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Terreno di gioco del
Recchioni: i bandi pubblici “salveranno”
Comune e Fermana?

IMPIANTI SPORTIVI - Riqualificazione del campo di calcio: un provvedimento dell'ex ministro Lotti per il 2020 già concede agevolazioni per le società di football. L'assessore allo sport Scarfini attende nuovi bandi della Lega Pro per finanziamenti a fondo perduto, analoghi a quelli dello scorso anno utilizzati per rinnovare illuminazione e seggiolini. Dubbi sulla convenienza del sintetico
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Il terreno di gioco dello Stadio “Bruno Recchioni” com’era ridotto già nel 2012, prima dell’ultima annata di Eccellenza, dopo l’abbandono dei soci toscani, e un anno prima dell’arrivo della società di patron Vecchiola

 

di Paolo Bartolomei

FERMO – Il problema delle condizioni del campo di gioco dello stadio Bruno Recchioni di Fermo è giunto ad un punto non più sostenibile.

Non è solo un problema di estetica e di erbetta verde. La palla letteralmente schizzata in aria su una buca al 38′ minuto di Fermana – Vis Pesaro e che ha impedito a Neglia di siglare il facile gol del 2-0 (le immagini sono chiare e incontrovertibili, al di là della conferma dello stesso giocatore in sala stampa) è solo l’ultimo esempio. Ora che la società gialloblù ha deciso di cambiare pelle, allestendo una squadra più tecnica, che ha abbandonato il “non gioco” e che punta invece alla gestione della palla, il terreno di gioco ridotto in quel modo è un ostacolo. Per non parlare della possibile incidenza nei numerosi infortuni ai giocatori.

Lo scorso anno, prima dell’estate e poi in autunno, la Fermana FC ha effettuato a proprie spese una serie di interventi (rullaggio, risemina, etc…) che hanno reso la situazione meno peggiore, ma senza risolverla definitivamente.

Il fondo del “Recchioni” proprio lo scorso anno ha compiuto 20 anni: fu rifatto completamente, nuovo drenaggio compreso, nell’estate del 1999.

Dopo 20 anni un terreno di gioco in erba naturale giunge al termine del proprio ciclo vitale? Possibile, ma può dipendere anche dalla manutenzione ordinaria fatta nel corso degli anni. In precedenza era durato 18 anni (dal rifacimento totale del 1981) ma al 1999 ci arrivò molto meglio delle odierne condizioni (era ancora quasi perfetto) e il rinnovamento fu necessario più che altro per la promozione in serie B della Fermana (il rettangolo di gioco venne allargato a 68 metri per portarlo a norma con la serie cadetta, leggermente traslato e dotato per la prima volta di impianto automatico di irrigazione).

Il lungo contenzioso Battaglioni-Comune (di cui l’ultimo strascico giudiziario è ancora in corso oggi!) ha portato a scarsa manutenzione già negli ultimi due anni di serie C1 (2004-2006, vedi foto in fondo), poi, successivamente aggravata dallo stato di abbandono a cui ha lasciato il campo una purtroppo famigerata gestione societaria degli anni di Eccellenza fino al 2012 (vedi foto in alto e qui sotto).

Quindi il problema viene da lontano e l’attuale cordata societaria del patron Maurizio Vecchiola al suo arrivo, nel 2013, ha trovato il terreno già in condizioni compromesse e infestato dall’erbaccia. Le immagini che pubblichiamo ne sono la prova.

 

Stato del campo a settembre 2011 (partita Fermana-Cingolana in Eccellenza)

Ora dunque sembra necessario il rifacimento dell’intero fondo. I costi si aggirano intorno ai 200mila euro ed è classificato intervento di manutenzione straordinaria. Secondo la convenzione in vigore tra il Comune di Fermo (proprietario dell’impianto) e la Fermana FC (gestore), alla società gialloblù spetta solo la manutenzione ordinaria, mentre quella straordinaria compete all’ente. Il Comune però non ha in agenda né in bilancio un impegno di questo genere, mentre la Fermana FC non sembra né volere, né potere, provvedere ad una spesa di questa entità.
Come se ne esce?

