Riceviamo dalle famiglie Berdini, Cappannari e Fortunati, insieme ad alcuni altri residenti di contrada Gabbiano, e pubblichiamo:
«L’assessora Di Felice non faccia gite fuori porta. Per allargare le carreggiate e fare gli scoli non servono cifre astronomiche. Il sindaco venga a guidare sui sassi sporgenti. Pronto l’esposto a Regione e Ministero. Tra delibere bocciate, stime da un milione e mezzo di euro e il botta e risposta al veleno tra la maggioranza Scarfini e l’opposizione guidata dal capogruppo FdI Leonardo Tosoni, a pagare il conto della sciatteria amministrativa sono sempre gli stessi: noi cittadini di contrada Gabbiano di Fermo.
L’ultimo Consiglio Comunale ha trasformato una necessità drammatica in un mercanteggiare di numeri. L’assessora Maria Antonietta Di Felice ha sfoderato la calcolatrice: 550 mila euro per strada Santa Croce, 200 mila per strada Tarucchio, 350 mila per strada Gabbiano, aggiungendo il dissesto idrogeologico per liquidare la pratica e rimandare tutto all’autunno con il solito “lancio di breccia”. Una risposta che ha fatto indignare la comunità locale, a partire dalle famiglie della zona che da anni conducono una battaglia di civiltà per la sicurezza della contrada.
Non provino a deviare il problema con cifre astronomiche per depistare i cittadini. L’asfalto è la fase finale, ma prima c’è la base che manca completamente: le tre strade vanno allargate seriamente! Oggi due macchine che si incrociano rischiano di finire nei fossi. Servono banchine stabili e scoli d’acqua fatti a regola d’arte per evitare che la prima pioggia trasformi tutto in un torrente. Per fare questo non serve un milione e mezzo di euro, serve la volontà politica di fare le cose a modo, non ‘a matto’!”.
Sono tre anni che chiediamo di allargare la strada comunale Tarucchio e il Comune non ha mosso una paglia. È ridotta a una schifezza di mulattiera, una vergogna a cielo aperto. L’assessora Di Felice parla di manutenzione ordinaria, ma per loro la manutenzione equivale a farsi una gita fuori porta a Gabbiano per passeggiare e girarsi dall’altra parte.
Ringraziamo la minoranza per aver portato a galla il caso e aver preteso dignità per i quartieri periferici, ma l’appello principale e perentorio è rivolto direttamente al primo cittadino.
«Al sindaco Scarfini diciamo: non venga a Gabbiano solo in campagna elettorale a chiedere voti. Venga adesso, prenda la sua automobile e venga a transitare su queste mulattiere con i sassi giganti che sporgono dal manto stradale, provi l’ebbrezza di incrociare un altro veicolo dove la strada si è ristretta. Chiediamo provvedimenti seri e immediati: si cominci da subito con l’allargamento delle carreggiate (minimo 6 metri), si creino gli scoli in cemento e, se proprio si deve usare la breccia nell’attesa dei fondi per l’asfalto, che sia breccia vera, rullata e pressata a dovere con i macchinari giusti, non gettata al vento».
La pazienza a Contrada Gabbiano è ormai esaurita. Di fronte al muro dell’amministrazione comunale, siamo pronti a portare la protesta fuori dai confini cittadini. Ci appelleremo direttamente al Governatore della Regione Marche e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Italiano. Devono essere ufficialmente messi al corrente di come si governa (da anni) nel Comune fermano e di come vengono abbandonati i cittadini e le infrastrutture di collegamento col territorio maceratese. La politica fatta di soli annunci e scaricabarile non incanta più nessuno: la contrada pretende fatti concreti per uscire dall’isolamento».


























