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Covid, tutte le tutele per gli anziani
nelle strutture socio-sanitarie
I sindacati incontrano il direttore Livini

I SINDACATI hanno chiesto informazioni finalizzate alla prevenzione delle infezioni da Covid 19 nelle strutture socio sanitarie, nelle Residenze Protette, Residenze sanitarie assistenziali, Centri Diurni e Case famiglia per la tutela della salute degli anziani delle persone con salute precaria in condizione di fragilità
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I sindacati dei pensionati di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, con la presenza anche dei Cgil, Cisl e Uil territoriali, ieri in videoconferenza hanno incontrato il Direttore dell’Area Vasta 4 Dott. Licio Livini. Hanno chiesto informazioni finalizzate alla prevenzione delle infezioni da Covid 19 nelle strutture socio sanitarie, nelle Residenze Protette, Residenze sanitarie assistenziali, Centri Diurni e Case famiglia per la tutela della salute degli anziani delle persone con salute precaria in condizione di fragilità.

“Già nella scorsa primavera – scrivono per Spi Cgil – Fnp Cisl – Uilp Paolo Filiaci, Rocco Lanfranco e Alberto Tarquini – in una identica riunione con le presenza del Prefetto di Fermo si condivise l’impegno, ognuno con il suo ruolo, per il controllo delle applicazione del protocollo della Regione Marche per impedire l’ingresso del Covid 19 nelle strutture residenziali socio sanitarie per tutta la durata della pandemia.
Il 17 novembre SpiCgil FnpCisl e Uilp, nell’espletamento delle funzioni costituzionalmente riconosciute e previste in protocolli d’intesa con la Regione Marche, hanno chiesto alle strutture socio sanitarie del Fermano di conoscere il numero degli ospiti assistiti nella loro struttura e con quanti operatori, distinti per figure professionali, svolgono il loro lavoro. Sapere se vi siano stati contagiati tra ospiti e operatori, se i familiari degli ospiti hanno possibilità di accesso nelle strutture e/o hanno informazioni e comunicazioni anche attraverso videochiamate. Conoscere le loro esigenze per migliorare il servizio in questo periodo di emergenza pandemica.
Si è in attesa di una loro tempestiva risposta per intervenire poi sui livelli istituzionali competenti. Le strutture residenziali interessate sono le Case di Riposo “A.M. Sassatelli” di Fermo, “Opera Pia Arpili” di Montegiberto, Opere Pie Decentrate di Cura e Ricovero di Francavilla D’Ete, “Pietro Paolo De Minicis” di Falerone, Residenza Protetta Comunale di Montegiorgio, Fondazione “Opera Pia” di Montegranaro, “P.Marini” di Petritoli, Suore “S.Gaetano” di Porto San Giorgio, ex Convento “Francescani Minori“ Monte San Pietrangeli, Residenza Protetta Comunale di Sant’Elpidio a Mare, “F.Antolini” di Montelparo, “Madre Teresa di Calcutta” di Montottone, Don Marzetti” di Monterubbiano, Residenza “Anni Azzurri Valdaso”, Anni Azzurri di Montefalcone Appennino, “New Regina Mundi” di Fermo; le Rsa di Amandola e Petritoli.
Le organizzazioni sindacali provinciali dei pensionati esprimono ai responsabili e a tutte le maestranze che operano nelle strutture in indirizzo del territorio provinciale fermano riconoscenza e gratitudine per aver gestito fin’ora l’emergenza Covid 19 facendo il possibile per evitare i contagi nelle strutture, nel rispetto delle disposizioni e delle normative previste, cercando anche di assecondare le esigenze degli ospiti; sosteniamo l’esigenza dell’anziano ricoverato in queste strutture residenziali di vedere e incontrare i familiari; questo non è meno importante dell’assistenza sanitaria a loro assicurata.
Questo triste periodo ha messo in luce il bisogno di ridurre al massimo il ricovero degli anziani non autosufficienti nelle strutture socio sanitarie favorendo la permanenza delle persone anziane nelle proprie case, garantendo loro un’assistenza adeguata, potenziando e sperimentando anche forme di residenzialità alternativa, come il cohousing.
Il Dott. Livini, in risposta alle richieste del segretario Spi Cgil Paolo Filiaci sulle strutture residenziali socio sanitarie, ha messo a disposizione la sua attenzione e il suo impegno nell’attivazione dei controlli previsti nell’ambito delle competenze dell’Asur AV4 di Fermo affermando che dato l’aumento in questo periodo dei contagi da Covid 19 è inopportuna la visita diretta dei familiari nelle strutture e di altri soggetti esterni con eccezione degli operatori socio sanitari a cui si raccomanda la necessaria attenzione perché non siano loro, involontariamente, il veicolo per l’ingresso del virus.
Il Segretario della Camera del lavoro Cgil di Fermo Alessandro de Grazia ha chiesto a Livini informazioni inerenti le eventuali problematiche della pandemia negli istituti scolastici di ogni ordine e grado del territorio di competenza dell’Av4 di Fermo.
Alla luce della nuova emergenza Covid, dopo aver preso atto della decisione di sospensione degli ingressi alle degenze a famigliari e/o visitatori nell’ospedale di Fermo, Alberto Tarquini, segretario Uilp, ha chiesto di conoscere o ipotizzare quali saranno gli scenari che dovremo ragionevolmente trovarci a vivere nei prossimi giorni evitando, per quanto possibile, quanto accaduto nella prima ondata Covid con la chiusura di fatto dell’ospedale e la cancellazione di tutte le visite e gli esami programmati che ha portato buona parte degli utenti del Servizio Sanitario Nazionale e di quanti ad esso fanno riferimento anche per ricoveri, visite ed esami indispensabili ed indifferibili per il mantenimento della propria salute, a rinviare esami davvero importanti o, nella migliore delle ipotesi, a rivolgersi alla Sanità Privata con un aggravio dei costi spesso insostenibile per molti.
Rocco Lanfranco, segretario Fnp Cisl ha chiesto di conoscere l’attuale situazione sulla sorveglianza epidemilogica, attività ambulatoriali, assistenza territoriale e situazione dell’ospedale Murri.
Il direttore Livini ha confermato alcune difficoltà sull’assistenza epidemiologica. Ha aggiunto che al momento proseguono con regolarità le prestazioni ambulatoriali prenotate; sull’assistenza territoriale è stata istituita una terza Usca nel territorio e sono stati istituiti punti per effettuare tamponi ‘Drive’ anche a Montegiorgio, Amandola e nella Valle dell’Aso. Sull’ospedale di Fermo vi è una riduzione dell’attività delle sale operatorie, ma sono garantite le urgenze e l’area oncologica. Molta attenzione è stata posta sul problema, non semplice, della mancanza di personale, medico e infermieristico. Le difficoltà nel reperire personale, soprattutto medico, rischia di vanificare gli sforzi lodevoli messi in atto fino ad ora. Ha concluso assicurando un impegno costante nella difficile ricerca di personale ed ha auspicato l’impegno di tutti perché la situazione sanitaria non peggiori, potendo così garantire tutte le prestazioni sanitarie ordinariamente previste per tutti”.

 



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