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Calcio e calcio a 5, verso un
congelamento della stagione?

CORONAVIRUS - L'impennata dei numeri legati alla famigerata vicenda covid 19 relega sempre più ai margini le discipline sportive, al passaggio corrente del tutto secondarie. Su questa lunghezza d'onda arriva l'aggiornamento dei vertici federali come Giuseppe Malaspina, delegato della Figc fermana e Marco Capretti, consigliere regionale del futsal
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di Paolo Gaudenzi

 

FERMO – L’ingresso ufficiale della primavera, solitamente a rappresentare un metaforico superamento della grigia pagina annuale caratterizzata dal freddo dell‘inverno, per il momento non regala purtroppo la stessa solarità a causa della famigerata emergenza legata al covid 19.

I numeri importanti dei contagi, che in parallelo convergono a saturare le strutture sanitarie, e non da meno lo stop della stragrande maggioranza delle attività produttive di merci e servizi, relegano come non mai nel recente passato lo sport ad un angolo quanto mai periferico.

Dopo le prime panoramiche, sviluppate con i relativi addetti ai lavori (vedi gli articoli sotto correlati) all’insorgere tangibile del problema, arriva ora l’aggiornamento dal tradizionale calcio ad 11 e calcio a 5, con gli esponenti territoriali delle due discipline a comparare gli ultimi dispacci ufficiali federali con la situazione corrente.

 

In primo piano, Giuseppe Malaspina

“Non credo proprio che il termine del 3 aprile per l’eventuale ripartenza dei tornei, fissato ad inizio del mese corrente, sia da considerare attendibile vista la recente impennata dei contagi – afferma il Delegato provinciale di Fermo della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giuseppe Malaspina -. Se in Serie A, che ben sappiamo è tutto un altro contesto, si parla di una presunta ripresa prevista per metà maggio, è chiaro che nei dilettanti, ambito ben diverso, serviranno attenzioni diverse e tempistiche allungate per mettere al riparo atleti, staff ed eventuale pubblico da rinnovati rischi di contagio”.

Stagione dunque proiettata ad una fine anticipata? – la nostra sollecitazione – Non abbiamo la sfera di cristallo ora per ipotecare con certezza tale soluzione. Numeri alla mano, però, onestamente il quadro nazionale oggi non porta con se buoni auspici in tal senso. Naturalmente la speranza è quella di poter tornare a giocare, per tanti ovvi motivi, ma tutto dipenderà dai tempi che matureranno per poterlo fare in tutta sicurezza. Per ora i nostri vertici hanno cercato di inquadrare la sorte dei tornei di Eccellenza, come già in precedenza evidenziato, soprattutto per il discorso legato alla sincronia degli spareggi nazionali che mettono in palio l’ascesa in D. Dalla Promozione a scendere sappiamo già dai consolidati regolamenti che il termine ultimo per chiudere la stagione è il 30 giugno, poi valuteremo il da farsi. Potrebbero anche esservi delle proroghe straordinarie al caso oppure, per come detto, un congelamento dei campionati per via dei tempi dilatati oltre la misura compatibile allo sviluppo dei calendari”.

 

Marco Capretti

Il Consigliere al vertice del calcio a 5 regionale, Marco Capretti, si allaccia alla stessa lunghezza d’onda del collega Figc.

“Al momento la priorità è quella di poter uscire al più presto dalla situazione coronavirus, e nel miglior modo possibile. Per tale intendo con numeri negativi i più soft possibili – approccia il tema il numero uno del futsal marchigiano -. E’ del tutto inutile pensare al futuro della stagione sportiva di calcio a cinque transitando nel pieno di un’evoluzione nei contagi che non ha ancora raggiunto, purtroppo, il suo picco di espansione”.

Lo sport chiaramente è secondario in questo momento – ha proseguito Capretti -, la sorte della stagione e dei campionati dipende solo dal fattore tempo. Se potremo riprendere l’attività agonistica a maggio è un discorso, se a giugno tutt’altro. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilla, si è già espresso nel merito nei giorni scorsi, affermando di voler chiudere la stagione sul campo a tutti i costi. Su questo punto non sono molto d’accordo, ma è chiaro che le decisioni adottate da Roma verranno poi recepite da noi in pieno“.

 

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