle sponsorizzazioni a sostegno dello sport, avanza una proposta lecita e più che giustificata dopo i numerosi episodi su decisioni arbitrali contestate che hanno danneggiato la Fermana.

Il più eclatante e ultimo in ordine di tempo contro il Padova due domeniche fa (rigore del possibile 2-2 negato a Maistrello dal direttore Vigile di Cosenza), ma andando a ritroso ce ne sono molti altri, come il rigore concesso al Vicenza un mese fa da Miele di Nola, oppure quello non assegnato ai canarini contro l’Albinoleffe nel passato campionato e molti altri fino ad arrivare, volendo, al clamoroso rigore negato nella finale play off tre anni fa contro il Fano che avrebbe potuto cambiare il corso della storia (ritorno della Fermana in serie C con un anno di anticipo).

Le immagini, osservate successivamente al rallenty, dimostrano che gli arbitri a volte non riescono ad avere un’idea corretta della dinamica perché spesso i fatti si svolgono con estrema velocità. Non è sufficiente la sola osservazione in tempo reale, e spesso vengono prese decisioni sbagliate – ovviamente si presuppone sempre in buona fede – sulla sola impressione di ciò che i direttori di gara sono riusciti a vedere con i loro occhi, a volte con la visuale coperta dai giocatori.

«La tecnologia ha democratizzato il mondo, ragione in più per completare il suo impiego anche nel calcio, in tutte le serie professionistiche, inclusa quindi la Serie C» sono le prime parole del dottor Maurizio Vecchiola in una intervista comparsa sulle colonne del Corriere dello Sport.

«Occorre investire in strutture e tecnologia per rendere uniforme il sistema del calcio professionisticoprosegue l’imprenditore marchigiano – ed evitare che, nel corso dei campionati, le decisioni arbitrali possano penalizzare quelle società che investono importanti risorse per fare calcio in provincia. Il Var è una conquista che va messa a disposizione di tutte le società, ed è forse l’unico strumento che oggi permette alle squadre che rappresentano realtà territoriali più piccole di concorrere contro le cosiddette blasonate. Lancio quindi un appello affinché altri miei colleghi intraprendano questa strada di democratizzazione del calcio professionistico invitando il presidente FIGC Gravina ad adoperarsi al più presto».

 

L’articolo del Corriere dello Sport

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