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Robot con patentino e casa smart:
crescono le eccellenze del Montani

FERMO - Seconda tappa tra gli indirizzi formativi dello storico istituto. Il punto sul corso di Elettronica Elettrotecnica e Automazione
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di Andrea Braconi

Si parte con il biennio di Elettronica ed Elettrotecnica, per proseguire nella fase successiva e fino al quinto anno anche l’articolazione di Automazione. Il secondo indirizzo formativo del Montani che vi raccontiamo in vista della due giorni di Scuola Aperta (in programma sabato 14 e domenica 15 dicembre) gioca un ruolo centrale nella società industriale del presente e soprattutto del futuro. A rimarcalo è Andrea Scendoni, docente di laboratorio di elettrotecnica ed elettronica, che ci guida alla scoperta di un corso all’avanguardia, sia a livello regionale che nazionale.

All’interno di una gabbia davanti a noi troviamo subito un robot antropomorfo, con accanto un prototipo che lo scorso anno aveva permesso ad alcuni studenti di partecipare alle Olimpiadi dell’Automazione Siemens. Un progetto, come ci spiega, che nasce in reazione ai drammi subiti dalla scuola negli ultimi anni e che dovrebbe rilevare lo stato dei tetti degli edifici storici.

“Oltre al cablaggio e al disegno su carta di tutto il quadro elettrico, tramite un touch pan riusciamo a controllare un asse – evidenzia lo studente del quinto anno Vincenzo Scarcelli -. Questa apparecchiatura ha dei sensori che spostandosi registra la distanza dal tetto, oppure la temperatura e l’umidità per vedere se lo stesso tetto ha subito deformazioni con il tempo o a seguito di scosse o malformazioni degli assi”.

Un modello rappresentativo, che potrebbe essere riprodotto su larga scala. “Nasce per sensibilizzare ciò che ci è accaduto e vogliamo far sì che le disgrazie non si ripetano più non solo nelle scuole ma in tutti gli edifici storici, di cui Fermo e le Marche sono piene. Il progetto rientra nel corso di Elettrotecnica, ma mette insieme elettrotecnici, coloro che fanno automazione e quelli di Elettronica”.

Perché il Montani è una scuola che dà le basi su più aspetti, per poter poi fare la scelta giusta per il proprio futuro. “Qui c’è una preparazione di alto livello – aggiunge il suo compagno di classe Mattia Fedeli -, si lavora sia a livello teorico che pratico, e lo studente viene preparato tanto per il lavoro quanto per l’università”.

Poco distante ci sono un robot cartesiano (“Per il quale va costruita l’automazione che sta dietro”), che un pc nel quale è installato un software simulatore del patentino che gli stessi studenti possono conseguire.

Siamo test center per tutta la fascia adriatica – ribadisce Scendoni – e quelli che devono dare l’esame per il patentino vengono a Fermo. Qui, ad esempio, sono venuti ragazzi provenienti da Ancona e Recanati. Di robot ne abbiamo due: uno a Meccanica e uno ad Automazione”.

Giorgio Marmolini, studente del quarto anno di Automazione, spiega come il livello di preparazione sia molto avanzato e complesso. “Studiamo i sistemi di controllo per l’automazione di processi industriali. Finora abbiamo visto progetti e creato impianti per la guida di motori e altre apparecchiature dell’industria. In questa scuola abbiamo apparecchiature molto avanzate per il controllo delle strutture, non solo industriali ma anche civili, e in questo momento il nostro percorso di studi si basa su tre materie principali: l’elettrotecnica, che è lo studio dei fenomeni elettrici ed elettronici; la progettazione, che consiste nello studio dei macchinari e della loro creazione; infine, lo studio dei sistemi automatici, che consiste nella loro programmazione”.

“In tutti questi anni ci siamo trovati molto bene sia con le apparecchiature che con i computer, ultimamente aggiornati con una versione migliore – tiene ad aggiungere Riccardo Zavaglia -. Qui possiamo utilizzare dei software avanzati a pagamento, che la nostra scuola ci offre. Esistono anche dei corsi pomeridiani per acculturarci in ambiti più avanzati, come appunto il patentino della robotica e altri corsi di aggiornamento. Ultimamente c’è stato un aggiornamento anche di tutta l’apparecchiatura, degli attrezzi e dei componenti che costituiscono i nostri impianti”.

Patentino che consiste in una certificazione di uso e programmazione, come precisano i professori dell’indirizzo. “Nello specifico viene certificata da Comau, azienda con sede a Torino, e Pearson, agenzia che si occupa di formazione per le scuole. Chi andrà a lavorare in Comau in un ambiente dove sono presenti robot potrà farlo solo se in possesso di questa certificazione. In più si acquistano delle competenze nella programmazione nel linguaggio Iso Robot, che è comune ad altri tipi di robot. È un percorso sia teorico che soprattutto pratico, della durata di circa 6 mesi”.

Altra perla del Montani sono due impianti gestibili sia da telefonino tramite app che da router wi-fi, incentrati sulle cosiddette Iot (Internet of Things). “Ci permettono anche di andare sul pregresso, vale a dire verso una domotizzazione di un impianto vecchio. In questo modo, con un collegamento senza fili, possiamo rendere un vecchio impianto totalmente smart e a basso costo”.

Come in altri istituti, l’alternanza scuola lavoro – oggi denominata Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento – risulta determinante anche per i giovani e per i docenti del Montani. “Scuola, ragazzo e impresa sono tre soggetti diversi – concludono i docenti – e dobbiamo essere consapevoli che molte volte questa fase si trasforma in un’opportunità di lavoro, considerando che nel mercato c’è molta richiesta di elettrotecnici e meccanici. E in ambito lavorativo, ci piace evidenziare come la robotica sia una vera e propria eccellenza, alla quale tutto il territorio deve credere con ancora più forza”.

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