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Fermana, avanti a piccoli
passi verso i play off

SERIE C - I gialloblù resistono con il cuore ad una Ternana che si rende davvero pericolosa solo con un rigore, regalato ma neutralizzato da Marcantognini. Termina 0-0 tra le polemiche del dg Conti, che in sala stampa tuona: "Arbitraggio scandaloso". Posizione play off invariata considerando i risultati della concorrenza, con tante squadre a ridosso dei canarini battute o ad impattare
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Il minuto di silenzio per le vittime del terremoto di L’Aquila

 

di Paolo Bartolomei

FERMO – La squadra gialloblù non riesce a tornare alla vittoria e deve accontentarsi di un pareggio a reti bianche contro la Ternana la quale, benché segue in classifica di ben 8 punti, si è dimostrata squadra organizzata e di ottimo livello tecnico.

C’è da dire che difronte aveva una Fermana con molte assenze (Comotto, Urbinati, Cremona, Iotti e D’Angelo), a cui si è aggiunta ad inizio gara anche quella di Sarzi Puttini, sostituito da Maloku che però ha fatto bene. I gialloblù hanno lottato con il cuore e, nonostante le numerose defezioni, sono riusciti a tenere testa bene al più quotato avversario.

Le squadre all’ingresso in campo

Questa volta il pareggio vale come una vittoria, considerando i risultati dagli altri campi delle concorrenti ai play off (sconfitte Samb e Monza, pari le altre).

Partita giocata a buon ritmo e con ottimo livello agonistico, l’iniziativa è stata di più di rossoverdi, ma la squadra gialloblù ha controllato sempre bene, rischiato poco e provato spesso le ripartenze e quando gli umbri erano attaccati andavano in difficoltà.

L’evento principale, un rigore battuto da Vantaggiato e neutralizzato da Marcantognini nella ripresa; però la concessione del penalty, osservando bene le immagini, è stata un regalo, mentre non ne è stato concesso alla Fermana uno per un fallo parso molto più chiaro.

Oltre ai due falli da rigore, molte altre decisioni arbitrali, compreso un possibile doppio giallo a Bergamelli nel finale, hanno fatto infuriare il direttore generale della Fermana Conti che nel dopo gara in sala stampa si è lamentato parlando, con voce rotta dalla rabbia, di “situazioni scandalose“.

La posizione in classifica dei canarini resta immutata, all’8° posto, terzultimo della griglia play off, poiché anche le prime avversarie (Ravenna davanti e Vicenza dietro) hanno pareggiato; anzi a ben vedere è stato guadagnato un punto su Samb e Monza, sconfitte, anche se, come ripetuto, la Fermana può fare la corsa al massimo sul Ravenna, mentre deve guardarsi alle spalle da Vicenza e proprio dalla stessa Samb.

In conclusione, quando mancano quattro giornate al termine, l’obiettivo è riuscire a mantenere l’attuale posizione che sarebbe già un risultato notevole, considerando i numerosi infortuni tra i quali sta terminando la stagione. Capitan Comotto però dovrebbe tornare disponibile per domenica prossima e, si spera anche Sarzi. Domenica prossima trasferta a Trieste, in casa della vicecapolista, alla ricerca di un’impresa.

IL TABELLINO

FERMANA 0 (4-3-3): Marcantognini; Sarzi Puttini (27′ pr Maloku), Soprano, Scrosta, Sperotto; Grieco, Giandonato, Fofana; Zerbo (32′ st Marozzi), Malcore (32′ st Nepi), Lupoli. A disposizione: Valentini, Giorgio, Guerra, van der Heijden, Otranto, Pavoni, Contaldo, Ceriani, Liberal. All. Flavio Destro

TERNANA 0 (3-4-1-2): Iannarilli; Fazio, Russo, Bergamelli, Pogeba; Defendi (12′ st Castiglia), Altobelli, Palumbo (28′ st Frediani); Marilungo; Boateng (23′ st Furlan), Vantaggiato (23′ st Nicastro). A disposizione: Gagno, Diakite, Callegari, Rivas, Giraudo, Bifulco, Mazzarani, Paghera. All. Fabio Gallo

ARBITRO: Paride Tremolada di Monza, assistenti Moreno De Ambrosis e Gabriele Bertelli di Busto Arsizio

NOTE: Ammoniti Zerbo, Malcore, Giandonato, Bergamellin e Altobelli; angoli 2-7; reupero 2’+4′, spettatori totali 1337, di cui 581 settore casalingo, 257 settore ospiti (incasso € 6900), quota abbonati 499 (€ 2203). Osservato prima dell’inizio un minuto di raccoglimento in ricordo delle vittime del sisma de L’Aquila a dieci anni dal 6 aprile 2009.

