“Che dolce sei”. Una hit svedese torna a farsi tormentone dell’estate. Il duo Studio Adriatico, di recente ha pubblicato la canzone “Che dolce sei”, rilettura in chiave italiana di “Sista morgonen” di Niklas Strömstedt. “Che dolce sei” è un singolo d’esordio, un adattamento in lingua italiana di “Sista morgonen” (“L’ultima mattina”), una delle canzoni pop più amate della Svezia e una grande hit degli anni ’80, un successo che vendette milioni di copie.
Dietro al progetto ci sono due produttori, Luigi Bruti, di Pedaso, compositore e architetto dei synth con quarant’anni di esperienza, e Magnus Rösman, musicista e regista svedese pluripremiato, autore di numerosi videoclip iconici, tra cui quelli per The Ark.
Studio Adriatico fa rivivere quella tradizione con una produzione elettronica contemporanea, attraverso synth analogici, bassline pulsanti e un calore cinematografico da tardo pomeriggio sulla costa adriatica. L’adattamento ha ricevuto il via libera di Niklas Strömstedt e di Sony Music Publishing. Si tratta solo del primo capitolo, Studio Adriatico ha già ottenuto i diritti per adattare la canzone “Om”, un secondo grande successo dell’artista svedese.
«Volevamo prendere una canzone che in Svezia conoscono tutti – hanno spiegato Bruti e Rösman – e darle una nuova vita italiana, come si faceva una volta. Pedaso e la costa adriatica sono il cuore di questo suono. È un disco per l’estate, fatto per la spiaggia, per gli chalet al tramonto e per il ballo».
Il brano, è già su tutti i canali streaming online e scaricabile gratuitamente su Spotify da una settimana, dove ha già superato velocemente i mille ascolti, di cui più del 70% in Svezia, segno che stanno riconoscendo la versione italiana del famoso brano.
Il testo della canzone, ha raccontato Luigi Bruti, passa per «il ricordo di un amore nato con la leggerezza e la bellezza della primavera, vissuto intensamente tra baci, sorrisi, vino rosso e notti d’estate. Il titolo, inizialmente pieno di tenerezza e stupore, diventa il simbolo di una nostalgia più dolorosa. Il testo, segue il passaggio delle stagioni come metafora della storia d’amore che va dalla primavera dell’innamoramento all’estate della passione, fino all’autunno della distanza e del silenzio. I due protagonisti si erano sentiti forti, quasi eterni ma l’incertezza, il vuoto e un addio senza ritorno trasformano quell’incanto in malinconia. È una canzone che parla dei ricordi che restano vivi anche quando l’amore è finito e su quella domanda sospesa: cosa resta di un sentimento che sembrava destinato a durare per sempre?».
Serena Murri















