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Trent’anni fa a Fermo la vincita
miliardaria al Totocalcio

Nella ricevitoria Silenzi di Corso Marconi fu giocata una schedina di sole 2400 lire che fruttò quasi quattro miliardi e mezzo di lire, la più grande vincita mai conseguita in città, una delle maggiori in Italia fino a quel giorno e per molti anni seguenti. Fermò finì su giornali e tv nazionali
lunedì 26 Nov 2018 - Ore 10:57
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di Paolo Bartolomei

FERMO – Nel novembre 1988 a Fermo un fortunato giocatore con sole 2400 lire centrò un “tredici” alla schedina del Totocalcio che fruttò una vincita di quasi quattro miliardi e mezzo di lire, la più grande mai conseguita a Fermo e anche tra le maggiori in Italia fino a quel giorno, tant’è che la notizia fu riportata anche da tutte le principali testate nazionali e dal TG1.
Il record resistette a lungo fino alla nascita del Superenalotto molti anni più tardi.

La (oggi ormai ex) ricevitoria Silenzi al n°6 di Corso Marconi

La ricevitoria baciata dalla sorte era quella del prof. Raoul Silenzi (ex massaggiatore della Fermana Calcio e in passato anche socio dei canarini) gestita dalla nuora Carla Pierini; una delle prime ricevitorie di Fermo, aperta nel 1946 insieme alla nascita del concorso del Totocalcio, sita in Corso Marconi n.6 (zona Campoleggio).

Un precedente a Fermo nel 1964 quando erano stati vinti 12 milioni di lire con una schedina all’Enalotto  nella ricevitoria di Aldo Tomassini in Corso Cavour.

A fruttare la vincita miliardaria del 1988 fu una semplice giocata di quattro colonne per un costo di sole 2400 lire. Una schedina compilata non dall’elaboratore automatico presente nella ricevitoria, bensì a mano perché le caselle furono riempite a caso, visto che una colonna conteneva tutti “1”; questo fece pensare subito ad un pensionato oppure ad un donna con poca conoscenza del calcio.

Nei giorni successivi iniziò la caccia al possibile vincitore e di ipotesi se ne sentirono decine, anzi centinaia; ai giornali e alle radio locali arrivarono tante telefonate anonime, pensando di smascherare il presunto vincitore. Ovviamente nessuna trovava riscontro, salvo creare molto disturbo alla vita privata di alcuni soggetti indicati insistentemente, anche dai vicini di casa, come i vincitori, perché ogni comportamento diverso dal normale destava sospetto.

La ricevitoria per molti giorni fu presa d’assalto da cronisti, anche delle testate nazionali, e da curiosi, nelle settimane a seguire le giocate in quel punto si moltiplicarono. Fu intervistato anche il presidente della zona di Pescara del Totocalcio, dottor Barassi.

Raoul Silenzi

I titolari ripetevano sempre che non avevano idea di chi fosse il fortunato, allo sportello al momento della registrazione della schedina, alle ore 19 di sabato pomeriggio, c’era Carla; il vincitore era tra i pochi clienti presentatisi a quell’ora ma la signora ha sempre ripetuto di non ricordare più i volti.

Nei giorni successivi però si raccontava che a casa di un dipendente comunale in pensione la domenica sera c’era un gran movimento, qualcuno sentì stappare bottiglie di spumante, poi la famiglia il giorno dopo partì all’improvviso per il nord Italia, dove risiedeva un figlio, e per diverso tempo nessuno li vide più a Fermo.
Il tagliando vincente doveva essere depositato presso la filiale fermana della Banca Nazionale del Lavoro, concessionaria per la riscossione delle vincite del Totocalcio, ma anche di questo deposito non si seppe mai nulla.

Curiosità: il cugino di Carla, Luca Feroci, giovane collaboratore nella ricevitoria e anche appassionato di astrologia che si divertiva a fare il chiaroveggente, sabato sera aveva fatto le carte e aveva previsto una grossa vincita.

Alla ricevitoria andarono di diritto solo trecento mila lire, salvo che lo sconosciuto vincitore non abbia poi “ringraziato” i titolari a modo suo.
L’attività è stata gestita dalla signora Carla fino a pochi anni fa quando è stata chiusa, sorte toccata in tutta Italia a molte altre ricevitorie del glorioso Totocalcio.

 


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