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Il ‘ministro della difesa’ Marco Comotto:
«Clima positivo, pronti alla battaglia»

SERIE C - Insieme a Urbinati e Cremona, il capitano gialloblù è tra i più longevi in seno alla Fermana: «La squadra è più propositiva e a livello tecnico abbiamo fatto un passo avanti. Molinari è importante anche dal punto di vista umano. Io sto bene, voglio fare 30 presenze»
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di Paolo Bartolomei

FERMO – Dopo la partenza di Misin, che stava con la Fermana dal 2013, Urbinati, Cremona e Comotto oggi sono i giocatori con più lunga militanza in casacca canarina: tutti e tre dal 2015 senza interruzioni (quinta stagione consecutiva, Misin ne ha fatte sei).

Comotto è un gran giocatore, autentico pilastro difensivo, uomo d’ordine della squadra e nello spogliatoio, non si è mai tirato indietro dalla battaglia e spesso ci ha messo anche la faccia potremmo dire, visto che una volta (a Pordenone) hanno anche provato a spaccargliela, cose che capitano a chi in campo dà il 110%. Persona seria e affidabile anche fuori dal rettangolo verde, come piace a questa società.

Piemontese di origine, marchigiano di adozione (come Flavio Destro), 36 anni il prossimo 9 dicembre, ma lui non li sente: si allena e gioca come il primo giorno. Tra la partenza di Ginestra (40 anni) e il ritorno di Molinari (37 fra tre settimane) è stato il giocatore più anziano in rosa.

Fratello giovane di Gianluca (tanta serie A con Torino e Fiorentina, che la Fermana ha incrociato come avversario con il Vicenza in serie B), Marco Comotto è particolarmente legato all’attuale main sponsor della Fermana: prima di giocare con la squadra canarina guidava i pulmini della Finproject.

Insieme a Urbinati ricopre ormai quel ruolo di uomo maggiormente rappresentativo della squadra
che nella storia canarina più recente è appartenuto a gente come Dario Bolzan, Mirko Cudini, Massimo De Reggi, Guido Di Fabio e pochi altri.

A capitan Comotto chiediamo subito come sta Urbinati, fermo dal 30 marzo scorso quando a Bergamo (in casa dell’Albinoleffe) subì negli ultimi minuti di gara un brutto infortunio per uno scontro di gioco, proprio nella partita in cui segnò il secondo centro personale in stagione.

«Urbinati sta riprendendo a lavorare, l’ho visto correre, ma ci vorrà ancora qualche settimana».

Capitano, che Fermana è questa per il 2019/20 ?

«Una squadra molto cambiata, il clima nello spogliatoio è positivo, i nuovi si sono integrati subito bene, vedo ragazzi che hanno voglia di fare e fare bene. Partiamo da una base solida di giocatori collaudati con ottimi innesti. La squadra è più propositiva e a livello tecnico abbiamo fatto un passo avanti – prosegue Comotto – soprattutto con gli esterni che danno più imprevedibilità, però è presto per dire se possiamo fare un passo avanti a livello generale, prima dobbiamo vedere le partite iniziali di campionato, le due amichevoli di Triestina con la Juve e il Cesena con il Milan fanno pensare che ci sono diverse squadre nel nostro girone che hanno alzato l’asticella».

Nell’aria c’è più entusiasmo: «Si, percepiamo anche all’interno del nostro gruppo l’entusiasmo che c’è in città – conferma il capitano gialloblù – il ritorno di certi giocatori che hanno segnato il nostro ciclo vincente (Petrucci, Mane e Molinari, ndr) credo abbia contribuito».

Destro si è arrabbiato per gli errori difensivi nelle amichevoli:

«Quando prendiamo gol nemmeno i difensori sono felici, dobbiamo migliorare tante cose soprattutto sulla concentrazione e attenzione, in questa categoria non possiamo permetterci certi errori. Anche se il calcio d’agosto è bugiardo, dobbiamo portare avanti le cose buone che abbiamo fatto in queste settimane, e non sono poche».

Comotto, il ritorno di Molinari ha sorpreso tutti, molti sono ottimisti, altri scettici, lei cosa dice?

«Molinari è stato importante per noi non solo dal punto di vista tecnico ma anche quello umano, Hernan mi ha detto “volevo tornare da voi, perché uno spogliatoio cosi non l’ho visto da nessun’altra parte”, quindi nel gruppo uno come lui dà un contributo importante anche quando non gioca».

Che aspettative ha Comotto dalla stagione che sta per iniziare?

«Lo scorso anno ho fatto 28 partite, quest’anno ne vorrei fare 30 (come nell’anno della promozione, ndr). Fisicamente sto bene, anche meglio degli ultimi anni (mentre lo dice fa uno scongiuro, ndr). In merito alla possibile difesa a tre, credo che vada benissimo perché Manetta è un centrale come Scrosta, anche se fin’ora abbiamo lavorato solo sulla difesa a quattro e non ancora a tre, però se in questa settimana il mister ce la proporrà, lavoreremo in questo senso. Ci sono tanti motivi per cui vogliamo fare bene, non da ultimo l’anno del centenario che si festeggia tra un anno».

 

Comotto premiato dai tifosi del Bar Emilio

 

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