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Accompagnato al Cpr l’ultimo complice del rapinatore seriale, la Mobile chiude il cerchio sul sodalizio criminale

LE INDAGINI nella ricostruzione fornita dalla Questura. Riassumendo le figure dei sodali del rumeno allontanato dall'Italia, i complici delle diverse rapine sono stati individuati in un nigeriano, un nordafricano ed una donna straniera
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Dopo una serie di notizie che riguardano le attività della Polizia di Stato nel contrasto ad eventi criminali di spessore che hanno determinato, in breve tempo e per giorni, un forte allarme sociale tra i cittadini, è opportuno fare un riassunto per fornire chiarezza e, se possibile, chiudere il capitolo.
Come già riportato nei giorni scorsi, fino a ieri, le indagini della Squadra Mobile hanno accertato che l’autore della serie di rapine, anche molto violente, perpetrate all’inizio del mese di febbraio nei territori di Lido Tre Archi e di Porto Sant’Elpidio era l’ormai noto rumeno di circa 30 anni che si è avvalso della collaborazione di altri soggetti con funzioni di palo e di spalla e che sono materialmente intervenuti per portare a compimento gli atti predatori.

Riassumendo le figure dei sodali, della responsabilità dei quali si è già data notizia all’esito delle attività investigative, i complici delle diverse rapine sono stati individuati in un nigeriano, un nordafricano ed una donna straniera.
Uno alla volta, gli eventi criminosi sono stati analizzati alla ricerca di elementi utili che sono diventati fonti di prova per la segnalazione alla Procura della Repubblica.
Dalla prima ricostruzione dei reati svolta dalla Volante, dall’esame delle denunce presentate dalle vittime, dalla visione delle immagini delle telecamere cittadine e private fino alla individuazione di ogni piccolo particolare, gli investigatori della Squadra Mobile hanno ricomposto le tessere del mosaico per ricostruire le dinamiche degli eventi criminosi ed individuare le dirette responsabilità di ogni singolo soggetto.

Così, dopo aver identificato il rapinatore seriale, è scattato il blitz che ne ha consentito il rintraccio a seguito del quale è stato accompagnato, per motivi imperativi di sicurezza, presso un Centro per il Rimpatrio dal quale è stato poi trasferito nel Paese di origine. Era l’8 febbraio scorso.
Alcuni giorni fa, un primo complice che ha avuto il medesimo destino; il nigeriano di circa 40 anni, fermato con una pistola con la quale aveva seminato il panico tra i cittadini di Lido Tre Archi, è stato fermato dai poliziotti ed accompagnato in Questura. Nei suoi confronti è stato emesso un nuovo decreto di espulsione del Prefetto e l’ordine di trattenimento del Questore con i quali è stato trasportato presso un Cpr per il successivo rimpatrio. Era l’8 marzo scorso.
Ieri l’epilogo anche per il complice più violento e con una lunga serie di reati commessi per i quali è stato più volte denunciato alla Procura della Repubblica ed altri, riconducibili allo stesso soggetto sui quali sono ancora in corso le indagini. Nella sua “carriera” criminale, furti, rapine, lesioni personali, estorsioni, sequestro di persona, ricettazione, indebito utilizzo di carte di pagamento e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il nordafricano di circa 30 anni, raggiunto dagli operatori della Polizia di Stato è stato accompagnato in Questura e dopo le attività di competenza dell’Ufficio Immigrazione è stato trasportato presso un Cpr per il suo successivo rimpatrio. Questo ieri pomeriggio.
Dalla disamina  manca la donna straniera la quale ha comunque avuto un ruolo marginale in una delle rapine; nei suoi confronti è stata adottata una misura di prevenzione personale che ne limita la libertà personale e quindi la capacità offensiva.
Il cerchio sulla serie di gravi eventi criminosi perpetrati all’inizio delle scorso mese di febbraio si è chiuso.

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