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“Il Murri sia Covid free, piena operatività
del Covid hospital di Civitanova”, risoluzione
di Cesetti, Carancini e Mangialardi (Pd)

SANITA' I tre consiglieri regionali dem hanno presentato una risoluzione con cui si vogliono impegnare governatore e giunta "a riattivare, per il completo utilizzo, il Covid Hospital di Civitanova Marche, a trasferire nella struttura di Civitanova Marche tutte le aree 'Covid dedicate' attualmente attive presso l’ospedale di Fermo quali Malattie Infettive, Terapia Intensiva/Subintensiva"
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Fabrizio Cesetti

“Ho chiesto, insieme ai colleghi consiglieri regionali Pd Carancini e Mangialardi, la piena operatività Covid free dell’ospedale Murri di Fermo attraverso il completo utilizzo della struttura Covid Hospital di Civitanova Marche”. Così, in una nota stampa, il consigliere regionale dem, Fabrizio Cesetti nell’annunciare la presentazione di una risoluzione, presentata oggi, in merito alla situazione dell’emergenza epidemiologica nel territorio regionale. Il nocciolo della questione è tutto nel titolo della risoluzione stessa, ossia “Utilizzo della struttura “Covid Hospital” di Civitanova Marche e piena Operatività Covid free dell’Ospedale Murri di Fermo”.

“A quanto è dato sapere, la giunta regionale – si legge proprio nel testo della risoluzione – ha adottato una delibera per rafforzare le misure strategiche previste nel Piano pandemico regionale per contrastare la diffusione del Coronavirus. Dal comunicato diramato risulta che, condivisibilmente, “la Giunta è impegnata nel potenziamento della rete ospedaliera e dei posti di terapia intensiva prima di tutto con la riattivazione del Covid Hospital di Civitanova, che rappresenta un elemento strategico per evitare quanto più possibile la promiscuità nei reparti ordinari…”; Risulta pure che “sono stati inoltre previsti percorsi per pazienti Covid prioritariamente nelle strutture ospedaliere dove esiste un’unità operativa di malattie infettive/terapia intensiva: ospedali di Pesaro, Ancona Torrette e Fermo”;

Preso atto che l’ospedale Murri di Fermo è diventato di fatto esclusivamente ospedale Covid, in quanto dotato di Uoc Malattie Infettive con 13 posti letto istituzionali in ambiente “a pressione negativa”, allo stato dedicati esclusivamente a pazienti Covid a danno di altre patologie infettive comunque presenti nel territorio fermano (tbc, meningiti, altro), e già ampliati fino a 19 posti letto per pazienti Covid in logica di coorte e con ulteriore utilizzo di spazi e posti letto in dotazione ad altri reparti (quali l’Osservazione Breve Intensiva-Obi-per 12 posti letto e l’Uoc di Medicina Fermo per 22 posti letto) raggiungendo un massimo di 53 posti letto ad ora attivi. Ciò ha obbligato la Direzione di Area Vasta a dedicare ai pazienti Covid gli attuali posti di Terapia Intensiva (7), con conseguente necessità di ampliarli ulteriormente con 8 posti letto dell’Uoc Cardiologia inclusa Utic, con grave potenziale danno alla salute di pazienti affetti da patologie cardio-vascolari. Pertanto, il totale dei posti letto Terapia intensiva-subintensiva è di 15. E preso anche atto che l’Ospedale Murri di Fermo rappresenta l’unica struttura specialistica con caratteristiche di primo livello come da DM 70/2015 nel territorio della Provincia di Fermo e, come tale, deve essere dedicata alle prestazioni ed alle cure, programmate e di urgenza, necessarie ai cittadini della Provincia;

Riteniamo che le decisioni assunte ridimensionano fortemente l’unico ospedale provinciale del territorio fermano, riducendone notevolmente le risorse finalizzate al soddisfacimento del bisogno di salute e di assistenza proveniente dall’intero territorio per tutte quelle patologie diverse dal Covid 19, anch’esse urgenti e necessarie, con grave e sicuro rischio per la salute dei cittadini. In alcun modo può essere ‘sacrificato’ il Reparto di Terapia Intensiva con conseguente blocco delle attività operatorie e inutilizzabilità dell’unica Rianimazione territoriale. Una tale evenienza costituisce un fattore di pericolo per la sicurezza e la salute dei cittadini della provincia di Fermo ed oggi, a differenza della prima ondata Covid 19, può e deve essere scongiurato con la riattivazione del ‘Covid Hospital’ di Civitanova Marche appositamente realizzato anche per l’eventualità probabile di una seconda ondata pandemica effettivamente verificatasi; Fin dall’inizio di questa drammatica pandemia l’Ospedale di Fermo ha svolto integralmente e doverosamente la sua parte a disposizione di tutta la Comunità regionale e continua a farlo ma con severe ricadute sui tempi di attesa per l’erogazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali e di ricovero ed ulteriore pregiudizio per i diritti dei cittadini.

