Riceviamo dal Coordinamento delle Associazioni a sostegno ex-Fim e pubblichiamo:
«Come Coordinamento delle Associazioni a sostegno ex-Fim abbiamo appreso dell’ ennesima proroga dell’Accordo di Programma di questa nostra amministrazione concessa alla proprietà fino a dicembre 2028, giustificata dal Sindaco con una generica nota “ per la riqualificazione dell’area”.
Visto che principalmente serve per aggiornare il progetto dopo lo studio dell’Ateneo di Bologna e ci teniamo a sottolineare che in questo studio non si parla mai e lo ripetiamo ad alta voce di “Abbattimento o demolizione della Cattedrale” bensì di avviare una fase di sperimentazione per trovare tecniche per la conservazione. Sperimentare nuove tecniche non è un processo lungo perché ci sono già altri Atenei come quelli del Politecnico di Milano o Ca’ Foscari di Venezia che di fatto hanno già hanno sperimentato per altre situazioni analoghe e sarebbero ben disposti ad avviare questo percorso anche con la nostra ex-Fim. Ad esempio: la tecnica della “nebulizzazione” altro non è che l’estrazione di sali e metalli attraverso l’impiego di acqua, che non è costosa ed è utile per eliminare proprio i metalli pesanti dalle murature. I test di cessione fatti fino ora sui muri della Cattedrale, anche se ne contestiamo da sempre la scelta in quanto non idonei a dimostrare l’inquinamento dei mattoni, una cosa però l’hanno dimostrata: gli inquinanti, con l’acqua scivolano via. Però prima è necessario comunque, come ribadito dall’Unibo, fare una campagna sperimentale. Prova che finalmente andrebbe a sostituire la scelta impropria della sabbiatura fatta a suo tempo.
Per far questo basterebbe la volontà congiunta della Soprintendenza e del Comune nei confronti della proprietà, però del Comune ci fidiamo sempre di meno, visto che non ha voluto dar seguito alla progettazione partecipata da noi richiesta per accelerare i tempi di realizzazione, come avvenuto vicino a noi alla Sgl Carbon di Ascoli Piceno. Questo avrebbe evitato la continuazione del braccio di ferro nei nostri confronti ma soprattutto nei confronti della Sovrintendenza. Infatti, è bene che la cittadinanza sappia che lo stallo che si prolunga da troppo tempo, impedendo la restituzione alla collettività di un’area strategica importante per lo sviluppo della nostra città è attribuibile solo alla proprietà ed al Comune. Al Comune, o meglio alle precedenti amministrazioni, per incuria e lassismo nel non far rispettare il vincolo.
Siamo più che convinti che il nuovo progetto che dovrà presentare la proprietà, si concentrerà ancora ancora una volta sull’abbattimento della Cattedrale che rappresenta, inconcepibilmente, un ostacolo di risanamento di tutto il sito. La Cattedrale rappresenta il 5% dell’intera area. Si può, sempre per legge, procedere alla bonifica semplicemente per stralci. Tra le altre cose l’abbattimento è economicamente più costoso per tutto il materiale da smaltire in discarica e decisamente più pericoloso a livello sanitario per tutte le polveri inquinanti che rilascerà nell’aria.
Se avverrà tutto ciò è perché anche questa amministrazione invece di redarguire la proprietà gli sta facendo l’occhiolino permettendogli di prendere una scorciatoia, che sicuramente allungherà di nuovo i tempi e qualcuno poi, come già avvenuto in passato, cercherà di attribuire la colpa a noi del Coordinamento che siamo portatori d’interesse collettivo, se non addirittura alla Sopraintendenza che deve tutelare una legge dello Stato».















