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La giunta Loira spiazza tutti
e manda il progetto in Regione
Il Ministero finanzia la ciclabile

PORTO SAN GIORGIO - La pista ciclabile sul lungomare Gramsci finisce nel progetto della Ciclovia Adriatica. Spediti ad Ancona i progetti da parte del Comune. Intanto i concessionari chiedono un confronto.
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Il lungomare Gramsci, tratto centrale

di Sandro Renzi
Il Sindaco Loira gioca d’anticipo e spedisce ad Ancona i progetti necessari ad inserire la pista ciclabile, così come la prevede il piano di spiaggia approvato nel 2010, quindi in sede propria, all’interno del progetto più ampio per la realizzazione della Ciclovia Adriatica. La ciclabile, in buona sostanza, rientrerà nel finanziamento stanziato dal Ministero dei trasporti con decreto n. 517 del 2018. La Regione Marche approverà il progetto nei primi mesi del prossimo anno. “Intanto che si discute sulla fattibilità di ipotesi provvisorie iniziamo a dare concretezza al progetto della pista ciclabile in sede propria sul lungomare di Porto San Giorgio” ha detto il primo cittadino. La giunta ha infatti preso atto delle previsioni urbanistiche e tecniche, relative alla realizzazione della pista, peraltro contenute nel vigente piano di spiaggia, ed ha approvato gli elaborati grafici “di trasposizione delle previsioni del piano di spiaggia, redatti dall’ufficio tecnico comunale, quale documentazione tecnica di supporto per la redazione del progetto Ciclovia Turistica Adriatica”. L’impressione, allora, è che altre proposte, compresa quella del Comitato guidato da Paolo Intorbida, a questo punto possano restare ferme al palo.

Carlo Iommi

Che nessuna pista provvisoria verrà insomma realizzata prima dell’avvio dei lavori per ricavare la pista nella fascia di rispetto ad ovest degli chalet. Una decisione che spiazza forse pure la II Commissione consiliare riconvocata per il giorno 27 al fine di esaminare la petizione del Comitato insieme ad una rappresentanza dello stesso. E tutto mentre il sindacato provinciale dei balneari Confcommercio, presieduto da Carlo Iommi, tornava bomba sulle questione ribadendo la necessità di un confronto con i concessionari di spiaggia “la cui opinione –chiarisce Iommi- dovrebbe essere tanto importante quanto quella dei vari comitati firmatari e dei residenti”. “Il turismo balneare –prosegue il presidente del Sib- è il motore pulsante della nostra città e garantisce la sopravvivenza di centinaia di famiglie ed imprenditori, di migliaia di lavoratori, non tutti con contratto stagionale e l’indotto creato con i fornitori e altre attività economiche cittadine”. Il Sib è preoccupato anche per la perdita di oltre 550 posti auto se si dovesse approntare una pista ciclabile sulla sede stradale. “I balneari sono pronti a collaborare con l’Amministrazione per la ricerca di soluzioni condivise che valorizzino le loro imprese ma non sono assolutamente d’accordo a soluzioni estemporanee che peggiorino la qualità della loro vita lavorativa. Il lungomare va pensato nella sua interezza sia dal punto di vista viario, che di arredo, illuminazione, ciclopedonabilità ma soprattutto di sicurezza”. Il punto di partenza anche per i concessionari deve essere quindi il piano di spiaggia approvato nove anni fa dal Consiglio comunale. “Basta a situazioni posticce che negli anni hanno dato luogo a diverse forme di lungomare, panchine, illuminazione. Occorre il coraggio di fare la cosa giusta e quindi auspichiamo che le forze in campo ci invitino ad un confronto sull’argomento”.


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