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Pasqua all’area archeologica La Cuma,
dopo la campagna di scavo arriva il festival Cumateatro

MONTE RINALDO - Sarà visitabile sabato 31 marzo dalle 15 alle 17 e lunedì 2 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17
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di Alessandro Giacopetti

Con l’arrivo della primavera torna ad aprire al pubblico il santuario ellenistico romano della Cuma a Monte Rinaldo, in valle dell’Aso. Sabato 31 marzo dalle 15 alle 17 e lunedì 2 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 sarà possibile effettuare una visita guidata all’area archeologica, una delle più importanti del centro Italia. Risalente all’età tardo repubblicana del II-I secolo avanti Cristo è composta da un portico a doppia navata con colonne sia ionicche che doriche, da un tempio e da una terza costruzione.

Cuma che ha visto a gennaio la prima tappa della visita nel territorio dell’assessore alla Cultura del Comune di Torino, Francesca Leon. 26 mila euro sono stati donati alla Rete Museale dei Sibillini, che collabora nella valorizzazione della Cuma e di altri contenitori culturali, in risposta ad una campagna di crowdfounding. Obiettivo: supportare istituti culturali colpiti da disastri naturali, in questo caso il sisma.

Nel corso dello scorso anno, inoltre, alla Cuma è ripresa la campagna di scavo che ha coinvolto studenti dell’Università di Bologna, dell’università di Camerino e del liceo Classico di Ascoli Piceno, dopo una convenzione sottoscritta dal Comune di Monte Rinaldo.

Una area archeologica de la Cuma che il 26 e 27 maggio ospiterà Cumateatro, festival teatrale delle scuole, iniziativa culturale mirata a studenti marchigiani, gruppi teatrali universitari e istituti d’arte drammatica. Una commissione giudicherà le candidature pervenute rispondendo al bando presente sul sito internet di Cumateatro. Sul palco, oltre alle rappresentazioni portate da studenti-attori, si susseguiranno anche spettacoli di professionisti.

Un’apertura che si lega ad un rinnovato interesse per l’archeologia e per le antiche tracce del passato della valle dell’Aso a seguito del rinvenimento di resti appartenenti ad una villa romana in territorio di Campofilone alla quale sembra collegata una necropoli, in zona Fontana Marina a Montecamauro.


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