
Giacinto Alati
di redazione CF e CP
Progetti che andranno avanti sotto altra guida.
Al momento il ruolo di Alati sarà ricoperto da Fausto Raschioni, in ragione delle statuto che prevede – in caso di indisponibilità del presidente in carica – la sostituzione con il membro più anziano del Cda, fino a nuovo voto.
Saranno i sindaci, che compongono l’assemblea elettiva, a stabilire come e quando ci saranno le nuove elezioni che, tecnicamente, la direzione della Cicli Integrati dovrà indire entro 40 giorni da oggi.
Ma a giugno prossimo ci saranno le amministrative in oltre la metà dei 59 comuni del Piceno e del Fermano che fanno parte della Cicli Integrati. I primi cittadini di oggi, potrebbero non essere gli stessi tra qualche mese, Pertanto, è lecito pensare che il rinnovo del presidente possa avvenire quando saranno formate le nuove compagini.
Ma adesso non è tempo di questi discorsi. Ora è tempo del lutto, del dolore ma, soprattutto, del ricordo di Pino Alati, della sua figura, della sua persona che, nel ruolo del presidente ambito quanto scomodo negli ultimi anni, ha affrontato con piglio battagliero i due grandi problemi legati all’erogazione della preziosa risorsa: il terremoto che ha danneggiato diverse fonti di approvvigionamento tra cui l’acquedotto di Pescara di Arquata, e la crisi idrica.
Tante le critiche, per trovare soluzioni non sempre popolari affinché ai cittadini non mancasse l’acqua. Alati le ha incassate tutte. Ma non transigeva sul fatto che le polemiche coinvolgessero i suoi dipendenti.
Non ci sono stati intervista o intervento pubblico nei quali Alati non ribadisse il valore della squadra, con tecnici e ingegneri pronti a spendersi, notte e giorno, per garantire il servizio. Ed il suo cruccio maggiore era che tutto ciò non venisse preso nella giusta considerazione.














