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Cinque Comuni delle Marche in zona rossa
“Vogliamo essere pronti per le riaperture”

COVID – Dopo il summit tra Regione, Asur e sindaci entrano nella fascia di rischio più alta Tavullia, Montelabbate, Cerreto d’Esi, Acqualagna e Vallefoglia per aver superato, in rapporto, la quota di 250 nuovi casi settimanali su 100mila abitanti.
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Acquaroli-Saltamartini

Il governatore Francesco Acquaroli e l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini

 

Sono cinque i Comuni nelle Marche che finiscono in zona rossa per aver superato il parametro di 250 nuovi casi settimanali su 100mila abitanti: quattro nel Pesarese e uno nell’Anconetano. E’ quanto emerso dopo la riunione tra sindaci, Asur e l’assessore regionale Filippo Saltamartini che si è svolta nel primo pomeriggio per ognuna delle cinque Aree Vaste, in attesa che termini la riunione dell’Area Vasta 4. Ad entrare nella fascia di rischio con restrizioni maggiori sono: Tavullia, Montelabbate, Cerreto d’Esi, Acqualagna, Vallefoglia. Tavullia con poco più di 7.900 abitanti e 32 nuovi casi nella settimana dal 12-18 aprile è arrivata, facendo il rapporto, a 405/100mila; Montellabate con 6.900 residenti e 25 nuovi casi è a 360/100mila; Cerreto d’Esi, 3.500 abitanti e 11 nuovi casi, sta a 310/100mila; Acqualagna, 4.200 abitanti, con 13 nuovi contagi è a 302/100mila; Vallefoglia con 15mila abitanti e 39 nuovi casi nell’ultima settimana è a 259/100mila. Tre invece i comuni del Maceratese che sono arrivati al limite della zona rossa, restando comunque sotto al parametro di riferimento ed evitando quindi misure più restrittive. Sono Morrovalle che con 25 nuovi casi nella settimana di riferimento è a 249/100mila; Macerata, che di nuovi contagi ne ha registrati 102 ed è arrivata a 247/100mila; Monte San Giusto, 19 nuovi contagi e un parametro di 246/100mila. La media nelle Marche è invece scesa a 135 casi su 100mila abitanti.

Per i cinque Comuni firmata l’ordinanza del presidente della Regione Francesco Acquaroli, che sarà valida dal 21 al 25 aprile. Poi si procederà con un nuovo conteggio. Nel dettaglio non si tratterà di una vera e propria zona rossa, perché le misure più ‘restrittive’ riguarderanno soltanto la circolazione in entrata e in uscita dal Comune, che sarà consentita solo per motivi di salute, necessita o lavoro, mentre tutte le altre attività (scuola, negozi,) si svolgeranno nelle stesse modalità in cui stanno avvenendo ora, cioè con le regole per la zona arancione.

«La Regione – commenta il governatore – si vuole far trovare pronta al previsto momento delle riaperture e per questo chiede a tutti i cittadini di essere attenti, perché il virus è ancora in circolazione e ci sono ancora molte persone ricoverate nelle strutture ospedaliere. Tale provvedimento viene adottato seguendo il principio di precauzione e gradualità per favorire il controllo della curva epidemiologica anche sui singoli territori comunali. Infatti in considerazione dell’avvicinarsi delle riaperture, la Regione ha voluto analizzare il tasso di incidenza dei contagi sul territorio regionale e valutare la necessità di misure precauzionali, laddove i dati epidemiologici a carattere locale e comunale fotografassero una situazione a cui prestare una attenzione ancora maggiore. Si tratta di un provvedimento che non vuole incidere con chiusure di carattere economico, legate a negozi o attività, ma che per i prossimi giorni andrà a limitare tutte quelle occasioni di contagio e gli spostamenti non considerati necessari».

(servizio aggiornato alle 19,25)




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