L’ospedale Murri di Fermo

Va valutato che la salute è un bene fondamentale della persona, costituente il presupposto indispensabile per l’esercizio di ogni altro diritto. La sua piena ed effettiva tutela include il diritto dei cittadini all’erogazione di prestazioni sanitarie adeguate, tempestive e di qualità, e queste devono essere garantite anche ai cittadini della provincia di Fermo. I sacrifici richiesti ai cittadini della Provincia di Fermo nella prima fase dell’emergenza sanitaria, in termini di compressione dei livelli di assistenza, possono oggi essere evitati con la riattivazione del “Covid Hospital di Civitanova”, il quale, secondo gli intendimenti dichiarati dalla stessa Giunta Regionale, “rappresenta un elemento strategico per evitare quanto più possibile la promiscuità nei reparti ordinari”;

E poi la stessa Dgr 523/2020, nell’individuare le strutture ospedaliere con percorsi dedicati Covid positivi completi in acuzie, pone al primo posto il Covid-Hospital Marche di Civitanova istituito con Dgr 415/2020, da utilizzare per consentire la riduzione del sovraffollamento delle altre strutture pubbliche, e solo in ordine sequenziale le strutture pubbliche con Uo Malattie Infettive, tra cui l’Av4 Stabilimento di Fermo, chiamato a soddisfare le necessità di ricovero garantendo al contempo le restanti attività assistenziali non procrastinabili, e con necessità di prevedere, a seguito di saturazione dei posti letto per pazienti Covid positivi presso le strutture di cui sopra, percorsi dedicati presso l’Av2 stabilimento di Jesi, l’Av3 stabilimento di Camerino/Civitanova e Macerata, l’Av5 stabilimento di San Benedetto del Tronto, e Inrca stabilimento di Ancona. Nel caso di sovraffollamento delle strutture pubbliche potranno essere rivisti gli accordi con il Privato Accreditato.

Il Covid Hospital Marche di Civitanova è stato realizzato e concepito come “struttura temporanea di degenza e terapia intensiva/subintensiva/internistica” e come “elemento strategico nell’ambito delle attività di assistenza ospedaliera regionale sia per l’incremento della dotazione dei posti letto marchigiani per l’acuzie, particolarmente dedicati ai pazienti SARS-Cov2 che necessitano di un setting intensivo, semi-intensivo o di acuzie a specializzazione infettivologico/pneumologico/internistica sia per consentire la riduzione del sovraffollamento delle altre strutture pubbliche”. Il Direttore dell’Area Vasta 4 di Fermo, in data 3 novembre 2020, con propria nota alla Direzione Generale Asur, prospettava la necessità di trasferire il blocco della Terapia Intensiva/Subintensiva dell’ospedale di Fermo con l’Uoc Malattie Infettive presso il Covid Hospital di Civitanova Marche, sollecitando un preventivo accordo con le organizzazioni sindacali del Comparto e della Dirigenza Medica al fine di favorire la movimentazione del personale. Nella stessa nota, veniva anche evidenziato che nel contempo è stato attivato il ‘Piano Pandemico’ di Area Vasta 4 che nella fase terza di massima emergenza prevede il conseguente stravolgimento dell’intera offerta ospedaliera del presidio di Fermo. Nella situazione data appare opportuno e necessario trasferire nella struttura di Civitanova Marche tutte le aree di assistenza Covid attualmente attive presso l’ospedale di Fermo: Malattie Infettive, Terapie Intensive/Subintensive per garantire la piena operatività del Murri, quale unico ospedale della Provincia di Fermo, come Presidio Sanitario Covid Free. La ratio della necessità è, stando alle stesse dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità, analoga a quella che ha ispirato la Giunta Regionale nella decisione che riguarda la preservazione dell’ospedale di Camerino”.

Dunque i tre consiglieri, con la risoluzione mirano a impegnare il presidente Acquaroli e la sua giunta “a riattivare, per il completo utilizzo, il Covid Hospital di Civitanova Marche, a trasferire nella struttura di Civitanova Marche tutte le aree ‘Covid dedicate’ attualmente attive presso l’ospedale di Fermo quali Malattie Infettive, Terapia Intensiva/Subintensiva, ricorrendo almeno in una prima fase al supporto in termini di risorse umane da parte della Croce Rossa Italiana o altri enti quali la Protezione Civile e altre associazioni umanitarie per l’immediato e pieno utilizzo del Covid Hospital di Civitanova Marche, lasciando così la piena operatività del ‘Murri’ quale Presidio sanitario ‘Covid Free’ in quanto unico ospedale dell’intera provincia di Fermo, e ad attingere, comunque, per quanto riguarda l’utilizzo del personale da destinare al Covid Hospital di Civitanova Marche proporzionalmente tra le quattro Aziende del Sistema sanitario regionale ed all’interno dell’Asur proporzionalmente tra le cinque Aree Vaste”.




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