Inaugurato il nuovo campo polivalente per tennis, calcetto e pallavolo a Monteleone di Fermo.
Un nuovo spazio che rivolge un’attenzione specifica alla pratica sportiva e alla socialità per tutte le età. Progetto pensato e fortemente voluto dall’amministrazione guidata dal sindaco Marco Fabiani, in collaborazione con l’Asd Monte Leone. All’evento, svoltosi nella mattinata di domenica 19 aprile, presenti, tanti cittadini e le autorità civili, tra le quali il presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi e i sindaci di Servigliano e Monsampietro Morico, Marco Rotoni e Andrea Claudi. Testimonianza questa della sinergia tra Istituzioni e della vocazione territoriale dell’impianto.
La partnership tra il Comune e l’associazione sportiva sottolinea perciò, ancora una volta, la volontà della giunta Fabiani di offrire ai giovani (e non solo) una struttura moderna, sicura e funzionale, a ingresso libero su prenotazione. «Vista l’ampia richiesta, spesso anche da fuori Comune, abbiamo questa Amministrazione ha voluto realizzare un secondo campo da tennis a completamento di quest’area sportiva – ha detto in tal senso il Primo cittadino di Monteleone di Fermo -, qui si potrà iniziare a praticare lo sport per poi avere la possibilità di passare al campo superiore, indicato per chi vuole intraprendere l’attività agonistica. Non solo, va ricordato come questa struttura potrà ospitare anche i tanti appassionati di calcetto e pallavolo».
Il sindaco Fabiani ha poi ringraziato quanti hanno reso possibile l’opera: «Siamo riusciti a intercettare i fondi messi a disposizione tramite bando dalla Regione Marche – ha spiegato -, ma questo campo sarebbe rimasto impensabile per il nostro Comune senza l’apporto economico fornito anche da uno sponsor, nella persona del nostro concittadino Paolo Antognozzi. Ringrazio, inoltre, l’Ufficio Tecnico e l’architetto Massimo Brasili, che si sono occupati in modo puntuale e con successo delle pratiche e della progettazione, i miei consiglieri e, in particolare, il presidente del Circolo Tennis Giampaolo Verducci».
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