A salvare capra e cavoli potrebbero arrivare i bandi pubblici, sia statali, sia della Lega Pro, i primi già usciti, i secondi attesi in primavera, analoghi a quelli dello scorso anno per i seggiolini e illuminazione, ma questa volta per finanziare la riqualificazione dei campi di gioco.

A prescindere dai bandi attesi, è già uscito un pacchetto di provvedimenti dell’ex ministro Lotti per il 2020 che concede agevolazioni fiscali per le società di Lega Pro proprio per questi lavori. Inoltre ci sono i finanziamenti a tasso zero dell’Istituto per il Credito Sportivo, nonché un protocollo d’intesa firmato lo scorso anno tra Anci (Associazione Nazionale Comuni) e Lega Pro che andrebbe studiato.

Insomma, di opportunità da sfruttare per risolvere questo problema, che si trascina da diversi anni ce ne sono, è necessario studiarle e approfittarne entro l’inizio della prossima stagione sportiva.

Da quanto fa sapere l’assessore allo sport di Fermo, Alberto Scarfini, in Comune stanno attendendo con ansia gli altri bandi della Lega Pro in uscita tra poco, e sono in programma dei tavoli con la Fermana FC e con il suo sponsor principale, anche per altri argomenti, perché il dottor Maurizio Vecchiola da qualche mese spinge per allargare sia la base degli sponsor, sia il numero di soggetti che garantiscano la fideiussione per l’iscrizione al prossimo campionato (fino a due anni fa ricaduta sempre solo su di lui, e dallo scorso anno compartecipata anche dalla famiglia Simoni).

L’attuale società negli ultimi anni ha sostenuto a proprie spese il rifacimento di parte degli spogliatoi, gli interventi al terreno di gioco già accennati sopra, la creazione della nuova hospitality sotto alla tribuna centrale, ha compartecipato con il Comune alla ristrutturazione della palazzina ex spogliatoi che oggi ospita la sede sociale, nonché altri piccoli lavoretti, quindi la sua parte l’ha fatta. Nessuno può pretendere che la Finproject faccia a Fermo quello che – tanto per fare un paragone – la Mapei ha fatto a Reggio Emilia.

Va apprezzato quello che è stato fatto fino ad oggi, senza dimenticare che quando la cordata di patron Vecchiola si è interessata per la prima volta alla Fermana (2012), la squadra gialloblù da ben tre anni non riusciva ad abbandonare l’Eccellenza e c’erano problemi societari molto gravi; l’anno dopo è risalita in serie D con le proprie gambe compiendo quasi un miracolo grazie al “triumviarato” societario Corradi-Rogante-Fabiani e mister De Angelis, ma poi il ritorno in serie C (2017) e la permanenza tra i professionisti, pur tra alti e bassi, sono merito di questa società e della squadra guidata da Flavio Destro.

 

CAMPO IN ERBA NATURALE O FONDO SINTETICO?

Tornando al campo di gioco, una volta trovato il modo di farlo del tutto nuovo, discorso diverso sarà la scelta dell’erba o del sintetico. Quest’ultimo però, a fronte dell’unico vantaggio che rende possibile un utilizzo intensivo anche in condizioni meteo avverse, ha costi iniziali maggiori (fino al triplo di un campo in erba naturale) e a quanto pare richiede più volte, sia all’inizio, sia nel corso degli anni, certificazioni e costosi collaudi, quindi la convenienza del sintetico è diventata dubbia, quantomeno per i campi principali in cui giocare campionati ufficiali.

Diversamente, il sintetico può restare conveniente per piccioli campi di allenamento, anche secondari, ad esempio il secondo campo, piccolo e in terra, del Centro Sportivo di via degli Appennini (ex Centro Cops), oggi inutilizzato, dove le giovanili della Fermana utilizzano il campo principale.

 

E per arrivare ancora più indietro, ecco lo stato del campo nel 2006, ultima annata di serie C1 (la partita è Fermana-Pizzighettone)

 

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