Stefano Fortuna

«Sono molti giorni che la nostra città subisce l’atteggiamento di chi non ha orecchie. Il nostro sindaco Paolo Calcinaro, mi dispiace dirlo ai tanti che lo sosterranno a prescindere, ha l’obbligo di ascoltare, ma senza orecchio la vedo dura. Un esempio è la questione sull’inquinamento luminoso e ambientale di Marina Palmense su cui, viste le giuste critiche che piovono da giorni sia dal consigliere Interlenghi, (che nella sua presa di posizione aveva chiamato anche il M5S alla mobilitazione), dell’associazione ambientalista Lipu e da altri, il sindaco risponde pubblicando sui social una bella foto di una ragazza in bicicletta. Il suo tifo si riaccende, ma anche la rabbia di chi ha un’altra sensibilità. Tuttavia il problema rimane, a fianco a quella pista c’è l’ultima oasi costiera naturale del nostro Comune». E’ il punto di Stefano Fortuna, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle.

«Si chiede solo di rispondere se quell’illuminazione può influenzare o meno il delicato ecosistema del parco naturalistico adiacente, se parlare di sviluppo sia giusto all’interno di quest’area protetta, e se tutti quei rifiuti abbandonati siano mai possibili al suo interno. Il sindaco, però, sa come deviare l’argomento, come tenerci a bada, ripetendo ancora che abbiamo fatto la pista e siamo tutti felici. Al contrario del fratino allontanatosi dalle spiagge di Lido di Fermo al costo di una festa in spiaggia, il parco naturalistico di Marina Palmense scomparirà lentamente, centimetro dopo centimetro, le proprietà pubbliche vendute una ad una e l’immondizia ci ricoprirà spuntando da ogni dove. Ma noi, non ce ne accorgeremo neanche, non sentiremo nulla.

E’ chiaro che ci sono associazioni e associazioni, quelle delle feste e dello svago, alle quali siamo tutti legati e alle quali il sindaco e giunta sono sempre presenti, ed altre associazioni che tutelano i diritti, l’ambiente, il quieto vivere, che fanno moltissimo per il nostro territorio e che a volte danno consigli, magari chiedono un cambio di rotta o solamente di seguire le promesse elettorali. Ma noi, caro sindaco non possiamo cambiare niente, forse siamo lì solo per fare festa e la politica vera, quella degli appalti, della vendita di beni pubblici, lasciamola in Comune, tanto ci penserà qualcun altro».

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