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Cais o il rientro di Boateng?
Cornacchini sull’infortunio di Cognigni:
«Dispiace, per noi era importante,
dovremo trovare altre soluzioni»

SERIE C - A poche ore dalla notizia della frattura di tibia e perone, abbiamo ripercorso tutto il calvario degli ultimi quattro anni dell'attaccante fermano. Il tecnico gialloblù commenta: «È una brutta tegola. Non abbiamo un giocatore come Luca in rosa. Sabato con l'Arezzo dovremo preparare qualcosa di nuovo»
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di Leonardo Nevischi

FERMO – No, questa proprio non ci voleva. Come se non bastassero i gravi infortuni di Donato De Pascalis e Elian Demirović – aggiunti a quelli di capitan Comotto e Nicolò Bigica – nel pomeriggio odierno è arrivata un’altra drammatica notizia per la Fermana: Luca Cognigni ha riportato la frattura di tibia e perone.

Un fulmine a ciel sereno per l’attaccante classe 1991, che proprio tra tredici giorni compirà 30 anni. Probabilmente sarà uno dei compleanni più brutti della sua vita, perché quest’anno oltre alle restrizioni della pandemia dovrà fare i conti anche con un nuovo infortunio. L’ennesimo della sua carriera.

Il lungo calvario iniziò domenica 31 luglio 2016, quando Luca vestiva la maglia dell’Ancona e ne era il capitano: nel finale di gara di Coppa Italia contro il Sudtirol (terminata 4-3 per i dorici con tripletta di Cognigni, ndr) il suo ginocchio fece per la prima volta “crack” e l’impietosa diagnosi post gara sentenziò un’instabilità rotatoria antero-laterale e antero-mediale acuta. Risultato? Luca va sotto i ferri per ben due volte (un’operazione non basta perché nel ginocchio resta una vite) e dice addio all’intera stagione.

Con la Fermana ricomincia da zero, ma dopo un ottimo avvio di stagione il bomber di Rione Murano ritorna in un battibaleno dalle stelle alle lacrime. È il 26 settembre 2018, anche stavolta Cognigni in campo è decisivo siglando la rete che regalerà la vittoria di misura alla Fermana sulla Giana Erminio, ma dopo un duello aereo cade male e patisce la frattura composta del radio che lo terrà bloccato per circa un mese. Ritorna in campo nei tempi previsti, ma la forma fisica è svanita e la titolarità non è più sua.

Quest’anno Cognigni segna il primo gol stagionale della Fermana nel derby a San Benedetto e, dopo le fatiche iniziali con Mauro Antonioli, con l’avvento di Giovanni Cornacchini diventa un faro capace di emettere potenti segnali luminosi di aiuto e riferimento alla navigazione per tutta la squadra. Fino ad arrivare all’ultimo capitolo del lungo calvario. Domenica al 28esimo minuto del derby con il Fano, si avventa generosamente su un pallone che sembrava perso ed entra in collisione con il portiere granata Viscovo. Nemmeno a dirlo a riportare la peggio è proprio Cognigni. Esce dal campo sofferente, Cornacchini prega e i tifosi incrociano le dita. Nulla da fare: ancora una volta stagione finita anzitempo.

E pensare che domenica a Fano dopo un quarto d’ora Luca Cognigni aveva realizzato il suo quarto gol stagionale, salvo poi essere ingiustamente annullato dal direttore di gara per un fuorigioco inesistente (le immagini lo confermano, ndr). Che dire, davvero un ragazzo sfortunato. Senza dubbio, se fosse nato un anno dopo, Lorenzo Jovanotti ci avrebbe pensato due volte prima di incidere “Ragazzo fortunato” nell’aprile del 1992.

«C’è delusione per la gara di domenica – ha commentato Giovanni Cornacchini –. Non sono contento sia perché visto come erano andate le cose mi sarebbe piaciuto chiudere la gara diversamente, sia perché siamo stati sfortunati per l’infortunio di Cognigni. Per noi è un giocatore importante e in rosa non abbiamo uno con le sue caratteristiche. Dopo questa bruttissima notizia dovremo trovare altre soluzioni per il nostro attacco. Boateng oggi ha ricominciato ad allenarsi in gruppo e stiamo cercando di recuperarlo per averlo a disposizione sabato contro l’Arezzo. È un giocatore che ci può dare una mano anche se le sue caratteristiche sono diverse da quelle di Luca. Per la nostra filosofia noi dobbiamo giocare con due punte: ci eravamo abituati ad averne uno forte fisicamente che venisse incontro al pallone ed uno che attaccasse la profondità andando tra le linee. Ora dovremo inventarci qualcosa di diverso. Domenica è entrato Cais ed ha avuto ugualmente le sue chance per segnare, ma senza Cognigni perderemo qualcosa a livello di impatto».

Il tecnico fanese ha poi commentato il punto conquistato contro la sua ex squadra e le insidie che si nascondono dietro al prossimo impegno (sabato, ore 15 ad Arezzo). «Dopo la gara con il Fano mi sono fatto un esame di coscienza. Ormai sono 4 mesi che sono qui e ho capito che questa è una squadra che non può amministrare il risultato ma deve tenere sempre i ritmi alti e nel momento che non fa questo concede qualcosa all’avversario. Noi difendiamo con gli attaccanti e quelli che ho a disposizione si fanno male o sono stanchi, devo cambiarli con altri attaccanti che mi danno la stessa intensità. In genere se facciamo questo subiamo poco, domenica invece siamo stati puniti sul loro unico tiro in porta».

«Sabato con l’Arezzo sarà una battaglia – ha proseguito l’allenatore gialloblù -. Loro non possono più sbagliare vista la classifica e hanno le carte in regola per metterci in difficoltà. L’Arezzo non è una squadra che non rispecchia la sua posizione di classifica. Non so per quali problematiche si ritrovano all’ultimo posto, forse perché hanno a disposizione moltissimi giocatori ma non riescono a metterli in lista, perché altrimenti per la qualità dei giocatori stessi sarebbe da primissima fascia».

 

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