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Controlli dopo il Covid, che fare? Le risposte dal centro “La Fenice” con il check up

FERMO - Attivi al centro medico i controlli per verificare lo stato delle capacità fisiche e cognitive di chi è guarito dal virus, ma potrebbe non aver ancora recuperato piena funzionalità

Un tema di stretta attualità, quello affrontato ieri con gli specialisti del Centro La Fenice, ospiti ai microfoni di Radio Fermo Uno. Si è parlato infatti del nuovo servizio di check up post Covid, messo a disposizione dalla struttura. Ad approfondire l’argomento lo pneumologo Lino Dattola, il medico ed imprenditore Marcello Stagni ed il responsabile della comunicazione de La Fenice, Alberto Gagliardi, che ha aperto la conversazione introducendo il nuovo servizio.

“La nostra governance aziendale, costituita da Cda, direzione sanitaria e direzione aziendale, si muove sempre per studiare le soluzioni più adatte al paziente e in questo momento abbiamo ritenuto che un servizio di grande utilità fosse l’allestimento di un check up sugli effetti a lungo termine del Covid per una valutazione opportuna. Si parte dalla visita pneumologica, si prosegue con i controlli cardiaci, fino ad arrivare ad un consulto psicologico. Questo è uno dei primi check up che andremo a proporre per i pazienti, a costi particolarmente contenuti”.

Sul piano medico, è toccato al dr. Dattola approfondire i danni da Covid: “Parliamo di una malattia sistemica che produce effetti vasti. L’apparato più interessato è quello respiratorio, ma capitano le miocarditi, sono frequenti anche deficit di concentrazione. La metà di chi ha avuto l’infezione può avere sintomi successivi che non consentono un ritorno al 100% delle condizioni precedenti e questo può valere anche per chi non ha sviluppato sintomi importanti. Ci sono studi approfonditi dell’Istituto superiore di sanità che valutano tutti i possibili sviluppi post Covid”.

Il dr. Dattola, nella prima fase dell’emergenza pandemica, benché in pensione è tornato “al fronte” per aiutare la sanità in un momento di grave difficoltà: “E’ stato stressante tornare sul campo per collaborare durante l’emergenza – ammette lo pneumologo – anche perché ci siamo tutti dovuti abituare a metodi nuovi, servivano accorgimenti rigorosi per evitare i rischi di infezione, un protocollo meticoloso anche per vestirsi e togliersi i dispositivi di protezione. Non è stato facile, ma un medico è dentro la società ed anche se in pensione, dà il proprio contributo”. Tornando alla malattia, lo specialista parla di virus come di “un innesco di una bomba ad orologeria che poi sviluppa una malattia infiammatoria sistemica. E’ una malattia nuova, che ancora non conosciamo completamente”.

Secondo il dottor Marcello Stagni, imprenditore oltre che medico, “sotto alcuni aspetti abbiamo conosciuto molte cose, altre sono ancora da scoprire. Il Covid è una malattia che si apre a ventaglio. Sinceramente non vedo ancora quella luce in fondo al tunnel di cui si parla. Siamo solo all’inizio di una terapia vaccinale, ma non dimentichiamo che anche la copertura anticorpale ha una durata e non ci libereremo repentinamente da questo virus”.

Stagni si sofferma in particolare sul bisogno di ossigeno:“Tutti gli scienziati concordano che con il Covid avviene un’alterazione del sangue che porta ad un minore afflusso di ossigeno. Questa è la precondizione di situazioni tromboemboliche. Il centro long Covid che abbiamo allestito alla Fenice consente, a chi si rimette in piedi dopo la patologia, di usufruire di accertamenti per chiarire lo stato di salute e prendere i provvedimenti terapeutici utili“.

Marcello Stagni evidenzia l’importanza della terapia iperbarica “che aumenta la disponibilità di ossigeno a livello ematico, spesso fondamentale per far recuperare la piena qualità della vita di una persona”.

 

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