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La Poderosa sfiora l’impresa, Trieste
trema ma vince sui titoli di coda

SERIE A2 - Approccio di serata sulla disastrosa inerzia dell'ultimo quarto di gara uno, con la sfida che vola lesta sul 16-3 locale. Un secondo periodo di riscossa porta invece a limare le distanze fino al 34 pari del riposo lungo e il terzo parziale è finalmente un monopolio gialloblù, chiuso sul 52-57. Emozioni a non finire nell'ultimo step, ma il blitz sfuma a pochi secondi dalla sirena. La serie va sul 2-0, gara 3 al PalaSavelli venerdì sera
martedì 15 maggio 2018 - Ore 22:43
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TRIESTE – Davide contro Golia atto secondo. Dopo gara uno del quarto di finale playoff andata in onda domenica nel tardo pomeriggio (leggi il nostro articolo), dove l’Alma ha schiantato una Poderosa gagliarda solo all’ultimo fatidico quarto, questa sera la compagine di coach Gabriele Ceccarelli ha di nuovo provato a complicare i piani promozione della super corazzata dominatrice della stagione regolare, riuscendoci sino ad un non nulla dalla resa dei conti. Avvio di danze sterile, sin troppo, con Trieste a monopolizzare i giochi sul parquet, poi la riscossa maturata fino al pari del riposo lungo, prima di assistere ad un terzo quarto tutto gialloblù e con la beffa, più che amara, giunta a fil di sirena, con il sogno accarezzato sino a farlo diventare (quasi) realtà. Non resta dunque che ricaricare le pile, fisiche e mentali, e smaltire le tossine per il bieco epilogo serale. Appuntamento a venerdì sera, per gara 3, prima tappa domestica della serie. Palla a due alle 21.00 all’interno del PalaSavelli di Porto San Giorgio (leggi le disposizioni in vigore per la stessa).

IL TABELLINO

ALMA TRIESTE 80: Fernandez 4, Green 17, Mussini 13, Schina ne, Deangeli ne, Janelidze 4, Prandin 2, Cavaliero 9, Da Ros 10, Bowers 15, Loschi, Cittadini 6. All. Dalmasson

PODEROSA XL EXTRALIGHT MONTEGRANARO 79: Rivali, Campogrande 6, Maspero 2, Treier 2, Zucca ne, Corbett 16, Amoroso 26, Nikolic ne, Powell 25, Altavilla ne, Gueye 2. All. Ceccarelli

PARZIALI: 21-8, 13-26, 18-23, 28-22

LA CRONACA

Recuperato Powell dopo l’infortunio patito ad inizio serie, così come smaltiti gli acciacchi in quota a Rivali e Zucca. Maspero, Campogrande, Corbett, Amoroso e lo stesso Powell gli alfieri del quintetto iniziale. Troppa, invece, l’ampiezza del ventaglio di scelta in quota ai triestini, lesti ad azzannare la contesa proprio per come lasciata prima della sirena del week end. 1’50” giocati, 7-0 per i padroni di casa, fuori Maspero e dentro Rivali. Il 9-0 susseguente porta con se il primo timeout calzaturiero, che giunge però a vuoto: c’è l’11-0 di Da Ros, Trieste in doppia cifra, XL Extralight ancora al palo. Entra Gueye al posto di Campogrande, niente da fare, si procede sul 16-0, squilla allora capitan Amoroso da 3, rompendo il digiuno veregrense. Ceccarelli passa alla zona dietro, Green appoggia il 18-3 con il trend che rimane ancora quello di domenica all’ora di cena. Trieste è in assoluto controllo quarto. Timidi segnali di ripresa vengono a galla solo in coda al primo parziale, chiuso sul 21-8.

Coach Dalmasson non molla ovviamente la presa sul match, Cittadini e Fernandez fanno valere i muscoli, Ceccarelli mischia allora le carte spronando gli esterni, ancora a secco, ma Janelidze va a rimbalzo e Loschi stoppa i tentativi montegranaresi di smuovere la retina. Piove sul bagnato: Cittadini punisce la schiacciata mandata sul ferro di Gueye. Ci pensa così Amoroso a fare il 23-11, colonna solitaria della Poderosa non emulato affatto dai pezzi pregiati Powell e Corbett, con questi a cercare più l’estetica che la sostanza. Da Ros pertanto punisce, tira cadendo all’indietro ed è 27-11. L’Alma frena leggermente la furia, Montegranaro chiude meglio dietro, si prosegue sul 29-16, grazie anche e soprattutto alle 4 triple di Amoroso, capitano e volano della performante riscossa della Poderosa. 29-21, San Serafino da Montegranaro evidentemente sta seguendo tutto in diretta e sprona dall’Alto i portacolori della sua città, che mandano un  un potente segnale alla gara: è -8. Si desta anche Powell, 29-25. Il meno 2 arriva sul 32-30, poi Corbett fa 32 pari. Trieste è tramortita, entra Treier, il parziale nel segno gialloblù si chiude addirittura sul miracoloso 34-34. 

