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Chiusura lungomare. Santoni senza peli sulla lingua: «Se Ciarpella non voleva la gara doveva dirlo. Lo sport fuori da beghe politiche»

PORTO SANT'ELPIDIO - Parla l'organizzatore della gara ciclistica che ha spinto l'amministrazione comunale a chiudere temporaneamente il lungomare. Una decisione che ha scatenato polemiche, anche da parte del presidente Tofoni. Santoni: «Presa di posizione da qualche partito di maggioranza che ce l'ha con me. Se è così che me lo venissero a dire in faccia»

«Non scherziamo, non si possono scaricare le responsabilità di beghe politiche sul ciclismo, sullo sport». Non si placano le polemiche, a Porto Sant’Elpidio, scaturite dalla decisione dell’amministrazione di chiudere al traffico il lungomare per una gara ciclistica, il “Cycling Festival”, andato in scena lo scorso fine settimana. Una decisione che ha provocato la reazione al vetriolo del presidente del consiglio Diego Tofoni e un Pd che è subito partito alla carica stigmatizzando la spaccatura in maggioranza. E oggi a parlare è Vincenzo Santoni, organizzatore dell’evento ciclistico. «Nel settembre scorso avevano detto che non avrebbero toccato il ciclismo. Parliamo di circa 700 atleti che sono arrivati in città, oltre a tantissimi appassionati. Ci avevano detto anche che avrebbero coinvolto un pò tutti. Voi li avete visti? Io no». Un Santoni che non le manda a dire. A nessuno.

«Abbiamo Tofoni che mi sembra un pò in confusione, un pò a destra un pò a sinistra. Non si tiri in ballo una gara ciclistica se hanno le loro beghe interne. A noi interessa solo lo sport, ci interessa la riuscita di un evento sportivo storico per la città che ha anche delle ripercussioni positive sul commercio e sulla ricettività. Ricordo che con la Sebastiani si organizzavano dei pacchetti. Con quest’amministrazione non è stato fatto un bel niente. Se Ciarpella, a cui sono legato da un rapporto di amicizia, non voleva fare quest’evento, doveva dirlo subito, doveva trovare il coraggio di prendere una posizione. Invece la presa di posizione, molto probabilmente, c’è stata da qualche partito di maggioranza che ce l’ha con me. Se è così che me lo venissero a dire in faccia. Incredibile che si possa prendere a pretesto la chiusura di qualche ora, non di giorni, del lungomare per tutto questo pandemonio. E poi non dimentichiamoci che la struttura del circuito consente di parcheggiare poca distanza dal lungomare. E infatti c’è anche chi ha lavorato. Io mi ricordo Nazareno Franchellucci che si prendeva le offese per 200 ciclisti alla partenza ma lui ci ha sempre messo la faccia. Oggi invece parliamo di circa 700 atleti e la manifestazione continua a crescere». Ma la polemica, dunque il casus belli resta. Ora che si fa? «Intanto con il gruppo TuttiCampioni mi godo il successo dell’evento. Se lo sposteremo altrove? Guardate che ci sono tante realtà limitrofe con cui potremmo dialogare tranquillamente. Ma io lotterò con tutte le mie forze per farlo rimanere a Porto Sant’Elpidio, anche perchè il lungomare è di tutti. E poi, certo, dovrò convincere anche lo sponsor. Questa gara, in cui negli anni hanno spiccato e vinto nomi di primissimo piano internazionale del ciclismo, è un patrimonio della città, per la città. E nessuno dimentichi che il tempo, per la politica, passa veloce».

Ma lo sfogo di Santoni passa anche attraverso i social: «(…) Adesso comunicate con i cittadini e date pure i percorsi alternativi. Mentre con l’Internazionale Cycling Festival, nessuna comunicazione e non solo, avete chiuso tratti di lungomare dove la gara ciclistica non transitava (…). Viva il Giro d’Italia». Il sindaco Massimiliano Ciarpella ha gettato acqua sul fuoco facendo anche una sorta di “mea culpa” sulla manifestazione. Proprio sotto un post del sindaco (condiviso sui propri canali dal consigliere regionale, Andrea Putzu) che annunciava il passaggio del Giro d’Italia sul territorio comunale, si è scatenato Santoni. Uno sfogo dove l’organizzatore ha “vuotato il sacco” anche nei confronti di chi gli faceva notare la “differenza di valore delle manifestazioni” e i disagi che il “Giro” andrà a creare alla viabilità rispetto all’evento appena avvenuto. «Non è esattamente così. Venerdì la chiusura era di 3 ore, sabato parliamo di una chiusura di 2 ore e 30 minuti, domenica mattina una chiusura di 3 ore. Poi in questi tre giorni della manifestazione, tranne il venerdì, le altre erano chiusure temporanee al passaggio della gara, praticamente al transito delle macchine di apri corsa e di fine corsa sempre nella media, circa, di 8 minuti. – scrive un inviperito Santoni – Queste sono state le chiusure. Qualcuno mi dovrebbe anche spiegare, visto che le gare transitavano da nord a sud e giravano in via Gramsci e via Mameli, perché l’inizio del lungomare Trieste è stato chiuso? Poi parlando della zona Faleriense si girava in via Curtatone, per proseguire in via Pesaro e via della Pace, perché lungomare Faleria sud dall’area del camping Mimose ad incrocio Curtatone è restato sempre chiuso? (…)». Una stilettata diretta all’amministrazione che, forse proprio per Santoni, ha la responsabilità di aver prima supportato e poi “rinnegato” un evento che sicuramente ha fatto il pieno di critiche e polemiche.

m.d.s.

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