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Omicidio Singh, sentiti i testimoni in Corte d’Assise. Ciarrocchi: «La vittima aveva aggredito un altro condomino. L’imputato ha reagito a una spedizione punitiva»

SANT'ELPIDIO A MARE - Ieri l'istruttoria presso la Corte d'Assise di Macerata. Secondo quanto raccontato dai testimoni, Satwant Singh qualche giorno prima dell'omicidio aveva minacciato un altro condomino. L'avvocato a difesa dell'imputato Manjit Singh, Alessandro Ciarrocchi: «Questo fatto può confermare che il mio assistito ha subito una spedizione punitiva alla quale ha reagito con eccesso colposo di legittima difesa»

Alessandro Ciarrocchi

di Alessandro Luzi

Dopo la prima udienza del 4 aprile relativa al processo per l’omicidio di Satwant Singh in cui sono stati sentiti i carabinieri intervenuti, il medico legale Alessia Romanelli ed il tossicologo Rino Froldi, ieri è stata la volta dei testimoni presenti nell’abitazione il 17 ottobre del 2022. L’istruttoria si è svolta presso la Corte d’Assise di Macerata presieduta dai giudici Domenico Potetti e Andrea Belli. Durante l’udienza è emerso che, secondo uno dei testimoni dell’accusa, qualche giorno prima dell’omicidio la vittima, supportato da qualche altro conoscente, con toni minacciosi aveva invitato un altro condomino ad abbassare la musica. Quest’ultimo, a seguito della presunta aggressione, era stato costretto a chiamare i carabinieri e recarsi al Pronto soccorso.  Sempre secondo i testimoni ascoltati, l’imputato Manjit Singh, durante i suoi 12 anni di residenza nell’immobile non ha mai avuto alterchi con altri condomini.

«Questo fatto può confermare che il mio assistito ha subito una spedizione punitiva alla quale ha reagito con eccesso colposo di legittima difesa – ha affermato l’avvocato a difesa di Manjit Singh, Alessandro Ciarrocchi -. I testimoni hanno riferito che il giorno dell’omicidio la vittima aveva chiamato qualche altro conoscente per fronteggiare il mio assistito. A quanto pare Satwant Singh era solito ad assumere questi comportamenti minacciosi. Nonostante la gravità del fatto, ciò può confermare la linea difensiva data dell’imputato sin da subito e quindi escludere la premeditazione».

Secondo la ricostruzione dell’udienza del 4 aprile, la vittima è stata uccisa con un unico fendente, dall’alto verso il basso, inferto da posizione frontale. La lama, di 20 cm, è penetrata interamente nel fianco sinistro di Satwant Singh. Il referto del medico legale Romanelli ha escluso eventuali colluttazioni. Il tossicologo Froldi ha escluso che durante l’omicidio la vittima avesse assunto alcool o altre sostanze che potessero alterarne il comportamento.

La prossima udienza in Corte d’Assise è rinviata al 2 maggio per discutere i due testi chiave, ovvero la persona che stava insieme alla vittima nel momento dell’omicidio e il testimone all’interno della stanza dove è avvenuto il fatto. Durante l’incidente probatorio erano emersi dei contrasti tra i due testimoni oculari riguardo proprio la loro presenza nella camera dove Satwant Singh è stato accoltellato. L’avvocato a difesa dei familiari della vittima è Danilo Mascitti e a seguito dell’udienza del 4 aprile aveva sottolineato che «le testimonianze assunte hanno confermato il solido quadro probatorio e sembrerebbero escludere la tesi difensiva della legittima difesa».

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