Elezioni a Fermo, Balestrieri al vetriolo: «Civici in città contro FdI ma in Regione alleati, che contraddizione»

FERMO - L'analisi, a tratti pungente, del segretario provinciale di Fratelli d'Italia: «Abbiamo assistito a una situazione politicamente incomprensibile e profondamente contraddittoria: esponenti di rilievo della scena politica fermana, e non solo, hanno deciso di fare altri ragionamenti, non riuscendo ad avere una visione unitaria. Dopo settimane di confronto e trattative, FdI ha mantenuto la parola data a gennaio, individuando in Leonardo Tosoni un giovane capace, serio, preparato e pienamente legittimato a rappresentare una proposta politica chiara per la città di Fermo. Una candidatura che ha riportato Fratelli d’Italia a essere finalmente rappresentata con dignità nel capoluogo di provincia»

Andrea Balestrieri

«Non si può essere “civici” contro i partiti dentro i confini comunali e poi diventare improvvisamente uomini di coalizione appena si oltrepassano quei confini. Non si può contrastare la politica nelle piazze e nei quartieri della città e, contemporaneamente, chiederne il sostegno. Questo modo di fare non fa bene né al civismo né alla politica». E’ una disamina tagliente quella del segretario provinciale FdI, Andrea Balestrieri, a 24 ore dalla sconfitta alle elezioni comunali di Fermo (FdI era in appoggio al candidato del centrodestra, Leonardo Tosoni, sconfitto dal civico Alberto Scarfini, poi eletto sindaco). Una disamina che ha, evidentemente, un destinatario in primis: l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, incallito sostenitore di Scarfini.
«Il risultato elettorale di lunedì merita rispetto. Alla nuova amministrazione comunale vanno gli auguri di buon lavoro per il ruolo che i cittadini hanno deciso di affidarle. La democrazia si onora sempre. Ma proprio perché crediamo nella politica, nella coerenza e nel rispetto degli elettori, non possiamo far finta di nulla davanti a quanto accaduto in questa campagna elettorale. A Fermo abbiamo assistito a una situazione politicamente incomprensibile e profondamente contraddittoria: esponenti di rilievo della scena politica fermana, e non solo – va giù pesante Balestrieri – hanno deciso di fare altri ragionamenti, non riuscendo ad avere una visione unitaria. Dopo settimane di confronto e trattative, Fratelli d’Italia, che rappresento a livello provinciale, ha mantenuto la parola data a gennaio, individuando in Leonardo Tosoni un giovane capace, serio, preparato e pienamente legittimato a rappresentare una proposta politica chiara per la città di Fermo. Una candidatura che ha riportato Fratelli d’Italia a essere finalmente rappresentata con dignità nel capoluogo di provincia, ricreando entusiasmo, partecipazione e soprattutto un gruppo di tanti giovani appassionati che credono nel futuro politico della città. Eppure, mentre in Regione si governa insieme a Fratelli d’Italia, a Fermo si sceglie deliberatamente di combattere Fratelli d’Italia. È un comportamento sul quale la politica deve interrogarsi seriamente, chiedendosi se accettarlo o meno. Non si può essere “civici” contro i partiti dentro i confini comunali e poi – rimarca il segretario – diventare improvvisamente uomini di coalizione appena si oltrepassano quei confini. Non si può contrastare la politica nelle piazze e nei quartieri della città e, contemporaneamente, chiederne il sostegno. Questo modo di fare non fa bene né al civismo né alla politica. Il civismo, quando diventa strumento per colpire selettivamente i partiti a seconda della convenienza, perde la sua funzione originaria. E la politica, quando rinuncia alla coerenza, rischia di allontanare ancora di più i cittadini dalla partecipazione democratica. Noi non diremo mai che Fermo debba essere proprietà privata di qualcuno; abbiamo fatto sempre e solo la nostra parte con impegno, e mai con un secondo fine. Siamo stati descritti come persone che avrebbero fatto scelte per altri; voglio tranquillizzare tutti: abbiamo solo svolto al meglio il ruolo che gli iscritti ci hanno affidato.
I partiti sono strumenti di partecipazione democratica. Hanno il diritto e il dovere di esprimere idee, visioni, classe dirigente e candidati. E Fratelli d’Italia continuerà a farlo con serietà, coerenza e rispetto dei cittadini. Da questa esperienza emerge comunque un dato politico importante: Fratelli d’Italia a Fermo è tornata a esserci davvero ed è il primo dei partiti, con una classe dirigente giovane, motivata, appassionata e pronta a costruire il futuro. A Leonardo Tosoni, mio caro amico, va il ringraziamento sincero per il coraggio, la disponibilità e la passione dimostrati. Così come va il grazie a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto politico, al mio amico e capogruppo Andrea Putzu, ai militanti, ai simpatizzanti e ai tanti giovani che hanno scelto di mettersi in gioco. Un grande grazie anche ai tre eletti di Fratelli d’Italia Giacomo Alesiani, Gianluca Tulli e Rossano Romagnoli e della lista “Uniti per Tosoni”, nella quale gli amici della Lega, dell’Unione di Centro, di Noi Moderati e di Destra Fermana hanno eletto Adriano Spinozzi. Le battaglie politiche autentiche non si misurano soltanto dal risultato immediato, ma dalla capacità di costruire idee, comunità e futuro. E noi continueremo a farlo. Con chiarezza. Con coerenza. Senza ambiguità. Sempre dalla stessa parte».


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