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Tra Fermana ed Arezzo
vince la paura di perdere

SERIE C - Canarini e amaranto: prevale la prudenza. Con il timore di subire gol e non essere in grado di recuperare scaturiscono pochissime vere occasioni, per una partita noiosa. Il pareggio per 0-0 conviene di più ai gialloblù, che tengono l'avversario diretto a -4 dalla propria posizione in classifica, sperando di fare bottino pieno domenica prossima contro il Ravenna, altra avversaria da griglia play out
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Il colpo di testa di Raffini al 12′ del secondo tempo su punizione battuta da Demirovic

 

di Paolo Bartolomei

FERMO – Non ci si poteva certo attendere il miracolo dal nuovo allenatore della Fermana Giovanni Cornacchini alla prima partita, per di più giocata contro una diretta concorrente contro la quale il rischio di perdere è peggiore del vantaggio di vincere. Peraltro il materiale umano a disposizione del tecnico quello è, al massimo oggi ha tentato una rotazione per cercare maggiori motivazioni o freschezza.

Ragionamento analogo probabilmente sul fronte aretino, dove però l’organico a disposizione di Camplone appare, almeno sulla carta, di maggiore qualità, e non ci riferiamo solo all’ex Toro e Fiorentina Alessio Cerci. Ne scaturisce uno scontro diretto noioso, con nessuna vera occasione da rete.

La formazione iniziale della Fermana

Cornacchini non può schierare De Pascalis, Boateng e Comotto (infortunati) oltre a Massolo (Covid 19), mentre recupera Manetta che torna in campo dopo la breve positività al coronavirus che lo ha costretto a saltare le ultime due partite contro Matelica e Modena.

Il “nuovo” tecnico della Fermana, che torna a sedersi sulla panchina gialloblù dopo dieci anni, conferma la difesa con la sola novità di Sperotto che torna ad essere schierato dal 1′ dopo otto partite, anche se in quelle uniche due volte (a casa di Samb e Perugia) era sempre esterno di centrocampo. Mordini sale sull’out sinistro del reparto centrale, dove la novità è il ritorno di Demirovic, anche lui “rispolverato” dopo un paio di mesi. Inedita anche la coppia di attacco, dove manca l’infortunato Boateng e come ariete, al fianco di Neglia, Cornacchini sceglie Raffini anziché Cognigni.

Sul fronte aretino, l’ex pescarese Camplone deve rinunciare agli infortunati Maleš e Picchi, non ha convocato Nader, Sane, Sportelli, Merola, Bonaccorsi, Karkalis, Piu, Raja, Sakho, Tamma e schiera una formazione un po’ a sorpresa.

Primo tempo con squadre ben piazzate, entrambe preferiscono innanzitutto non prendere gol e si punta solo all’eventuale episodio in attacco, senza sbilanciarsi troppo; prima frazione di gioco con discreto agonismo, un solo tiro in porta e zero vere occasioni. Nella ripresa si registrano solo due velleitarie conclusioni della Fermana (Raffini e Palmieri) e quella limpida per Palmieri a 2′ dal 90‘.

I gialloblù tornano in campo domenica prossima, sempre in casa, contro il Ravenna, un altro scontro diretto con un’avversaria che però si trova nella grigia play out solo 1 punto dietro ai canarini e non a -4 come l’Arezzo.

Occasione per Palmieri all’88’

IL TABELLINO

FERMANA 0  (4-4-2): Ginestra; Rossoni, Manetta, Scrosta, Sperotto; Iotti, Urbinati, Demirovic (20′ st Grossi), Mordini (28′ st Liguori); Neglia (28′ st Palmieri), Raffini (20′ st Cognigni). A disposizione: Zizzania, Manzi, Esposito, Diop, Grbac, Staiano, Bigica, Cremona. All. Giovanni Cornacchini

AREZZO 0 (4-4-2): Sala; Borghini, Kodr, Cherubin, Luciani; Bortoletti (33′ st Foglia), Di Paolantonio, Arini, Belloni; Cerci (22′ st Cutolo), Pesenti (22′ st Zuppel). A disposizione: Loliva, Benucci, Gagliardotto, Soumah, Maggioni, Di Nardo, Baldan, Sussi. All. Andrea Camplone

ARBITRO: Mattia Pascarella di Nocera Inferiore, assistenti Nicolò Moroni di Treviglio e Ivano Agostino di Cinisello Balsamo, quarto ufficiale Filippo Giaccaglia di Jesi

NOTE: Ammoniti Sperotto, Scrosta, Iotti, Borghini e Belloni; angoli 1-4; recupero 1’+4′

LA CRONACA

Le due squadre sono tornate ad incontrarsi dopo ben 27 anni, in questi ultimi tre decenni hanno spesso militato nella stessa categoria, ma in gironi diversi. L’ultimo incrocio fu nel 1993/94 (Campionato Nazionale Dilettanti) al “Recchioni” vinse la Fermana 1-0 (gol del terzino sinistro Valentino Spurio), i canarini espugnarono anche il terreno di casa degli amaranto (0-1 gol di Colantuono), in quell’Arezzo giocava Filippo Giovagnoli. La Fermana l’anno dopo salì in C2.

