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Il diverbio in strada, la bomba contro la casa e la tragedia sfiorata: ricostruzione di una giornata di paura

PORTO SANT'ELPIDIO - L'ordigno fatto esplodere ieri sera in via Mameli non è di natura artigianale e ha avuto una potenza di deflagrazione ben superiore a una "bomba carta". Nel pomeriggio la proprietaria dell'auto presa di mira ieri ha avuto un diverbio legato alla circolazione stradale. Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Fermo
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I contatori vicino ai quali c’è stata l’esplosione

 

di Leonardo Nevischi

Potrebbe essere stato un diverbio a scatenare l’agguato che ieri sera, alle ore 21.30, a Porto Sant’Elpidio, ha visto prima andare in frantumi il lunotto di un’auto posteggiata in via Mameli e successivamente, a distanza di quindici minuti, il verificarsi dell’esplosione di un ordigno scagliato contro un’abitazione sita sulla stessa via. È questa una delle ipotesi al vaglio degli investigatori, che al momento non starebbero escludendo la pista che porta ad una vendetta conseguente ad un litigio.

La ricostruzione dei fatti e le ipotesi investigative

In base agli elementi raccolti fin qui dalla Polizia che, con la Squadra Mobile della Questura di Fermo, sta indagando sull’accaduto, infatti, sembrerebbe che ad essere stata presa di mira sia stata una donna di circa 40 anni di Porto Sant’Elpidio che nel pomeriggio di ieri ha avuto un diverbio con due tunisini a bordo di un Range Rover Evoque, i quali avrebbero imboccato via San Francesco d’Assisi contromano sfiorando l’impatto frontale proprio con l’Audi guidata dalla donna. La stessa Audi che ieri sera, a distanza di qualche ora, è stata bersagliata da due massi, utilizzati per infrangere il lunotto. La donna, che intorno alle 16,30 percorreva via San Francesco d’Assisi in direzione sud-nord, avrebbe raccontato agli agenti di esser stata sbeffeggiata e irrisa dai due tunisini a bordo del Suv, noncuranti del pericolo che avevano appena corso.

Polizia e Vigili del Fuoco in via Mameli

Dal pomeriggio si arriva alla serata con la deflagrazione della bomba in via Mameli. Non una bomba carta, come inizialmente ipotizzato ma un ordigno ben più potente. Sul posto, infatti, oltre agli agenti della Questura di Fermo, con Squadra Mobile, Volanti e Scientifica, anche un esperto in armi della Polizia di Stato arrivato in serata da Ancona. E lì l’accertamento: si è trattato di un ordigno non artigianale ma di quelli già preparati. E anche su questo filone si stanno muovendo gli investigatori, ossia dove sarebbe stato acquistato.

Poi, nel puzzle delle indagini, ci sono anche le telecamere. Eventuali immagini o filmati potrebbero rappresentare un elemento assai rilevante che potrebbe giovare e non poco alle indagini degli inquirenti. Al momento, però, a far fede sono le testimonianze dei presenti.

L’auto presa di mira in via Mameli

Dapprima, alle 21,30, il rumore dei vetri del lunotto dell’Audi andati in frantumi hanno richiamato l’attenzione della donna, dei familiari e dei suoi vicini, tanto da farli precipitare immediatamente in strada. Constatato l’accaduto e pensando che si trattasse di un atto vandalico – non nuovo in quella via – a distanza di quindici minuti sono tutti rientrati nelle proprie abitazioni. Ed è lì che improvvisamente si è udito uno scoppio allucinante, percepito in maniera distinta in gran parte della città (persino al quartiere Corva, ndr). Il primo pensiero dei residenti è stato rivolto all’auto, pensando che fosse stata presa di mira, ma uscendo all’esterno lo scenario era ancora più inquietante: un forte boato disorientante, una coltre di fumo bianco che aveva ricoperto tutta la via, gli aghi dei pini in fiamme ed un contatore dell’energia elettrica esploso. Inoltre, di riflesso, la deflagrazione ha mandato in frantumi anche i vetri della finestra di una casa posta nelle vicinanze.

Insomma, una tragedia sfiorata per una questione di secondi, forse di attimi e, se vogliamo, anche di centimetri. Sì perché non solo la bomba lanciata dalla vettura in transito avrebbe potuto colpire i presenti – qualora non fossero rientrati tempestivamente nelle proprie abitazioni – ma avrebbe potuto intaccare anche alcuni tubi del gas posti a poca distanza dal contatore dell’energia elettrica esploso scatenando una detonazione di dimensioni catastrofiche. Tuttavia, miracolosamente, non si sono registrati feriti.

Le indagini per tentare di risalire al movente dell’esplosione e all’autore del folle gesto proseguono a 360 gradi e, al momento, gli investigatori non tralasciano alcuna ipotesi indagando anche sulla eventuale correlazione tra il diverbio del pomeriggio e l’esplosione che ha scosso via Mameli e, più in generale, un’intera città.

 

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