Case di Comunità, Calcinaro: «Entro il 30 giugno alcune di esse verranno avviate»

EVENTO - L'assessore alla sanità regionale si è espresso durante l'incontro organizzato dalla Cna di Fermo. Oltre alle case di comunità, l'assessore ha fatto il punto anche su liste di attesa e posti letto negli ospedali

Nell’incontro odierno organizzato dalla Cna sezione Pensionati di Fermo, con il sostegno della Camera di Commercio delle Marche ed il Confidi Unico, l’assessore alla sanità regionale Paolo Calcinaro è intervenuto presso la sede della Croce verde Fermo per illustrare il quadro della situazione riguardante le Case di Comunità, strutture sanitarie di prossimità previste dal Pnrr per rafforzare l’assistenza territoriale, riducendo gli accessi in ospedale. Hanno portato il loro saluto anche Emiliano Tomassini, presidente della Cna Fermo e Giancarlo Sperindio, presidente regionale della sezione Pensionati di Cna.

Sono ben 8 quelle previste in provincia di Fermo, due di esse sono Spoke cioè una struttura più piccola e diffusa, operativa almeno 6 giorni su 7, che eroga servizi di base e garantisce la continuità dell’assistenza sul territorio. le altre sei invece sono Hub, cioè una struttura principale, operativa 7 giorni su 7, presente di norma ogni 40-50.000 abitanti.

«L’introduzione delle case di comunità risalgono alla vecchia legge “Balduzzi”, che non è stata mai applicata. Con la pandemia del Covid, l’Italia ha scoperto di non avere una medicina territoriale funzionale. Le case di comunità sono fondamentali per effettuare prevenzione di medicina base, ma soprattutto per la presa in carico di pazienti cronici – dichiara Luigi Silenzi, presidente della sezione Pensionati Cna Fermo – le case di comunità si occuperanno dei codici bianchi e verdi, avendo così l’obiettivo di alleggerire l’afflusso di pazienti al pronto soccorso, che avrebbe così tempi di attesa più snelli ed un’organizzazione interna più rapida e funzionale per pazienti con patologie gravi, da codice giallo o rosso. La nostra richiesta principale all’assessore Calcinaro riguarda dunque informazioni certe sui tempi di realizzazione di queste case di comunità nella nostra provincia e il cronoprogramma per l’avvio dei servizi, che la Regione ha annunciato già nel 2022. Non basta infatti costruire o adibire degli edifici, ma vanno anche riempiti di medici e strumentazione. In passato, come Cna, abbiamo già realizzato degli incontri con il direttore dell’Ast e altre autorità sanitarie».

Parola quindi a Calcinaro, che ha cercato di fare un quadro completo della situazione: «Quella delle case di comunità è una missione che sicuramente vogliamo portare a termine. Si tratta di un elemento sicuramente importante, ma che purtroppo non è la panacea di tutti i mali. Innanzitutto voglio precisare che quello delle case di comunità è un progetto nazionale, non è la Regione Marche che deve raggiungere il target di realizzazione per evitare che i fondi Pnrr debbano essere restituiti.  Giustamente non debbono essere delle scatole vuote, ma anche qui negli ultimi mesi abbiamo messo a terra il finanziamento statale per nuove assunzioni del personale, circa 383 per le case di comunità della regione, in particolare infermieri, Oss e tecnici. Porto Sant’Elpidio, Fermo, Amandola e Sant’Elpidio a Mare non sono finanziate con fondi Pnrr, a differenza di Petritoli, Montegranaro, Porto San Giorgio e Montegiorgio, queste ultime quattro vedranno l’avvio per il 30 giugno. Perché il servizio vada a regime, bisognerà attendere qualche mese in più». 

L’assessore si è poi soffermato sul problema dei posti letto e sulle liste di attesa che attanagliano il servizio sanitario. 

«Ad oggi abbiamo avallato +20 posti di Rsa per l’ospedale di Amandola (già dotato del personale per gestirli) entro l’estate; + 20 posti letto per acuti all’ospedale di Campiglione rispetto a quelli già presenti; vera sfida sarà la conversione del Murri: casa di comunità con medici di medicina generale e servizi ambulatoriali, ci porteremo Inrca nell’area ospedaliera, + 30 posti (20 cure intermedie, realizzando quindi il primo ospedale di comunità della provincia, e 10 acuti), ampliando le specializzazioni (ad esempio si avrà una seconda radiologia nel territorio cittadino) – afferma l’assessore – riguardo alle liste di attesa, si tratta di un problema nazionale. Con le iniziative messe in atto, abbiamo effettuato circa 17.300 visite in più, 8.7% in tutte le Marche. Dobbiamo aumentare il budget per le strutture convenzionate, così da dare un’opzione in più ai cittadini. Infine va anche affrontato il tema di adeguatezza delle prescrizioni, si dovranno segnalare agli ordini dei medici gli abusi per quanto riguarda prestazioni non necessarie, che vanno a togliere il posto a chi invece ha realmente bisogno». 

m.a.

 


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