Quando la scuola incontra il territorio, la magia ha inizio. Si è conclusa tra gli applausi una doppietta straordinaria di iniziative che ha visto coinvolti, in un percorso complementare e ricchissimo, gli alunni dei plessi dell’Istituto Comprensivo “Leonardo da Vinci” di Fermo (Ponte a Ete e Monaldi).

Attraverso i fondi dei Piani Estate, per due settimane il quartiere di Ete Caldarette si è trasformato in un laboratorio permanente di innovazione, inclusione e cittadinanza attiva, grazie alla sinergia perfetta tra la scuola, docenti esperti appositamente formati e lo straordinario supporto del Centro Sociale di Ete Caldarette.

Il primo filone ha applicato con successo la metodologia innovativa Mab (Mappatura Collettiva e Partecipata), un format nato da una formazione ministeriale d’avanguardia che ha visto i docenti impegnati a Pesaro con il formatore Lorenzo Micheli. Protagonisti in questo caso sono stati i più piccoli: i bambini dell’Infanzia di Ponte a Ete, le classi prima e seconda della Primaria di Ponte a Ete e la classe prima di Monaldi.
A guidarli in questa avventura didattica sono state le docenti specialiste formate nell’;innovazione metodologica e nelle tecniche del Mab, Raika Lattanzi e Marzia Paniccià, insieme all’esperto in musica Alfredo Laviano. I bambini, trasformati in veri e propri “mappers” attivi, hanno esplorato il quartiere a caccia di “dati percettivi” ed emotivi, camminando a orecchie aperte e intervistando i nonni al Centro Sociale per catturane i ricordi storici. Unendo i suoni reali del paesaggio, le voci raccolte e la musica di strumenti costruiti riciclando oggetti quotidiani, il team di esperti e i piccoli alunni hanno dato vita alla suggestiva “Impronta Sonora di Ete Caldarette”. La restituzione finale è andata in scena la sera del 23 giugno con un emozionante Aperitivo Sonoro bendati: i genitori, a occhi coperti, hanno ascoltato la sinfonia per poi scoprire, una volta tolta la benda, tre aperitivi colorati (blu, verde e rosso) dedicati alle tre anime del territorio (Fiume, Campagna e Quartiere).

La sera successiva, il 24 giugno, il testimone dell’entusiasmo è passato ai ragazzi più grandi delle classi terza, quarta e quinta della scuola primaria di Ponte Ete, protagonisti del progetto “Wild Taste”. Guidati dalle docenti esperte e specialiste Saba Filiaci e Aurora Donzelli, gli alunni hanno esplorato il mondo culinario e della natura attraverso la lingua inglese, sviluppando in modo spontaneo e divertente un ricco lessico e solide strutture linguistiche. I giovani chef hanno attivamente coinvolto tantissimi residenti e persone del posto, che hanno svelato loro trucchi e segreti per ricette stravaganti basate anche sulla raccolta delle erbe spontanee del territorio. Il progetto è culminato, appunto il 24 giugno, in una memorabile cena finale proprio presso i locali del Centro Sociale di Ete Caldarette. Davanti a una tavola apparecchiata splendidamente, i ragazzi di terza, quarta e quinta si sono esibiti interamente in lingua inglese, illustrando con orgoglio alle famiglie un delizioso menù di prodotti tipici locali e piatti a base di erbe spontanee da loro stessi sperimentati, dando vita a un momento conviviale
unico.

«La riuscita di questa ricca programmazione estiva – rimarcano dal centro sociale guidato dal presidente Renato Leoni – risiede tutta nella straordinaria alleanza educativa che si è creata. Dall’infanzia fino alla quinta primaria, ogni fascia d’età ha trovato il proprio spazio di crescita grazie a un team di professionisti della scuola altamente specializzati. Il Centro Sociale di Ete Caldarette è stato il vero fulcro logistico e umano di entrambe le iniziative, accogliendo i bambini per le attività, prestandosi alle interviste della memoria e ospitando i momenti conviviali finali. I genitori e l’intera comunità sono rimasti entusiasti. L’unione tra la profondità scientifica della metodologia Mab per i più piccoli e l’approccio esperienziale e linguistico di “Wild Taste”; per i più grandi ha dimostrato che quando la scuola esce dalle proprie mura e stringe la mano alle realtà del territorio, non solo si combatte la dispersione estiva, ma si fa battere all’unisono il cuore di un’intera comunità».

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