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La sicurezza stradale di nuovo al centro dell’attenzione grazie alla recente Tirreno Adriatico

CICLISMO - Una pedalata simbolica, effettuata dalla giovane Viola Mei negli ultimi tratti della tappa fermana, per riaccendere le luci dei riflettori sull'importante tema sociale mixato allo sport. La principale organizzatrice dell'evento "Bimbi e Bici in Piazza", Anastasia Lanciotti: «Abbiamo approfittato della nota corsa ciclistica prof per tenere alta l'attenzione su tematiche importanti e di costante attualità»
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Anastasia Lanciotti e la piccola Viola Mei al traguardo della tappa fermana della Tirreno Adriatico

FERMO – Bimbi e Bici, Più Felici e Più Sicuri.

Un evento, ripetuto nel tempo, in cui «la città di Fermo sposa la volontà di far crescere il senso del fare ciclismo a partire dai nostri giovani, come attività non solo sportiva ma soprattutto come mobilità urbana alternativa», commenta la principale organizzatrice Anastasia Lanciotti.

La giovane appassionata, con il Team G. C. Capodarco, insieme a Sauro Mazzante del G. S. Mountain Bike, grazie al recente passaggio della Tirreno Adriatico, ha quindi rilanciato tale messaggio, intriso di sicurezza stradale. 

Messaggio puntualmente rilanciato e sostenuto con un’apposita manifestazione giunta alla terza edizione (leggi tra gli articoli sotto correlati) realizzata grazie alla partnership con il Comune di Fermo, con la Fondazione Michele Scarponi, il testimonial del Gp Capodarco, Luca Panichi, Marco Lelli e Lino Secchi in rappresentanza della Federciclismo. Ed è così che venerdì scorso, grazie alla buona lena della piccola Viola Mei, giovane munita di caschetto salita in sella alla propria bici, prima dell’arrivo della nobile carovana a due ruote, si è tenuta una simbolica pedalata nel tratto identificato negli ultimi 500 metri del tracciato agonistico, identificato da piazza del Popolo sino al traguardo collocato in prossimità del Duomo. Le tematiche sulla sicurezza stradale, approfittando dell’eco mediatico avuto con il grande evento ciclistico transitato sulla nostra provincia, sono quindi ritornate ancora una volta sotto la luce dei riflettori. 

«Si è trattato di un gesto e nel contempo di un messaggio di grande energia, per un ciclismo ed un uso della bicicletta, alla portata di tutti per trasmettere il messaggio che la strada non deve rimanere troppo spesso luogo di morte: solo nel rispetto delle regole si può salvare la vita delle persone – ha commentato ancora la Lanciotti -. Ci riferiamo, stavolta, all’ultima grande tragedia che ha visto coinvolto il fratello di un nostro atleta ciclista d’Elite marchigiano, Gidas Umbri, travolto da un tir con il suo scooter e quindi scomparso alla precoce età di 16 anni. Bimbi e Bici dunque in favore e a sostegno della vita, sempre».

 

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