Angelica Malvatani ammette la sconfitta: «I fermani hanno scelto la continuità, ma i giovani ci hanno chiesto una città diversa»

FERMO - La candidata del centrosinistra pronta a portare avanti «il progetto del campo largo, il laboratorio politico avviato non si ferma»; la coalizione all'opposizione con 6 consiglieri

 

«Speravamo di arrivare almeno al ballottaggio, anche se sapevamo sarebbe stata difficilissima. Adesso lavoriamo perchè il campo largo è partito, è  un laboratorio politico che si muove e che funziona». Angelica Malvatani ha atteso in piazzale Azzolino il responso delle urne. La candidata sindaca del centrosinistra si è battuta senza risparmiarsi, ha costruito un’alleanza ampia tra forze politiche e civiche progressiste, ma non è bastato per impensierire la corazzata civica di Alberto Maria Scarfini. 

Il primo pensiero della candidata va ai giovani: «Penso soprattutto a loro, perché ci hanno chiesto una città diversa, dove i servizi e il trasporto pubblico funzionano, dove ci siano spazi di aggregazione per loro, dove possano sentirsi protagonisti anziché andarsene in maniera drammatica», continua Malvatani. Il voto però ha dato ragione a Scarfini e alle sue cinque liste.

«I fermani hanno scelto la continuità, quella dell’ex sindaco Calcinaro e del suo assessore Scarfini – ammette la candidata del centrosinistra –  Noi staremo dall’altra parte, a porre attenzione e portare avanti situazioni che vanno sicuramente affrontate». Malvatani siederà quindi sui banchi di minoranza, portando con sé altri 5 consiglieri del centrosinistra. Con i dati sui risultati delle liste ancora molto provvisori, dovrebbero entrare con lei i due più votati del Partito democratico, un consigliere della lista La città che vogliamo e uno di Alleanza Verdi Sinistra. Per l’ultimo seggio potrebbe scattare un terzo consigliere al Pd o uno alla civica Progetto riformista, conteggio che potrà essere certo solo con il risultato definitivo delle 37 sezioni.

Anche il Partito Democratico marchigiano commenta i risultati delle amministrative 2026, che segnano una sconfitta in tutte le maggiori città della regione. «Nei Comuni di Macerata, Fermo, Senigallia e San Benedetto, le nostre candidate e i nostri candidati non sono riusciti a ribaltare il governo locale del centro destra. A Senigallia abbiamo sfiorato la vittoria perdendo di misura. Sapevamo che la sfida fosse molto dura, con il centro-sinistra già all’opposizione, ma non per questo ci siamo arresi riuscendo a comporre coalizioni ampie e rappresentative. Negli altri Comuni si conferma la tenuta delle città già governate dal centro-sinistra nelle province di Ancona, Macerata e Ascoli».

Il Pd ringrazia «tutte le elettrici e tutti gli elettori che hanno sostenuto le nostre liste, così come le militanti e i militanti, le candidate e i candidati, i circoli e gli amministratori che hanno lavorato con generosità in queste settimane. La sconfitta non cancella il valore dell’impegno messo in campo, ma ci chiede di ascoltare con ancora più attenzione i bisogni delle comunità marchigiane nella costruzione dell’alternativa per il Paese».

P.Pier.


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