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GMG, i giovani del Fermano si confrontano con il cardinal Bagnasco

CRACOVIA - Prosegue l'esperienza dei ragazzi dell'arcidiocesi di Fermo alla Giornata Mondiale della Gioventù
sabato 30 luglio 2016 - Ore 15:49
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giovani bagnasco

“Vergognati: un cristiano che non perdona … (non è cristiano)”. Con queste forti parole di pace di un testimone di guerra, Francesco Pirini, ha iniziato ieri  la terza giornata di catechesi per i giovani delle Marche riuniti alla parrocchia del Sacro Cuore di Sułkowice per ascoltare il card. Angelo Bagnasco. “Dopo aver riflettuto sul lasciarsi toccare dalla misericordia di Cristo – racconta don Michele Rogante a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù –  ed essersi interrogati sul nostro essere cercatori del volto di misericordia del Padre (aiutati dal cardinale Menichelli) ieri sono state le parole del presidente della CEI a guidare la catechesi. Il tema era il riflettere sull’essere strumenti (o meno) della misericordia del Padre per arrivare a domandarsi se siamo o meno un riflesso luminoso del volto misericordioso di Dio”.

Prosegue il viaggio a Cracovia dei 230 ragazzi provenienti dall’arcidiocesi di Fermo in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. A fare da guida ad un gruppo di giovani della parrocchia di San Domenico di Fermo è don Michele Rogante che ci racconta, giorno dopo giorno, questa esperienza.bagnasco gmg

“Come nella mattinata dell’altro ieri, dopo un primo momento di preghiera/provocazione, i giovani hanno avuto modo di confrontarsi fra loro e poi porre delle domande al card. Bagnasco. Prima di rispondere ai giovani, pone lui due domande provocatorie: siete fuori dal mondo o in un altro mondo? E poi ancora, siete misericordiosi con i vostri sacerdoti? Due domande che stimolano i giovani ad essere collaboratori di una nuova creazione. Siamo in un altro mondo animato da Cristo e siamo chiamati a sostenere un messaggio nuovo. La misericorda, ci dice il cardinale, è come una bolla sorgiva di acqua che x miracolo esce dalla terra e si dissolve sul terreno circostante. Quella bolla è il perdono”. “Io perdono e non dimentico! Ottimo non perdere la memoria, ma essa ha davvero senso quando si supera. Con la misericordia, si va avanti”. E poi ancora “… la misericordia è, quindi meno parole e più fatti”, oppure “non scoraggiatevi se x voi migliorare il mondo sarà più difficile. Viviamo in una bolla di finzioni, in un sistema di bugie che inquina il mondo e vuole spegnere la speranza. Bugie che vengono presentate come positive, capovolte però nei contenuti veri. Nella nostra giovinezza atti come l’aborto, l’utero in affitto, l’eutanasia non venivano presentati come atti di amore. Inaccettabile considerare il male come atti di bene. Dovete gridare, di fronte a queste bugie, che “il re è nudo”!”. Ed ancora “noi non abbiamo bisogno di uscire dall’Europa, ma abbiamo bisogno di un’altra Europa, fatta di giovani capaci di portare un’aria nuova che non guardino solo al mercato, ai soldi. L’Europa deve riconciliarsi con i popoli europei; è stata costruita a prescindere dalla gente, ed i popoli reagiscono. Deve conquistare il cuore dei popoli. Cari giovani, dovete essere fuoco per le comunità, infiammarle dello spirito nella nostra quotidianità. L’Europa deve ritrovare il coraggio di riconoscersi cristiana, e una volta recuperato ciò si è, si può davvero crescere e dialogare”.”

Mattinata intensa e piena quella di ieri, arricchita nel pomeriggio dalla visita al santuario di Czestochowa. “Momenti – conclude don Michele – ancora una volta, indimenticabili”.


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