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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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Lo strappo di Felicioni: lascia Laboratorio Civico e si dimette da consigliere (Ascolta la notizia)

PORTO SANT'ELPIDIO - «Non riesco ad accettare che quello che era un contenitore di idee e di progetti concreti rischi ora di diventare solo un contenitore di voti da gestire»

Alessandro Felicioni

«Lascio il Laboratorio Civico, in estrema serenità e senza alcuna rivendicazione su quanto fatto in questi anni». E’ l’annuncio shock di Alessandro Felicioni a cui segue una lunga disamina dell’evoluzione della formazione civica che ha portato il suo nome di riferimento anche alle dimissioni da consigliere comunale. Non senza qualche stilettata sulle virate ‘politiche’ della sua creatura civica.

Una scelta che ‘rischia’ di rimescolare completamente le carte in vista delle elezioni 2023 a Porto Sant’Elpidio e, soprattutto, rimodulare le strategie di partiti, da sinistra a destra, e delle varie anime civiche che stanno provando ad assumere un ‘corpus’, a delinearsi in prospettiva del voto. Una scelta che, certamente, rimette anche lo stesso Felicioni, sulla piazza. Chissà se ‘in autonomia’ o parte di un nuovo progetto.

Ascolta la notizia:

«In questi ultimi mesi il Laboratorio Civico, da me guidato in occasione delle ultime amministrative del 2018, ha fatto scelte che via via si sono rivelate lontane dalla mia visione e dalla volontà che mi hanno spinto ad affacciarmi sulla scena “politica” per cercare di offrire un nuovo modo di amministrare la cosa pubblica; un modo più vicino alle concrete esigenze del paese e assai lontano dalle logiche di partito che, necessariamente e in quanto tali, possono divergere dagli interessi collettivi.
L’uscita pubblica di qualche giorno fa, condivisa con gli altri del Laboratorio, riaffermava questa volontà, chiamando a raccolta anche altre possibili forze civiche per la partecipazione ad una larga coalizione che potesse cimentarsi ancora una volta alle prossime elezioni amministrative, non già con lo scopo di vincere ad ogni costo, ma con quello, ben più difficile, di poter ben amministrare, con una visione di lungo periodo e con la capacità di sviluppare questa visione nelle singole iniziative quotidiane.
Ora però, non mi riconosco più in alcune dinamiche e prese di posizione che sembrano invece guidate da una logica diversa, volta al solo risultato finale, anche a costo di sacrificare, sull’altare della vittoria elettorale, quei principi che, in definitiva, mi (ci?) avevano spinto a metterci al servizio del paese. Faccio molta difficoltà a comprendere e far comprendere, a chi si potrebbe avvicinare, alcuni diktat legati ad un nome o ad un percorso non negoziabili, soprattutto perché chi vorrebbe avvicinarsi lo fa avendo in mente una forza civica che guarda ai contenuti, alle idee, all’indipendenza di giudizio, prima che ai nomi e ai voti possibili. Capisco però che ci possono essere visioni diverse e che tutte le posizioni hanno una loro logica e una loro dignità.
Per questo lascio il Laboratorio Civico, in estrema serenità e senza alcuna rivendicazione su quanto fatto in questi anni. Prendo atto della volontà di perseguire una linea politica da me non condivisa ma, così come non pretendo di imporre alcunché a un movimento libero ed autonomo, al di là della mia figura, ritengo che nessuno possa costringermi ad accettare compromessi e situazioni per combattere i quali il progetto era nato; per lo meno, evidentemente, nelle mie intenzioni.
Non riesco ad accettare che quello che era un contenitore di idee e di progetti concreti rischi ora di diventare solo un contenitore di voti da gestire anche perché quei voti erano stati tutti presi solo sulla base di quelle idee, di quei progetti e di chi li proponeva e non già, come per altri, a fronte di una appartenenza partitica spesso e volentieri preponderante nella scelta dei cittadini rispetto alle persone proposte.
Questo Laboratorio Civico può andare avanti tranquillamente e perseguire gli obiettivi che si prefiggerà. Lo farà, però, senza la mia faccia e il mio nome.
La decisione, sofferta e difficile, non intende essere d’ostacolo alle nuove strategie che si vorranno adottare. Per questo provvederò nei prossimi giorni a dimettermi dal consiglio comunale cosicché il Laboratorio Civico possa essere ancora rappresentato nelle istituzioni e possa esprimere in tutti gli ambiti le sue idee.
Da oggi resto a guardare cosa succede nella vita politica di Porto Sant’Elpidio con la libertà e la serenità di poter aderire a qualsiasi iniziativa che sia in linea con le sue idee originarie, mai mutate e con la medesima, se non maggiore, tranquillità di poter anche tornare a tempo pieno alle attività private, senza rimpianti e senza rimorsi, prerogativa di chi non deve vincere ad ogni costo e per ciò stesso può scegliere liberamente cosa fare e non fare».


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