LA CRONACA

Destro schiera dal 1′ Grieco a centrocampo in sostituzione di Marozzi che, avendo giocato a Fano per la prima volta dal 1′, probabilmente era stanco e Zerbo a sostengo delle due punte. Poi dopo meno di mezz’ora, out Sarzi Puttini per un problema muscolare (ginocchiata su una coscia) dentro Maloku, quella degli infortuni è un’autentica falcidia in questo finale di campionato (out negli ultimi giorni Comotto e Urbinati, già da molto tempo Cremona, Iotti e D’Angelo).

Avversari con giocatori importanti, molti dei quali potrebbero militare in categoria superiore; al centro dell’attenzione del pubblico locale il montegranarese doc Guido Marilungo che nel 2004 lasciò, a soli 15 anni, il club calzaturiero tre anni prima dell’arrivo di patron Vecchiola, per volare in serie A.

Si comincia dopo appena 1′ con un attacco della Ternana, doppia occasione per Boateng e Marilungo, con in mezzo il primo corner della gara. I rossoverdi giocano a buon ritmo, tengono bene il campo. Con ottime geometrie e sovrapposizioni si presentano pericolosamente dalle parti di Marcantognini. Al contrario, quando vengono attaccati, dalla Fermana costretta a giocare in ripartenza, vanno in difficoltà, come al 28′ quando un tiro in area (a conclusione di una serpentina di Zerbo e di una bella iniziativa di Grieco) provoca un fallo di mani analogo a quello di Soprano che a Fano ha portato al rigore del 2-0; invece Tremolada, benché abbia concesso quest’anno ben sette rigori in quattro partite, fa segno di proseguire. Poi al 46′ un contatto di mano in area ternana pareggia il conto dei possibili rigori.

Termina con queste uniche note una prima frazione priva di pericoli per i portieri ma giocata a buon ritmo e con notevole agonismo. Secondo tempo. Dopo 18′ di niente (salvo l’infortunio al rossoverde Defendi, che deve uscire anzitempo), Tremolada concede un rigore per la Ternana per un pallone che scivola addosso a Scrosta dopo un intervento aereo con Boateng, ma il braccio sembra attaccato al corpo.

La curva con i tifosi umbri, numericamente ben lontana dagli anni d’oro delle Fere

Un rigore davvero regalato, dal dischetto l’esperto e forte Vantaggiato si fa ipnotizzare da Marcantognini che respinge la conclusione forte ma non troppo angolata è stata la giustizia divina” dirà poi in sala stampa lo stesso portiere. A Fano l’estremo difensore gialloblù c’era andato molto vicino, intuendo e toccando la sfera, ma senza riuscire a bloccarla. Con questo penalty Tremolada conferma la sua media (prima di oggi aveva  concesso ben sette rigori in solo quattro partite quest’anno), ma avrebbe fatto ancora meglio concedendo anche quello, per un fallo ben più netto, alla Fermana. Per le Fere è il quarto rigore fallito in campionato.

Poco dopo due iniziative di Marilungo, la prima stoppata in angolo, la seconda una bella rovesciata bloccata da Marcantognini e poi l’uscita proprio di Vantaggiato, richiamato da mister Gallo. Poco dopo la mezz’ora Bergamelli nel giro di pochi minuti è autore di due falli su un avversario lanciato in ripartenza, sul primo viene ammonito da Tremolada, che invece fa finta di niente sul secondo quando si sarebbe trattato di espulsione. 43′ punizione da lontano di Giandonato, Iannarilli trattiene in due tempi. Non si gioca più fino al 4′ di recupero, poi dopo il triplice fischio contestazioni dalla curva ospiti mentre i giocatori della Fermana vanno a raccogliere gli applausi dei loro tifosi.

Fermana domenica a Trieste, in casa della vicecapoliosta, alla ricerca dell’impresa.

Marcantognini para il rigore battuto da Vantaggiato

 

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