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“Appartamento diffuso”
progetto mai decollato
Baldassarri:”Solo 7 proprietari
su 500 hanno aderito”

PORTO SAN GIORGIO - L'elenco degli alloggi disponibili per il periodo estivo non esiste. I proprietari sono scettici ed i tentativi del comune, ben due, non hanno fatto centro scontrandosi contro un muro di gomma. "Su 500 persone contattate solo 7 hanno risposto" ricorda l'assessora Baldassari.
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di Sandro Renzi

Niente da fare. Anche l’assessora al turismo, Elisabetta Baldassarri, di fronte al muro di gomma eretto dai proprietari di seconde case destinate all’affitto estivo, non può fare altro che gettare la spugna. L’idea, che invece ha preso piede in altre realtà, Abruzzo compreso, di realizzare il cosiddetto “appartamento diffuso” a Porto San Giorgio, ovvero una rete di alloggi certificati principalmente per l’affitto estivo, non ha trovato consenso. “Ci abbiamo provato -racconta l’assessora- ma senza esito. Tra ottobre 2017 e gennaio 2018 abbiamo contattato tramite la Pro Loco ben 500 proprietari potenzialmente interessati al progetto. Alla fine abbiamo ottenuto solo 7 adesioni”. Meno addirittura di quelli che avevano risposto al primo appello dell’altra assessora, Catia Ciabattoni. In quel caso il portale del comune rivierasco è riuscito a creare un mini elenco di 12 appartamenti. Numero rimasto invariato, tuttavia, negli ultimi tre anni. “Il progetto era molto semplice -prosegue la Baldassarri- una società specializzata in questo campo avrebbe stipulato dei contratti di locazione, tenendo conto del valore commerciale, con i proprietari. Le case individuate sarebbero state successivamente messe sul mercato degli affitti estivi. Tutto nella massima trasparenza. Abbiamo cercato anche di spiegare i vantaggi di una simile operazione. Non c’è stato verso. Solo in 7 hanno aderito”.

Troppo pochi per quella società che contava di partire almeno con una offerta di venticinque alloggi. “Se questa operazione di appartamento diffuso fosse andata in porto il comune avrebbe ottenuto pure un contributo da destinare alle attività di animazione”. Tant’è, non se n’è fatto più nulla. Si continua così a procedere in ordine sparso tramite il passa parola ed internet. Le seconde case vengono affittate direttamente e per periodi comunque più brevi rispetto al passato. Di avere quindi un elenco certificato di alloggi che punti sulla qualità dell’offerta ricettiva non se ne parla per ora e forse manco per il futuro. Abbattere i muri di gomma di proprietari scettici non è semplice eppure in Abruzzo lo hanno fatto ed il progetto “appartamento diffuso” ha preso piede anche in quelle zone che erano state colpite dal sisma.


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