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Camere di commercio, Alberto Palma
“Fermo e Macerata insieme
anche senza Ascoli”

FERMO - Alberto Palma: "Piuttosto che la Camera unica regionale, voluta dall’Assessore Bora, ritengo che una “Camera di Commercio delle Province Picene” (AP-FM-MC) oppure anche una 'della Moda-Calzatura Marchigiana' (FM-MC) sarebbero certamente soluzioni più calzanti per la nostra realtà di piccole e piccolissime imprese."
lunedì 17 luglio 2017 - Ore 15:55
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“La revisione delle circoscrizioni camerali costituisce esplicazione di una politica di falsi risparmi fatta per compiacere le autorità europee e mirante a sterilizzare le periferie in nome di un nuovo centralismo, e cò risulta ancor più grave dopo l’esito referendario che ha rifiutato espressamente lo smantellamento delle autonomie locali.
In più, v’è che tale accentramento risulta perseguito così ostinatamente solo nella nostra regione ad opera della Giunta Regionale, entrata “a gamba tesa” in una materia che non gli compete e che, invece, dovrebbe essere lasciata alle “autonomie” delle Camere di ciascuna delle 5 province che, liberamente ed in pieno accordo, avevano scelto la soluzione a due (Marche Nord e Marche Sud)”. Inizia così l’intervento di Alberto Palma nella veste di consigliere della Camera di Commercio di Fermo.

Palma aggiunge: “Piuttosto che la Camera unica regionale, voluta dall’Assessore Bora, ritengo che una “Camera di Commercio delle Province Picene” (AP-FM-MC) oppure anche una ‘della Moda-Calzatura Marchigiana’ (FM-MC) sarebbero certamente soluzioni più calzanti per la nostra realtà di piccole e piccolissime imprese. Ma i soliti ‘big’ della politica e dell’imprenditoria marchigiana preferiscono ‘manovrare’ con Ancona unica CCIA ed hanno convinto Ascoli a defilarsi dalla soluzione a suo tempo approvata”.

Alberto Palma sottolinea: “Pur prendendo doverosamente atto dello ‘spontaneo’ dissenso ascolano è evidente la praticabilità della nascita di due camere di commercio nelle Marche e si potrebbe procedere con la soluzione FM-MC. Si è, infatti, avuta prova che gli accorpamenti, imposti dalla legge, non hanno alcun requisito di continuità territoriale, visto che in Liguria vi saranno due Camere, una per Genova ed un’altra per le tre altre province di La Spezia, Imperia e Savona insieme, pur essendo i territori discontinui. Ed allora, perché nelle Marche non realizzare una Camera AN-PU con dentro anche AP (se è questo che davvero desiderano gli ascolani) ed un’altra FM-MC? Una Camera siffatta esalterebbe il sistema produttivo della calzatura e del cappello e, sotto il profilo del requisito numerico, offre un sufficiente numero di imprese. A Fermo il Consiglio camerale ha deciso unanimemente di opporsi alla soluzione imposta dalla Regione e fatta propria da Unioncamere nazionale, pur se non accettata dalle Camere interessate. Confido che anche da parte di Macerata possa seguire un tempestivo ricorso al Tar, stanti i più che fondati motivi di illegittimità; tale ricorso potrebbe, frattanto, far sospendere la definitiva attuazione di una riforma infelice, ideata da un governo che non c’è più, penalizzante non solo per il Fermano ma, a ben vedere, per l’intero sistema economico regionale”.


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