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Lettera al Direttore Il punto del dott. Leone: «La libertà di scelta vale solo se l’azione è morale»

IL PUNTO di Luciano Leone, medico chirurgo, specialista in Pediatria: «Nel caso del procurato aborto chi parla di “libertà di scelta” mette il carro davanti ai buoi, sovverte l’ordine logico del giudizio. Soltanto quando un’azione è morale, buona, lecita subentra la “libertà di scelta”: soltanto se sono libero da altri doveri, posso scegliere»

Un manifesto anti-aborto a Montegiorgio

Riceviamo dal dottor Luciano Leone, medico chirurgo, specialista in Pediatria, e pubblichiamo:
«Gent.mo Direttore, vedo su Cronache Fermane i manifesti di Pro Vita & Famiglia imbrattati e coperti di scritte abusive. Persone civili e democratiche avrebbero il dovere di rispettare la libertà di espressione degli altri e, se sono in disaccordo, esprimere loro documentate opinioni con affissioni proprie. Queste persone, se intellettualmente oneste, dovrebbero documentarsi, anche semplicemente consultando su Youtube la testimonianza di Bernard Nathanson, medico promotore della legalizzazione del procurato aborto negli Usa ai tempi della Roe vs Wade, e responsabile di ben 74mila aborti prima di ravvedersi e di riconoscere esplicitamente i suoi errori. Dovrebbero inoltre documentarsi sugli effetti avversi del procurato aborto sulla psiche e sul corpo delle madri mancate, e persino dei padri mancati. Leggo inoltre che la signora Minnoni, consigliera comunale Pd, quale esponente politica, a mio parere avrebbe dovuto in primo luogo biasimare le azioni vandaliche effettuate contro i manifesti di Pro Vita & Famigia; poi avrebbe potuto esprimere la sua opinione di solidarietà ai sostenitori del procurato aborto. Il concetto ispiratore della signora Minnoni è «La libertà di scelta è sacra».

Un manifesto anti-aborto imbrattato

Però il primo criterio nel giudicare un’azione non è la libertà di scelta, bensì se quella azione sia morale oppure immorale, buona o cattiva, lecita oppure illecita. Nel caso del procurato aborto chi parla di “libertà di scelta” mette il carro davanti ai buoi, sovverte l’ordine logico del giudizio. Soltanto quando un’azione è morale, buona, lecita subentra la “libertà di scelta”: soltanto se sono libero da altri doveri, posso scegliere se leggere un libro oppure se fare una passeggiata. Non esiste la “libertà di scelta” di ammazzare, di violentare, di rubare, di lanciare un’automobile a folle velocità. Quindi non esiste neppure “libertà di scelta” di chicchessia nei confronti del nascituro, il quale è una persona diversa da entrambi i genitori».

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1 commento

  1. 1
    Sal Cai il 26 Marzo 2024 alle 14:47

    E tu chi saresti per giudicare “se quella azione sia morale oppure immorale, buona o cattiva, lecita oppure illecita”? Quello che per me è morale non è detto che lo sia per te, non stiamo parlando di legge che è quella e quella soltanto. Un titolo accademico non ti da il diritto di scegliere per gli altri.

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