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Vecchiola e Simoni: tra due mesi
la Fermana potrà gettare la maschera

SERIE C - Il patron è sempre prudente, mentre il presidente più ottimista: "Fino a dicembre l'obiettivo resta la salvezza, ma se saremo ancora in alta classifica, le linee societarie cambieranno. In serie B contributi ed entrate sono dieci volte maggiori rispetto alla C". Il numero uno canarino seccato per le dichiarazioni offensive da Teramo
giovedì 8 novembre 2018 - Ore 02:20
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Maurizio Vecchiola e Umberto Simoni ospiti a Tvrs domenica

 

di Paolo Bartolomei

FERMO – 20 punti in classifica (la metà di quanto necessario per la quota salvezza), conquistati in 10 giornate (circa un quarto del campionato). Nonostante il primo posto in graduatoria, l’entusiasmo è ancora contenuto (basta vedere le presenze allo stadio) e i tifosi parlano molto di Fermana durante la settimana ma tengono i piedi per terra. La classifica di novembre conta poco, restano tante partite da giocare (28 per l’esattezza) e non sarà facile per la squadra gialloblù mantenere questo ritmo con regolarità: “Nessuno ci garantisce che continueremo a fare punti come fino ad oggi” afferma l’allenatore Flavio Destro.

La classifica dopo 10 giornate

Il girone B fin’ora non ha padroni, ma la Ternana deve recuperare quattro partite (con tre squadre di bassa classifica: Samb, Fano e Rimini più il Feralpi); se le avessero già giocate e vinte tutte, oggi i rossoverdi sarebbero a 24 punti; con l’organico che ha (allestito per la serie B) è inevitabile che prima o poi la squadra umbra risalga le  posizioni; Marilungo è un giocatore fuori categoria.

La compagine canarina non è mai stata così in alto in terza serie dopo dieci giornate. Nel 1996/97 (primo anno di C1) restò al 2°posto per una settimana alla fine del girone di andata (dopo aver vinto 0-3 a casa della capolista Casarano e in contemporanea con una penalizzazione dell’Andria), mentre due anni dopo conquistò il 1°posto solitario solo alla penultima giornata (2-0 contro la Lodigiani), mantenuto all’ultima, a Battipaglia, con la promozione in serie B.
Anche nella serie C del passato (anni ’30-’50) mai così in alto.

Il presidente Umberto Simoni e il patron Maurizio Vecchiola ospiti a Tvrs domenica sera, primi in classifica da poche ore, hanno delineato la politica societaria. Come sempre, da una parte Simoni più ottimista, dall’altra un Vecchiola molto prudente e che ha ripetuto: “Serve programmazione, e poi sapete per fare la serie C quante firme in banca bisogna mettere?“.
Il patron ha ribadito in diretta tv alcune sue idee già accennate a Cronache Fermane la settimana prima.

Il calendario della Fermana

La squadra sta andando benissimo – afferma oggi il presidente Simonima per il momento parlare di modifica dell’obiettivo salvezza è troppo presto, abbiamo giocato solo dieci partite, ne restano ancora molte (28, ndr) e gli imprevisti arrivano in continuazione, vedi Comotto. In società ci siamo riproposti di aspettare la fine del girone di andata, fine dicembre, poi tireremo le somme“.

Già, fine dicembre, subito dopo ci sarà la sessione di mercato di gennaio. Se la Fermana sarà ancora in alto, significa che la quota salvezza sarà già stata raggiunta, o comunque vicinissima, con ben diciannove gare ancora da giocare. Anche se Simoni non lo dice chiaramente, a quel punto sarà doveroso cambiare obiettivo: playoff.

Ospite nella stessa trasmissione anche l’attaccante Luca Cognigni

Il nuovo scopo di stagione però richiede una rosa più ampia dell’attuale per mantenere lo stesso ritmo e intensità per il resto della stagione e poter affrontare i playoff, che sono un mezzo campionato a parte. Se sarà confermata la formula dello scorso campionato, gli spareggi saranno articolati in nove partite compresa la finale; infortuni, squalifiche, o semplici affaticamenti e necessità di turni di riposo ai giocatori, sono all’ordine del giorno.

In serie C i contributi della Lega ad ogni società si aggirano attorno al mezzo milione di euroSimoni si mette a fare un po’ di conti – mentre i diritti tv sono poche decine di migliaia di Euro (vedi le partite intere, in diretta, al computer con 4 Euro); invece in serie B è tutto dieci volte di più” è l’amara considerazione del presidente canarino sulle difficoltà di mandare avanti una società di terza serie dove le altre voci di incasso (botteghino e sponsorizzazioni) sono risicate.

Vero anche che con una politica dei costi molto attenta come quella della Fermana (che riesce a fare una serie C di vertice con un bilancio che è la metà, un quarto o anche meno rispetto a quello di altri club dello stesso girone), verrebbe da chiedersi se sarebbe meno difficile amministrare la società gialloblù nella serie cadetta, dove il bilancio, con le altre voci, si aggira in media intorno ai 6 milioni di Euro.

Nell’unico anno di serie B (1999/2000) il budget della Fermana di Battaglioni fu intorno ai 12 miliardi di Lire (all’incirca 6 di contributi, 2 e mezzo tra botteghino e abbonamenti, meno di uno da sponsor e diritti tv, circa 3 miliardi dalla cessione dorata di Max Fanesi e di altri giocatori come Kolousek), quindi più o meno come oggi (salvo per i diritti televisivi che adesso sono maggiori) però all’epoca i costi erano più alti, soprattutto per gli ingaggi.

Discorsi prematuri in questo momento e che non faranno piacere a Flavio Destro; il mister è obbligato a ragionare e lavorare di settimana in settimana, conosce bene le difficoltà da affrontare quotidianamente e sa quale livello di concentrazione e intensità i suoi ragazzi hanno dovuto tenere fin’ora per accumulare questo bottino. Grazie soprattutto alla coesione del gruppo sono stati annullati infortuni, squalifiche, espulsioni e anche l’innegabile gap tecnico.
Ma al di fuori della squadra è normale che si comincino a fare certi discorsi.

Infine anche Umberto Simoni, come ha fatto Destro martedì, è seccato per le affermazioni gratuite e le “gufate” che arrivano ai canarini: “Le dichiarazioni dette da Teramo, non solo dal presidente, ma anche da altri, non ci piacciono. Abbiamo vinto sempre legittimamente – dice il numero uno gialloblù – non abbiano mai rubato nulla. Noi rispettiamo tutti, sia quando perdiamo, che quando vinciamo, sarebbe bello che anche gli altri facessero lo stesso. Non pretendiamo che i nostri avversari puliscano il loro spogliatoio, come hanno fatto i nostri bravi ragazzi a Pordenone, ma il rispetto si“.

 

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