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Assalto alla Renzi Group,
i cinque campani
restano in cella

CIVITANOVA - I malviventi erano stati arrestati giovedì notte dopo aver colpito a Casette d'Ete. Questa mattina le udienze ai tribunali di Macerata e Fermo. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere
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Armi e passamontagna dei malviventi

 

di Gianluca Ginella

Assalto ad una ditta di trasporti di Casette d’Ete, restano tutti in carcere i cinque uomini di origini campane accusati di essere gli autori di una rapina alla Renzi Group. Presi dai carabinieri poco dopo il colpo, due al casello di A14 e gli altri tre a Sant’Elpidio a Mare a bordo di due furgoni, questa mattina sono tutti comparsi davanti al gip per la convalida dell’arresto. Per i “civitanovesi” l’udienza si è svolta al tribunale di Macerata, per gli altri in quello di Fermo. Per competenza gli atti saranno mandati tutti al tribunale di Fermo. I rapinatori si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere.

La Punto dei rapinatori seguita da un’auto dei carabinieri

Nel corso dell’udienza, che si è svolta davanti al giudice Claudio Bonifazi, a Macerata, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare in carcere, poi ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha disposto la trasmissione degli atti al tribunale di Fermo. Al tribunale di Fermo sono stati convalidati gli arresti degli altri tre. I cinque uomini hanno agito nella serata di giovedì scorso alla ditta Renzi group di Casette d’Ete. I malviventi, pistole in pugno, hanno immobilizzato sei dipendenti dell’azienda. I rapinatori erano convinti di trovare qualcosa di valore da rubare. Invece non hanno trovato nulla e così si sono “accontentati” di portare via i soldi che erano nei  portafogli dei sei dipendenti (leggi l’articolo). Quando i rapinatori sono fuggiti uno dei dipendenti, intorno alle 22 di giovedì, ha lanciato l’allarme. Immediata la task force dei carabinieri dei comandi provinciali di Macerata e di Fermo per intercettare i malviventi. Due di questi sono stati bloccati al casello dell’A14 di Civitanova, a bordo di una Fiat Punto. Volevano lasciare alla svelta le Marche, ma sono stati bloccati prima di potersi allontanare. Gli altri tre sono stati bloccati a bordo di due furgoni. I carabinieri hanno poi trovato le armi usate per il colpo nell’azienda di trasporti (leggi l’articolo). Si tratta di cinque pistole scacciacani, modificate. Le armi sono state trovata lungo la strada Brancadoro a Casette d’Ete.

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