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Dimissioni di Livini, Alessandrini (Pd) al vetriolo: “La responsabilità è di Saltamartini, attacca invece di affrontare i problemi”

FERMO - Il segretario provinciale Pd fornisce la sua lettura politica degli step che avrebbero spinto il direttore dell'Av4 alle dimissioni: "Tutto questo è la prova plastica di tutta l'inadeguatezza politica, amministrativa e gestionale di una giunta e di una maggioranza regionali non ha fatto altro che accampare false promesse e scaricare le responsabilità di quello che non andava su altri senza mai prendere una decisione, digrignando i denti contro chi manifestava palesi difficoltà e attribuendosi indebitamente meriti altrui"
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Fabiano Alessandrini

“Le dimissioni del direttore Av4 Licio Livini sono l’ennesima dimostrazione dell’incapacità gestionale dell’amministrazione regionale e della prepotenza politica di un assessore, Saltamartini, che invece di affrontare i problemi, attacca indistintamente tutto e tutti pur di nascondere le carenze sue e dell’amministrazione che rappresenta. Una responsabilità politica tutta di Saltamartini e della giunta regionale di centrodestra, con il silenzio complice dei consiglieri fermani di centrodestra, l’aver caricato il Murri rinunciando ad utilizzare fin da subito il Covid hospital di Civitanova”. Il segretario provinciale Pd, Fabiano Alessandrini non va per il sottile. Le dimissioni del direttore Livini per lui hanno una matrice tutta politica. E responsabilità ben precise.

La risposta dell’assessore Saltamartini sul fatto che il piano pandemico non poteva essere cambiato è inaccettabile per chi – l’affondo di Alessandrini – si riprometteva di cambiare tutto! Draghi ha cambiato l’intera organizzazione nazionale in 25 giorni. È, come al solito, un fuggire dalle responsabilità. Il direttore Livini ha ultimamente rappresentato a chiare note le difficoltà della sanità fermana. E invece di ascoltare, recepire e trovare soluzioni, l’assessore ha deciso di andare alla carica. Da qui le dimissioni in un momento critico, con l’incidenza della pandemia ancora fortissima. Evidentemente il direttore, con senso di responsabilità, ha cercato di salvare il salvabile per poi riconsegnare le chiavi dell’Area vasta 4. E ora? Che faranno dalla Regione? I rumors dicono addirittura che nel Fermano potrebbe arrivare qualcuno dall’Ascolano. I consiglieri regionali di maggioranza dopo le promesse da campagna elettorale, apparentemente intenzionati a fare da paladini del Fermano contro chissà cosa, non hanno proferito parola con la seconda ondata del Covid, con l’ospedale in difficoltà, e nulla nemmeno dinanzi al grido disperato di Livini. Tutto questo è la prova plastica di tutta l’inadeguatezza politica, amministrativa e gestionale di una giunta e di una maggioranza regionali non ha fatto altro che accampare false promesse e scaricare le responsabilità di quello che non andava su altri senza mai prendere una decisione, digrignando i denti contro chi manifestava palesi difficoltà e attribuendosi indebitamente meriti altrui”.

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