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Via Martiri delle Foibe,
arriva lo stop del Consiglio di Stato
a immissione possesso e avvio lavori

PORTO SANT'ELPIDIO - L'avvocato Jacopo Saverio Bartolomei, legale della famiglia interessata dall'esproprio: "Dal Consiglio di Stato è stata disposta la conferma del divieto di immissione in possesso e di avvio lavori, sino all'11 luglio"
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Quale legale della famiglia Nociaro, proprietaria dell’area interessata dall’esproprio, comunico che in esito all’udienza camerale di oggi, innanzi alla quarta sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato, è stata disposta la conferma del divieto di immissione in possesso e di avvio lavori, sino all’11 luglio“. A dichiararlo è l’avvocato Jacopo Saverio Barolomei, legale appunto della famiglia interessata dall’esproprio. Uno stop, dunque, che segna l’ultimo atto in ordine di tempo su una vicenda, quella legata ai lavori in via Martiri delle Foibe, che va avanti da tempo, in un braccio di ferro segnato dalle carte bollate e dalle proteste dei residenti.

“Con sentenza del 31 dicembre 2018 il Tar Marche – la ricostruzione dell’avvocato Bartolomei – aveva avallato la procedura seguita dal Comune e l’ente, sebbene fosse stata appellata la pronuncia di primo grado con ricorso contenente pure l’istanza di sospensione, aveva siglato il contratto con la ditta aggiudicataria dei lavori circa opere di urbanizzazione primaria (allargamento strada, realizzazione marciapiedi e illuminazione) e aveva programmato l’accesso per l’immissione in possesso per il 28 febbraio scorso.

Invece con decreto presidenziale, su istanza urgente del sottoscritto – ricorda il legale della famiglia Nociario – è stato ordinato al Comune di non mutare lo stato dei luoghi, sino al pronunciamento cautelare collegiale in programma per ieri, e poi sino alla decisione nel merito. Nel frattempo il sindaco aveva tenuto una riunione con il comitato Quartiere San Filippo, in cui aveva assicurato che al primo aprile si sarebbe aperto il cantiere della ditta esecutrice, in forza del contratto siglato il 12 febbraio. Ora invece tutto è di nuovo fermo, unica novità che pendono trattative tra i legali, assecondate dall’Amministrazione comunale, per uscire dalla situazione d’impasse. Poiché l’esproprio riguarda circa la metà della superficie di lotto edificabile, la proprietà al momento di approvazione del progetto nell’autunno 2016 aveva proposto o di ridurre la larghezza della strada da 10 metri a 6,5, onde non pregiudicare la concreta edificabilità della porzione residua, magari prevedendo una via a senso unico, ovvero in subordine la acquisizione al patrimonio comunale dell’intero lotto, salvo congruo indennizzo. Allora il Comune tirò dritto per la propria direzione senza tenere in considerazione le ragioni dei Nociaro, allo stato attuale invece per sbrogliare la matassa di un delicato contenzioso il Comune dovrà trovare un accordo con i privati, altrimenti in caso di loro vittoria in appello, rischia la vanificazione dell’intero procedimento adottato da oltre un biennio e quindi di dover ripartire da capo, con le prevedibili lagnanze sia dei cittadini che della ditta aggiudicataria“.

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