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“La marcia del virus non si arresta”
Nelle Marche il tasso di occupazione delle
terapie intensive scende al 29%

VIRUS - Corre il virus, la sua marcia non si arresta. L'Rt nelle Marche è a 0,95. Basta poco per mandare all'aria tutti gli sforzi fatti e ritrovarci nuovamente in zona arancione. Il tasso di occupazione delle terapie intensive scende tuttavia sotto la soglia critica del 30%.
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di Sandro Renzi

Corre il virus, non sembra arrestare la sua marcia. L’Rt nelle Marche è vicino a 1, per l’esattezza 0,95. E’ il dato annunciato dalla Cabina di regia venerdì, nel consueto appuntamento con il monitoraggio settimanale. Basta poco per finire nuovamente in zona arancione e mandare all’aria gli sforzi fatti per allentare alcune misure, compresa quella che consente a bar e ristoranti di riaprire fino alle 18. Lo hanno detto i tecnici dell’Iss, lo hanno ricordato ieri i vertici dell’Area Vasta 4. “Guai abbassare la guardia”. Il rischio per le Marche resta “moderato” con casi e focolai in discesa nella settimana del 25-31 gennaio, e con una incidenza su 100000 abitanti di  336.36 casi in 14 giorni.

Migliora la situazione nelle terapie intensive dove il tasso di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid torna finalmente sotto la soglia di guardia del 30%, attestandosi al 29%. Mentre non accenna ancora a scendere l’altro indicatore, quello che misura il tasso di occupazione dei posti letto di area medica da persone affette da Coronavirus (46%), sei punti in più rispetto alla soglia minima. “Si osserva un lieve generale peggioramento della epidemia con un aumento nel numero di regioni classificate a rischio alto, 3 invece di 1,  e con la riduzione delle regioni a rischio basso in questa settimana, 7 invece di 10,  in un contesto preoccupante per il riscontro di varianti virali di interesse per la sanità pubblica in molteplici regioni italiane che possono portare ad un rapido incremento dell’incidenza” così la Cabina di regia dell’Iss “in questa fase delicata dell’epidemia questi iniziali segnali di controtendenza potrebbero preludere ad un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero rigorosamente messe in atto adeguate misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. L’attuale quadro a livello nazionale sottende forti variazioni interregionali. In alcuni  contesti, un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l’incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per Covid 19 in area critica”.

Dunque una analisi che non fa certo stare tranquilli, mentre c’è chi si interroga sulla opportunità di riaprire anche i ristoranti fino alle 22 nelle zone gialle. E gli occhi finiscono per essere rivolti verso la giornata del 15 febbraio quando riapriranno gli impianti sciistici. Resta però l’incognita sugli spostamenti vietati tra Regioni. Il provvedimento del Governo scade lunedì 15. Chissà allora se verrà decisa una proroga del divieto o se il nuovo Governo avrà il tempo materiale per mettere mano ad un nuovo decreto prima di quella data. 

Nel frattempo la regione Marche ha aggiornato il dato delle persone positive a Covid 19 nei Comuni delle cinque province. Sono 230 i positivi e 367 queli in quarantena nel Comune di Fermo, rispettivamente 85 e 134 a Montegranaro, 57 e 106 a Porto San Giorgio, 79 e 127 a Sant’Elpidio a Mare e 126 e 189 a Porto Sant’Elpidio. Resistono anche Smerillo e Montefalcone, entrambi Comino Covid free.




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