di redazione CF
Stagione estiva nel Fermano: il Sap (sindacato autonomo Polizia) chiede «rinforzi concreti al dipartimento».
Con l’approssimarsi della stagione estiva, il Sasp torna a farsi portavoce delle esigenze operative del personale di Polizia in servizio nel Fermano, rivolgendo un appello chiaro e formale al Dipartimento della Pubblica Sicurezza affinché disponga «con urgenza l’invio di personale aggregato per i mesi estivi, con particolare riferimento alla Polizia Stradale, che sconta oggi una condizione di forte sottorganico».
«L’attuale assetto di pattugliamento sul territorio, che – spiega il segretario provinciale Sap, Alessandro Patacconi – conta due o tre volanti con sottufficiale per ogni fascia oraria, garantisce una copertura ordinaria del territorio, ma nei mesi estivi la situazione si complica inevitabilmente: anche gli operatori di Polizia hanno diritto alle ferie, come tutti i lavoratori, e la conseguente riduzione degli organici disponibili si scontra con un aumento oggettivo della pressione sulla sicurezza pubblica. Il Fermano, con decine di chilometri di costa adriatica, litorali affollati di turisti e traffico intensificato su arterie statali e provinciali, richiede in estate una presenza rafforzata, non ridotta. Per questo il Sap chiede che gli aggregati estivi siano destinati anche alla Polizia Stradale, reparto che risente della carenza di personale».
Il Sap prende atto con favore che il Questore di Fermo ha già formalmente richiesto i rinforzi estivi, e si unisce con forza a tale istanza, auspicando che «il Dipartimento della Pubblica Sicurezza vi dia seguito con la massima tempestività. La richiesta del Questore riflette una realtà operativa che il sindacato conosce bene e che non può essere ignorata».
Il Sap auspica inoltre che il Dipartimento «non ripeta l’errore degli anni passati, quando il Fermano è stato di fatto escluso dalle pianificazioni dei rinforzi estivi, come se la presenza di un litorale turistico di rilievo non esistesse. Fermo e il suo territorio non sono una realtà marginale: ogni estate accolgono flussi turistici significativi che richiedono una presenza dello Stato visibile, efficace e credibile».
Sul fronte della preparazione degli operatori, il Sap accoglie con soddisfazione la notizia che a breve sarà istituito un nuovo corso per l’abilitazione all’uso del “taser”, destinato al personale che non ha ancora conseguito la qualifica. «Il “taser” rappresenta uno strumento fondamentale non solo per la gestione delle situazioni di pericolo, ma soprattutto – aggiunge Patacconi – in chiave preventiva: la sua presenza dissuade l’escalation e consente agli operatori di intervenire in modo proporzionato, riducendo i rischi per tutte le parti coinvolte. Un pensiero va infine ai due colleghi rimasti feriti sabato scorso, ai quali il Sap rivolge il più sincero augurio di pronta guarigione. L’episodio, che vedrebbe coinvolto un soggetto da poco uscito dal carcere, richiama tutti a non abbassare la guardia e conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che la prevenzione non è un’opzione ma una necessità concreta».
Proprio in quest’ottica, il Sap rinnova la propria «sollecitazione ai sindaci dei comuni del Fermano con oltre 5.000 abitanti affinché forniscano riscontro alla richiesta, avanzata a gennaio, relativa alla disponibilità di alloggi destinabili alle forze dell’ordine tramite l’Erap, come previsto dalla normativa regionale marchigiana. A distanza di mesi non è ancora pervenuta alcuna risposta: nei prossimi giorni sarà inviato un sollecito formale, perché rendere la sede di Fermo più attrattiva e sostenibile per il personale proveniente da fuori provincia è una condizione essenziale per garantire stabilità agli organici nel medio e lungo periodo.
Il Sap è e resta al fianco dei propri colleghi, ogni giorno. In questa direzione, il 22 aprile il sindacato ha organizzato un convegno sul tema delle “Cause di servizio e vittime del dovere”, in collaborazione con lo Studio Legale Guerra: un’iniziativa concreta per informare e tutelare gli operatori che hanno pagato un prezzo personale nell’esercizio delle loro funzioni, perché nessun collega deve affrontare da solo le conseguenze del proprio impegno al servizio dei cittadini».
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