“Salviamo il Girfalco” Manifestazione del coordinamento ambientalisti in piazza «Progetto con problemi sia nel metodo che nel merito di scelte tecniche»

FERMO - Italia Nostra Fermo, Legambiente col suo circolo Terramare-Fermo, Lipu Fermo e Demos si ritroveranno domani alle 10. «Il nostro approccio verso l’amministrazione comunale resta di assoluta collaborazione, tuttavia sentiamo il dovere di manifestare delle forti criticità. Crediamo fermamente che per intervenire in un luogo così identitario serva una condivisione reale. Invitiamo pertanto tutta la cittadinanza a partecipare per progettare insieme il futuro di questo luogo»

Il progetto di riqualificazione del Girfalco (foto dal Coordinamento Ambientalista)

di redazione CF

«C’è un legame indissolubile che unisce ogni fermano al Girfalco. È il punto più alto della nostra città, ma anche quello più profondo nella nostra memoria collettiva. Proprio per questo, per riflettere insieme sul suo destino, il Coordinamento Ambientalista di Fermo, composto da Legambiente, Lipu e Italia Nostra, insieme con l’Associazione Demos, chiamano a raccolta l’intera cittadinanza per la manifestazione “Salviamo il Girfalco”, prevista per domani 19 aprile, alle ore 10 in Piazza del Popolo».

Dopo i vari interventi, anche tecnici, il coordinamento ambientalista ha dunque deciso di scendere in campo. La comunicazione della manifestazione arriva infatti da Italia Nostra Fermo, Legambiente col suo circolo Terramare-Fermo, Lipu Fermo e Demos.

Le sigle spiegano che quello previsto per domani sarà «un momento di democrazia partecipata, libero da appartenenze politiche e aperto a chiunque abbia a cuore il bene comune, dove l’unico vero protagonista sarà la cittadinanza. Il nostro approccio verso l’amministrazione comunale resta di assoluta collaborazione, tuttavia sentiamo il dovere di manifestare delle forti criticità» e in poche righe riassumo anche il pensiero espresso nelle ultime note sul tema: «Sebbene il progetto di riqualificazione attuale parta da premesse valide e condivisibili, riscontriamo problematiche profonde sia nel metodo seguito che nel merito di alcune scelte tecniche. Crediamo fermamente che per intervenire in un luogo così identitario serva una condivisione reale. Invitiamo pertanto tutta la cittadinanza a partecipare per progettare insieme il futuro di questo luogo». 

 

 


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