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“Io candidato sindaco? Sì ma solo con un centrodestra unito”, Petrozzi ha in mente anche la sua giunta ideale

PORTO SAN GIORGIO - Il consigliere della Lega: "Su cinque assessori, serviranno almeno due tecnici, uno per il bilancio e uno per l'urbanistica. altrimenti dovremo rimettere tutto e solo ai funzionari. Per amministrare la città servono figure come un avvocato, un commercialista o un ingegnere"
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Renzo Petrozzi

di Serena Murri

Qualcosa si muove sul piano delle coalizioni a destra per le prossime elezioni amministrative. Potrebbe, infatti, essere il consigliere di minoranza, Renzo Petrozzi il candidato sindaco di centrodestra. A meno di un anno dalle elezioni amministrative a Porto San Giorgio, dopo due mandati del sindaco Nicola Loira, in un quadro politico ancora incerto e in evoluzione, si lavora dietro le quinte per far emergere i nomi di quelli che saranno, presumibilmente, i protagonisti della competizione elettorale.

Nel mentre, il Pd sangiorgese cerca di chiarirsi le idee sul da farsi e al momento sono due i papabili candidati sindaco del partito: il vicesindaco Francesco Gramegna e l’assessore Andrea Di Virgilio. Su questi nomi, il partito dovrà, quanto prima, trovare una sintesi e convergere su un nome solo, tenendo conto del fatto che il sindaco uscente, Nicola Loira, potrebbe suggerire come suo successore il nome di un professionista, non necessariamente in quota Pd, ma che possa al contempo rappresentare sia le istanze civiche che quelle della sinistra. E in casa dem non si esclude l’ipotesi primarie. Da non trascurare nemmeno il nome di Catia Ciabattoni che però potrebbe virare su un progetto estraneo al suo Partito che le garantirebbe la candidatura a primo cittadino.

Poi c’è Vesprini nel quale si riconoscono molti civici di un centrodestra più moderato, assessore al commercio dimissionario, che di certo ha già fatto le sue mosse in vista delle elezioni e, anzi, i meglio informati sostengono che possa avere in tasca già un paio di liste pronte. Questa è la situazione, a grandi linee ma ancora tutta in divenire. Per il centrodestra, rimane l’incognita di trovare un nome per il ruolo di candidato sindaco che metta d’accordo tutti i partiti della coalizione. In questi giorni, alcuni rumors circolati in città lanciavano con insistenza Renzo Petrozzi come candidato sindaco, il quale ha confermato l’ipotesi ponendo le sue condizioni: “Mi candido a patto che la destra tutta sia con me”.

“Il candidato di centrodestra – ribadisce il consigliere di minoranza della Lega – potrei essere io a patto di avere l’appoggio sicuro da parte di tutte le forze di centrodestra, a partire dal mio partito, quello della Lega, passando per Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc e dalle componenti civiche. Il sostegno deve essere di tutti. Sarà necessario lavorare per inserire persone valide e competenti per amministrare la città. Non mi è stata fatta nessuna proposta. Do la mia disponibilità. Poi valuterò anche gli aspetti personali che questa scelta implica”. Una questione che ci tiene a sottolineare Petrozzi, è che “su cinque assessori, serviranno almeno due tecnici, uno per il bilancio e uno per l’urbanistica. altrimenti dovremo rimettere tutto e solo ai funzionari. Per amministrare la città servono figure come un avvocato, un commercialista o un ingegnere. La politica non va vista come fonte di guadagno”.

Condizione imprescindibile, per Petrozzi è che “le forze politiche della mia coalizione mi sostengano in maniera leale e continua”. L’auspicio di Petrozzi è che anche le forze civiche, si riconoscano nel suo progetto che punta sui seguenti temi: “L’ex ospedale è da bonificare e rilanciare, con un punto di primo intervento. Nuovo parco auto per la Croce Azzurra. Per la cultura, dobbiamo riaprire l’ex cinema Italia. Per lo sport, c’è da ristrutturare il campo sportivo nuovo. Non da ultimo, la viabilità cittadina è da rivedere”.

Prima, però, Petrozzi, vuole sapere se sono tutti con lui. “Vorrei capire se il mio progetto di città piace. Ho bisogno di un sostegno leale e continuo ma anche di libertà d’azione. Non voglio essere schiavo di un partito. Do la mia disponibilità solo con il sostegno, leale e convinto, di tutti i partiti di centrodestra. Perché se mi candido è per vincere”.

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