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Covid, 62 pazienti al Murri: 6 ricoveri
dividono l’ospedale dalla ‘fase massima’
Partita la Radiologia domiciliare

FERMANO - E' partito nell’Area vasta 4 il nuovo servizio di radiologia domiciliare, a cura della Uos di radiodiagnostica territoriale di Sant’Elpidio a Mare. La messa a punto di questa attività è stata garantita dal direttore dell’Uoc Radiodiagnostica dell’AV4 dr. Gianluca Valeri, il responsabile medico della Radiodiagnostica territoriale, dr. Giuseppe Gismondi, e dal coordinatore della radiodiagnostica territoriale, dr. Antonio Ciarnelli
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Sono attualmente 62 i pazienti affetti da Covid ricoverati all’ospedale Murri di Fermo. E’ quanto fanno sapere dall’Area vasta 4 nel quotidiano report sull’andamento del contagio da Coronavirus. A Malattie infettive si trovano al momento ricoverati 32 pazienti, 5 sono in Rianimazione, 22 in Medicina Covid e tre al Pronto soccorso. Nelle ultime ore sono state dimesse 4 persone. Ma la soglia dei 68 sembra avvicinarsi. E’ quella soglia che, da piano di gestione dell’evento pandemico, farebbe scattare la ‘fase 3 – massima’ dall’attuale ‘fase 2 severo’. Con la fase 3 si andrebbero ad attivare gli interventi di livello 3, appunto, fino ad un massimo di 104 posti letto per ricoverati Covid. “In tal caso – hanno specificato nei giorni scorsi dall’Av4 – andrebbe modificato il programma operatorio, garantendo solo le sedute per interventi di emergenza urgenza e di classe A. Sarebbero accorpati gli spazi di degenza del dipartimento chirurgico (chirurgia, urologia, ortopedia, oculistica, otorinolaringoiatria) al sesto piano per un totale 34 posti letto. Al piano quinto dell’ospedale sarebbero allestiti altri 26 posti letto per malati Covid all’ex chirurgia.
Si andrebbero inoltre ad utilizzare i 6 posti letto della terapia intensiva, estensibili a 7, ad uso esclusivo dei malati Covid. Subirebbe modifiche anche il programma dell’attività di endoscopia digestiva e più in generale dell’attività ambulatoriale di day hospital medico e chirurgico. Si procederebbe inoltre ad allestire 3 posti letto di assistenza intensiva al blocco operatorio (ex sala gessi)”. Numeri che stanno causando non pochi maldipancia anche all’interno della sanità fermana,  a partire proprio dai camici bianchi, con una levata di scudi affinché la Regione si adoperi per evitare che il Murri (unico ospedale in un territorio provinciale a differenza dei territori limitrofi) diventi un presidio ospedaliero Covid. La destinazione Covid del nosocomio fermano sta, infatti, già comportando giocoforza la riduzione di alcune prestazioni mediche. E ciò potrebbe anche evolversi in uno stop ancor più consistente con la fase 3 è un’ulteriore rimodulazione di spazi e risorse.

Intanto oggi è partito nell’Area vasta 4 il nuovo servizio di radiologia domiciliare, a cura della Uos di radiodiagnostica territoriale di Sant’Elpidio a Mare. La messa a punto di questa attività è stata garantita dal direttore dell’Uoc Radiodiagnostica dell’AV4 dr. Gianluca Valeri, il responsabile medico della Radiodiagnostica territoriale, dr. Giuseppe Gismondi, e dal coordinatore della radiodiagnostica territoriale, dr. Antonio Ciarnelli.

“Un servizio – puntualizzano dall’Area vasta 4 –  sperimentale, che sarà effettuato da qui alla fine dell’anno. Le prestazioni debbono essere richieste dal medico di medicina generale o pediatra di libera scelta. Il servizio è rivolto a persone anziane, disabili o soggetti il cui trasporto in ospedale risulterebbe difficoltoso. E’ competenza dei medici richiedenti valutare e giustificare la necessità del ricorso agli esami a domicilio.
Sono i Tsrm, tecnici sanitari di radiologia medica, a recarsi fisicamente a casa dei pazienti e ad eseguire gli esami, garantendo il massimo livello di qualità delle prestazioni e sicurezza. Ai medici radiologi, invece, il compito di valutare l’appropriatezza delle richieste ed il referto degli esami.


Possono accedere al servizio domiciliare i pazienti non deambulanti, non trasportabili con mezzi comuni, o persone per le quali sarebbe necessario, in assenza del servizio domiciliare, attivare il trasporto sanitario per raggiungere le strutture ospedaliere. Il servizio è erogato su tutto il territorio dell’area vasta 4, con particolare riguardo a pazienti presi in carico dal servizio di cure domiciliari ed a quelli ospiti in residenze socioassistenziali extraospedaliere che non dispongono di dispositivi radiodiagnostici.
Le equipe, che stamattina hanno eseguito le prime sessioni, trasportano tubo radiogeno, un sistema di rilevazione delle immagini, computer e stampanti per la teletrasmissione e la produzione della risposta.  Le immagini radiografiche prodotte sono analoghe a quelle di un normale reparto di radiodiagnostica. Il servizio, a regime, prevede 3 uscite settimanali, ad ogni uscita si erogheranno da 5 a 7 prestazioni. Terminato il primo mese di sperimentazione si traccerà un bilancio e si valuteranno eventuali modifiche. Le richieste devono essere comunicate dal medico curante alla segreteria radiologica di Sant’Elpidio a Mare, al numero 0734 6257216 da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 12.30. L’impegnativa va inviata a radiodiagnostica.av4@sanita.marche.it insieme al sospetto diagnostico. I pazienti non esenti da compartecipazione finanziaria devono pagare il ticket prima dell’esame. Le prestazioni erogabili a domicilio sono radiografie a torace, bacino, femore, anca, caviglia, spalla, omero, polso, mano, addome”.




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