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Ambiti scolastici fatti con il bilancino,
la protesta di sindaci e Provincia

FERMO – La problematica sollevata dal sindaco di Magliano di Tenna Maria Federica Paoloni durante la discussione sulla rete scolasticaa 2017-2018
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di Andrea Braconi

Non ci stanno i sindaci del Fermano. E provano a coalizzarsi per modificare il passaggio degli ambiti scolastici inserito all’interno della legge sulla Buona Scuola.

Dopo l’illustrazione del vice presidente della Provincia Stefano Pompozzi sulle principali caratteristiche della rete scolastica per il 2018-2019, Maria Federica Paoloni, sindaco di Magliano di Tenna, è tornata sul passaggio di Monte San Pietrangeli a Montegiorgio, ricordando la situazione vissuta dal suo Comune. “Noi non abbiamo ancora vinto, Magliano è passata con Monte Urano in virtù di un atto cautelare del Tar, ma siamo in attesa di una sentenza di merito. Abbiamo trovato il grosso scoglio degli ambiti e anche Monte San Pietrangeli dovrà fare uno scavalco. Nel nostro caso il Tar ha ritenuto di primaria importanza l’esigenza del territorio e ritengo che in questo siano i sindaci a dover decidere perché, più di altri, conoscono la realtà locale. Dobbiamo unirci perché questa storia degli ambiti sia modificata e dobbiamo spostare l’attenzione dal Tribunale alla politica. In questa battaglia la Provincia mi è stata sempre vicina, mentre dopo un primo ok i nostri rappresentanti regionali non hanno saputo andare avanti nel difenderci nei confronti dell’Ufficio Scolastico. Non è possibile che una legge nazionale limiti la competenza degli enti e degli uffici preposti”.

“Pur non avendo competenza per ben due volte – ha ricordato Pompozzi – immaginando grane abbiamo più volte richiesto chiarimenti dicendo: ‘siamo in grado di fornire un parere se ci dite a cosa servono questi ambiti’. Purtroppo non è arrivata nessuna risposta, abbiamo riscritto all’Ufficio Scolastico regionale per capire lo scopo e per poterci esprimere, poi è arrivata la scure degli ambiti fatti con il bilancino senza tenere conto di questioni territoriali. Questo oggi crea problemi per gli spostamenti dei Comuni da un ambito all’altro, per quelle realtà che hanno sedi in due ambiti diversi e soprattutto per il trasferimento dei docenti. Nonostante le nostre richieste sono però passati sopra tutto questo”.


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