
di Pierpaolo Pierleoni
Due liste civiche sono le prime forze politiche della città, i partiti inseguono a distanza. Ha vinto ovunque, Alberto Maria Scarfini e il suo successo al primo turno, man mano che arrivavano dalle sezioni elettorali i risultati dello spoglio, non è mai apparso in discussione. Anzi, fino a metà pomeriggio, l’affermazione dell’erede di Paolo Calcinaro sembrava ancora più netta.
Un successo civico costruito in particolare in alcune zone della città. Non c’è partita a Santa Petronilla, Montone, Campiglione, Molini Girola, dove i civici hanno macinato voti volando anche oltre il 60%. Vittorie larghissime per Scarfini e le sue liste anche a Salvano e Caldarette d’Ete. A Marina Palmense si fa sentire la leadership di Mauro Torresi, la sua lista è sopra il 35%. Il centrosinistra non fa registrare picchi particolari, la distribuzione dei voti per la coalizione di Angelica Malvatani è abbastanza equilibrata in tutta la città. Il centrodestra insidia i civici in alcuni quartieri. Bene, Leonardo Tosoni, in particolare a Torre di Palme, dove sfiora il pareggio, ma anche nelle sezioni della fascia costiera, soprattutto Lido e Casabianca, dove il margine è molto ridimensionato.
Piazza pulita rimane la lista ammiraglia col 21,3% dei consensi, pur lasciando alcuni punti rispetto all’exploit del 2020. Non mi Fermo, la lista del vicesindaco uscente Mauro Torresi, è saldamente seconda forza della coalizione col 14%, con poco più di 2400 consensi segna un risultato quasi identico alle precedenti amministrative. Bene anche Insieme per Fermo, che sfiora la doppia cifra e porterà in aula quattro consiglieri. Entrano in Consiglio comunale, con un seggio, Per la nostra città e Fermo Forte. Scarfini riporta anche un buon risultato personale, sono più di 600 i voti al solo sindaco in più della somma delle liste.
Nel centrosinistra, il Partito democratico rimane dov’era, risultato tra l’8 e il 9%, confermando le percentuali delle amministrative 2020 a sostegno del candidato sindaco Renzo Interlenghi. La lista che sulla carta poteva cambiare gli equilibri è La città che vogliamo, passata dalla coalizione civica di Calcinaro sei anni fa a quella progressista. Supera i 1100 voti, la compagine di Nicola Pascucci e Roberto Bagalini, ma lascia quasi i due terzi dei voti delle precedenti comunali. Conquista un seggio in Consiglio comunale Alleanza Verdi Sinistra, impresa che per una quarantina di voti non riesce all’altra civica Progetto riformista. Modesto il risultato del Movimento 5 stelle, fanalino di coda del campo largo. Angelica Malvatani va sotto la somma delle sue liste, totalizzando 120 voti in meno della sua coalizione.
Il candidato del centrodestra Leonardo Tosoni porta invece a casa 320 consensi in più rispetto alle sue tre liste. Fratelli d’Italia si consola risultando il primo dei partiti in città con poco meno di 2000 voti, pari all’11,45%. I mille voti della Lega insieme a Udc, Noi moderati e Destra fermana bastano per un seggio nei banchi di minoranza, mentre a Fermo al centro il 2% delle preferenze non basta per entrare. Chiude Saturnino Di Ruscio, che tornerà da consigliere di minoranza in aula consiliare con i 902 voti della sua lista (1.048 quelli andati al candidato sindaco).
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