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Acquaroli: “Fino al 30 dicembre
zona arancione”, nelle Marche aumentano
i posti letto Covid in Terapia intensiva

MARCHE - Il governatore ricorda: "I negozi sono aperti, ma restano sospese le attività dei servizi di ristorazione come bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Si può ordinare cibo a domicilio e d'asporto fino alle 22"
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Francesco Acquaroli

“Da domani, fino al 30 dicembre, e poi anche il 4 gennaio, torneremo in zona arancione”. E’ quanto ricorda il presidente delle Marche, Francesco Acquaroli.

“Ci si può sempre muovere per comprovate esigenze (salute, lavoro o studio, ricongiungimenti familiari), ma anche per recarsi in visita in abitazioni private (non più di due persone, senza contare minori di 14 anni e chi ha bisogno di assistenza). Chi abita in Comuni con meno 5.000 abitanti – le norme che tornano in vigore da domani – può uscire percorrendo una distanza non superiore a 30 chilometri. Ci si può spostare all’interno del proprio Comune dalle 5 alle 22, senza necessità di autocertificazione. I negozi sono aperti, ma restano sospese le attività dei servizi di ristorazione come bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Si può ordinare cibo a domicilio e d’asporto fino alle 22. È consentita l’attività motoria e sportiva purché all’interno del proprio Comune e all’aperto”.

Nel frattempo l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini comunica che: “Aumentano i posti letto Covid-19 in terapia intensiva nelle Marche e si incrementa la telemedicina per i pazienti dimessi. A Pesaro abbiamo aggiunto, 14 posti in terapia intensiva, che si aggiungono ai 193 posti, avvicinandoci al numero previsto di 220 posti in terapia intensiva che le Marche dovevano conseguire già nei mesi precedenti. Disponiamo ora di una dotazione significativa che ci consente di gestire la pandemia ben più attrezzati e per meglio gestire l’indice rt che dal 7 gennaio disciplinerà la condizione delle zone gialle, arancioni e rosse”.

Filippo Saltamartini

Saltamartini ha anche anticipato che la Regione “ha incentivato, notevolmente, i sistemi di telemedicina. Infatti è appena partito il progetto di presa in carico di 34 pazienti Covid seguiti da remoto. Il sistema è operativo a Pesaro, all’Inrca e in altre Aree Vaste Asur: al paziente viene consegnato un Tablet, un termometro per la temperatura e un pulsossimetro per misurare la saturazione di ossigeno nel sangue. Il medico, anche se a distanza, sulla base dell’andamento della temperatura, della saturazione e del battito cardiaco può verificare le terapie necessarie durante il decorso. Cercheremo, nei prossimi mesi, di allargare l’uso di questi strumenti telematici per evitare l’ospedalizzazione di pazienti le cui condizioni di salute non la richiedono”.




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