Fabrizio Cesetti

«Non solo il presidente Acquaroli deve riferire all’Aula del Consiglio regionale, ma la stessa presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, sia chiamata a una informativa urgente in Parlamento sulla maxi inchiesta giudiziaria riguardante gli aspetti relativi la Ricostruzione post sisma nelle Marche. Anche perché la Ricostruzione deve andare avanti, ma non può farlo con una struttura commissariale ormai delegittimata». Il consigliere regionale del Pd, Fabrizio Cesetti, interviene (per la prima volta ufficialmente) sull’inchiesta Ricostruzione. E lo fa affidandosi a un video su Facebook in cui chiama in ballo anche la premier Meloni.

Ma prima il punto sul presidente delle Marche, Francesco Acquaroli: «È assolutamente necessario e urgente che venga a riferire nell’aula del Consiglio regionale, perché quello è il luogo dove tutte le questioni devono essere affrontate sotto il profilo politico istituzionale. Per quanto riguarda le responsabilità penali, lì ci sta pensando la magistratura ed è una sua competenza. Tuttavia, il presidente deve riferire innanzitutto sul fatto se sia ancora in grado di esercitare il controllo con autorevolezza della macchina regionale assai complessa» la stilettata del consigliere dem.

Ma non è tutto: «Il presidente ha detto di aver rimosso il capo di gabinetto, attualmente in arresto, Pistarelli, dopo che aveva sentito le voci. Si apprende ora che questa violazione sarebbe stata all’esito di una fuga di notizie, che anche questa dovrebbe essere accertata da parte dell’autorità giudiziaria. Questo non è un particolare di poco conto». Pistarelli è stato rimosso dal suo incarico apicale dallo stesso Acquaroli «ma prima di quel tempo, del 12 dicembre, Acquaroni era a conoscenza di quello che stava avvenendo all’interno delle strutture regionali e delle pressioni fatte nei loro confronti? Se ne era a conoscenza perché non ha denunciato questi fatti all’autorità giudiziaria». Un aspetto che, per Cesetti non può essere sottovalutato «perché ne va dell’autorevolezza del presidente stesso, che è necessaria perché possa esercitare la sua autorità oggi, in un momento complesso».

L’esponente dem punta il riflettore anche sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella nostra regione: «Un pericolo che avevamo denunciato a gennaio di quest’anno, citando le parole del procuratore generale della Repubblica di Ancona. Lo avevamo fatto proprio in una mozione con cui chiedevamo l’istituzione della Dia. Ebbene, tutto questo perché non è stato controllato? Perché si pensava soltanto alle inaugurazioni? Nulla è stato fatto quindi oggi si pone anche un problema se la stessa struttura commissariale sia nella condizione di poter svolgere i suoi compiti e le sue funzioni per il futuro».

Dalle Marche, Cesetti sposta il suo target, si diceva, a Roma: «Penso che la stessa presidente del Consiglio dovrebbe essere chiamata ad un’informativa urgente, sui fatti che stanno emergendo nelle Marche, nelle aule parlamentari perché ci dica meglio in quelle aule che cosa è successo ma soprattutto quali provvedimenti il Governo intenda prendere anche nei confronti della struttura commissariale che non credo sia più nella condizione di poter espletare al meglio i suoi compiti, a meno che non vogliamo consegnarla alle inaugurazioni quotidiane, che però sono un pò intempestive».

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