Si riparte con il terzo periodo, +2 Poderosa. Cavaliero però non ci sta, stessa opinione per Maspero che subito dopo riallunga a +1, a diventare repentinamente +5 (37-42). E’ Dalmasson ora a chiedere il timeout, Cittadini fa il 40-44 ma la XL Extralight c’è, così come, finalmente, c’è anche un Powell del tutto tonico.  Il palace triestino rumoreggia, le parti in cambio si sono del tutto scambiate e la festa dei primi minuti di gara ora lascia il posto ai fischi assordanti rivolti ai veregrensi, che nel mentre firmano impavidi il 40-47 a 4’24 dalla fine del terzo quarto. Corbett risponde a Mussini (ultimo arrivato in biancorosso, a fine marzo) da 3, distanze inalterate. 2’31 da giocare, ecco addirittura il 46-57, con la Poderosa travestita da Udine (l’unico quintetto cioè a violare il parquet dell’Alma in stagione). Trieste si avvicina sul 50-57, esce Cittadini e rientra Janelidze, i locali tornano vicini ai calzaturieri e il parziale va in archivio sul 52-57.

52-63 il biglietto da visita in testa all’ultimo decisivo periodo. Amoroso è in assolo (5 triple a segno al passaggio in esame), ma Da Ros penetra la difesa ospite ed i biancorossi tornano a -7. Riposo per Corbett, dentro Maspero ma Da Ros replica se stesso e rosicchia altri due punti. 7’49 da giocare, il -16 di inizio serata è un lontano ricordo, l’XL Extralight accarezza ora un’impresa che avrebbe del clamoroso, mentre esce Gueye per 5 falli e Green dalla lunetta fa il 60-65 sbagliando poi la tripla della speranza. Non cicca invece l’attacco Amoroso (si, ancora lui) ed è canestro più fallo, ma l’Alma è viva e vegeta, anche se chiamata a fare i conti con la difesa arcigna di Powell. 5’23 alla sirena, Cavaliero è sulla linea della carità, 62-68, Trieste accelera ma Montegranaro tiene botta sul 65-70 a più di 4′ da giocare. A 3’25 i padroni di casa vanno sul -3, e si prospetta il classico finale per cuori forti. Corbett insacca il +6 con una bomba. Si transita sul 69-75, ma una brutta palla persa dell’attacco gialloblù riporta i padroni di casa sul -2, 73-75. Ci pensa Powell a 1’30 dalla fine dei giochi a fare 73-77, mancano 55”, Poderosa a +2 ma Mussini insacca la tripla del +1: 78-77 a 40” dalla sirena. Conto alla rovescia, Campogrande fa il 78-79 praticamente sulla sigla partente. 19” da giocare, ultima azione dell’incontro. Palla in mano a Cavaliere, Campogrande compie fallo su Green che va in lunetta. Dentro il primo (79 pari) e dentro il secondo, Trieste avanti di uno, possesso Poderosa a 12”, tiro di Maspero sulla sirena: ferro. Finisce 80-79, ingiustizia sportiva morale è cosa fatta.

LE DICHIARAZIONI

“Avevo chiesto alla squadra più intensità perché 30’ in gara 1 non erano bastati. E mi hanno ascoltato. Dopo i primi 5’ nei quali forse pensavamo che Trieste potesse partire come in gara 1 ed invece ha dimostrato di voler azzannare la preda sanguinante, dopo quel 16-0 penso che nessuno si sarebbe aspettato di vincerla sulla sirena”.

Approccia in questo modo il dopo gara coach Gabriele Ceccarelli, che prosegue nella sua analisi. “Qui c’è uno staff e ci sono dei giocatori che odiano perdere, che non si accontentano mai, che raggiunti degli obiettivi puntano ancora più in alto. E questo ti permette, sotto di 16 sul campo della squadra migliore del campionato, di giocarti la partita e quasi di portarla via. Orgoglio per questa squadra, orgoglio per questo staff che passa le notti tra gara 1 e gara 2 per prepararla al meglio. Sono un po’ scosso ma non perché pensavo di aver vinto la partita. Quando Green ha preso quel fallo ci siamo detti che forse era meglio così invece che sulla sirena, ma poi avevamo rimesso come volevamo, il tavolo ci aveva lasciato andare e invece dovendo rifare la rimessa non siamo riusciti a trovare la soluzione che volevamo”.

“Abbiamo trovato tutto sommato un buon tiro. Powell pensava di avere ancora un secondo e visto che era marcato da Bowers ha scaricato per Maspero. Forse doveva tirare ma non gli do alcuna colpa: ha fatto una partita magnifica – commenta il giovane trainer sull’episodio della sirena -. Questa squadra ha costruito nel corso dell’anno una mentalità tale che uno dei migliori giocatori del campionato per vincere una partita a Trieste se vede un ragazzo del ’98 più libero di lui gli passa la palla. Questa è una vittoria per me. Torniamo a casa sotto 0-2 solo ufficialmente, nel mio cuore siamo 1-1. Non molliamo, proveremo a partire un po’ meglio in gara 3, a prenderci qualche tiro libero in più visto che c’è una differenza abissale nell’ultimo quarto e c’erano Bowers e Da Ros con quattro falli”.

Paolo Gaudenzi

 

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