Per trovare un altro incrocio occorre andare indietro di ben 42 anni: nei decenni precedenti al 1993 difatti per i toscani si registra una lunga militanza tra serie B e C1. Nel campionato di serie C 1951/52 a Fermo terminò 1-3 per gli amaranto (gol della bandiera di Ferruccio Starcic), al ritorno invece i gialloblù espugnarono il terreno di casa dei toscani 1-2. L’anno prima, (1950/51) nella stessa categoria, a Fermo vinsero i gialloblù 2-0 con doppietta di Mario Grassi (in Toscana invece i gol di Renato Paci e Cuoghi non furono sufficienti per portare a casa nemmeno un punto).

Indugiamo sui precedenti storici perché nel primo tempo dell’odierno Fermana – Arezzo le squadre restano ben piazzate, entrambe preferiscono innanzitutto non prendere gol e si punta solo all’eventuale episodio in attacco, senza sbilanciarsi troppo; prima frazione di gioco con discreto agonismo, un solo tiro in porta (al 32′ un tiro dell’ex Fiorentina e Torino Alessio Cerci da fuori area, Ginestra blocca a terra) e zero occasioni.

Nella ripresa al 12′ arriva la prima vera occasione della partita, è della Fermana: punizione ben battuta da Demirovoic dalla destra, in area Raffini si eleva bene e colpisce cercando l’angolo, la sfera termina fuori. Dentro Cognigni e Grossi per Raffini e Demirovic, non cambia nulla a livello tattico, Cornacchini forse cerca maggior freschezza, poi fuori anche uno spento Neglia per Palmieri, Mordini per Liguori e a questo punto il tecnico fanese si sbilancia un po’ con un centrocampo che diventa più propositivo.

E di fatto qualcosa in più si vede nei minuti finali: al 40′ conclusione centrale di Palmieri, Sala blocca a terra tranquillamente ma mister Camplone si arrabbia; poi è lo stesso Palmieri che tre minuti dopo va vicinissimo al vantaggio canarino con una bella azione avvolgente, che parte da sinistra (la sponda era stata di Cognigni sulla tre quarti e il lancio di Iotti). L’attaccante napoletano classe 2000 arriva davanti a Sala e in bella girata sfiora il gol. Il primo corner per la Fermana arriva al 2′ di recupero, è un tutto dire.

Giovanni Cornacchini nel dopo gara, per la prima analisi della sua gestione canarina griffata “2.0”

LE DICHIARAZIONI

di Paolo Gaudenzi 

 

“E’ stata una partita difficile, al cospetto di una squadra che non merita la classifica che ha, e che ha avuto tanti problemi extra calcistici riallacciati al Covid – commenta a fine gara mister Cornacchini -. Siamo partiti contratti, poi ci siamo sciolti e bene verso la fine. Nel complesso abbiamo disputato un match ordinato, con qualche occasione per vincerla anche se il pareggio, onestamente, appare come il risultato più giusto“.

Gettando lo sguardo al match di domenica. “Ravenna? Sfida difficile, come tutti gli incroci di campionato – ha proseguito il neo trainer canarino -. Troveremo una squadra con meno qualità dell’Arezzo ma con più corsa. Dobbiamo recuperare le energie spese oggi per affrontarla al meglio. Di questa sfida è importante sottolineare il fatto che non abbiamo preso gol, contro un collettivo che vanta uno degli attacchi più forte del girone“.

Il centrocampista Gianluca Urbinati mentre commenta la sfida odierna pareggiata a reti inviolate contro l’Arezzo

“Ci teniamo la prestazione, fatta di compattezza e sacrificio da parte di tutti. Non abbiamo rischiato quasi niente, fatto salvo il fatto che ci è mancata la zampata finale. Potevano essere tre punti, ci teniamo però la performance, che dovrà sempre essere tale ogni domenica – il commento invece del mediano Gianluca Urbinati -. A prescindere da chi veniva oggi dovevamo fare la partita che abbiamo fatto, di lotta e di conquista delle palle vaganti. Ora testa al Ravenna, compagine con meno tasso tecnico dell’Arezzo ma con più vigore e fame, diciamo più simile al nostro dna. Dovremo farci trovare pronti, con questa intensità e propensione al sacrificio, sperando di mettere a segno il colpo fatale all’avversario quando ne avremo occasione”.

 

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