di Giuseppe Fedeli *
Massa, Toscana. Le 21.30 sono passate da poco, c’è un gruppo di ragazzi che ammazza la noia del sabato sera lanciando bottiglie di vetro contro la saracinesca di un negozio in piazza Palma. I pochi passanti girano al largo, vogliono evitare grane. Ma Giacomo Bongiorni, 47 anni, non si volta dall’altra parte. Sta passeggiando con la compagna e il figlio di 11 anni, e non gli va quello che vede. Perciò dice ai giovinastri di smetterla. Senza eccedere, con tono bonario. Ma il branco non accetta il richiamo e si scaglia su di lui. L’uomo cade e batte la testa. Ma secondo Sara Tognocchi, la compagna e futura sposa (le nozze erano previste per giugno) non è vero che Giacomo è morto perché è caduto per terra dopo un cazzotto. Anzi, è morto per le botte: ha continuato a chiedere aiuto, a dire che dovevano smetterla. Ma loro non hanno smesso. L’hanno pestato a morte, anche mentre era a terra. Una versione confermata dai carabinieri, che hanno acquisito le immagini delle telecamere (così la versione del fatto, accreditata presso le varie testate giornalistiche).
Basta, la misura è colma. Ripristiniamo, si grida a destra e manca, la legge del taglione!
Echi della furia divina, che scompagina le vaste regioni del Libro dei Libri, nella Bibbia la voce di Dio è spietata: dare la morte al fratello suona un attentato alla gratuità della vita, e, soprattutto, al suo Creatore: ” Chi sparge il sangue dell’uomo, dall’uomo il suo sangue sarà sparso, perché Dio ha fatto l’uomo a sua immagine”- Genesi 9:6-. La vendetta, che viene dall’ ” ira di Dio”, appartiene all’Innominabile, (Romani 12:19), il quale renderà giustizia alle vittime di violenza.
Nel libro dell’Apocalisse (21:8), viene detto che gli omicidi avranno la loro parte nello stagno di fuoco e zolfo, la “seconda morte”, indicando una separazione definitiva da Dio.
Recitano implacabili i Salmi: ” Scatenò su di loro il furore del suo sdegno, ira, indignazione e tribolazione, una moltitudine di messaggeri di sventure” (Sal 78:49); ” Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira; finiamo i nostri anni come un soffio” (Sal 90:9).
Se è vero che il Dio della Bibbia si è incarnato nell’uomo-Dio Gesù Cristo, anche Nel Nuovo Testamento il Figlio dell’Uomo scolpisce il comandamento “Non uccidere”: l’odio, l’insulto, l’iracondia, il disprezzo verso il fratello sono forme di omicidio nel cuore, e lo sottopongono al giudizio divino.
Ora, se la vicenda in questione, su cui si sono levati gli scudi, non può essere inscritta in questo scenario “apocalittico”, nondimeno essa non può non suscitare sdegno incontenibile. Un padre ucciso per aver tentato di dissuadere uno stuolo di facinorosi da atti scellerati, mossi da insania e cattiveria. Ucciso davanti agli occhi del figlio. Quale moneta potrà ripagare una vita spietatamente cancellata?…e quel trauma, che rimarrà per sempre impresso a fuoco nell’anima di quella povera creatura, del figlio di soli undici anni, che ha assistito all’esecrabile omicidio?… quale terapia, quali parole?… Verba vana non loqui, parafrasando il precetto della Regola di San Benedetto. È d’obbligo non stendere, tuttavia, una cortina di silenzio sull’atroce accadimento: che almeno i capitani di questo colabrodo, che ancora chiamano Italia, si avvedano che, volta a volta superando il limite del nefas, del destino dell’uomo sarà padrone il Male incarnato in uomini “a mal più ch’a bene usi”, analfabeti emotivi, diseducati al rispetto della vita. Quando si deroga alla legge difendendosi, per ragioni più che legittime, per primi, e la legge ti va contro, quali misure invocare?… Quali misure, per drastiche che siano, adottare, se l’assassinato, avesse lui per primo sferrato un colpo, sarebbe stato inquisito per eccesso colposo nella legittima difesa del bene supremo, che è il diritto a tutelare la propria vita, e quella dei propri cari?… Tornare, allora, alla legge della giungla?… No. Piuttosto, seguire l’istinto di sopravvivenza, fiutare il pericolo, e decidere come agire. Punto. Giacomo, e con lui chi gli stava vicino, ed ha assistito a un atto di sfida agli dèi, è morto per mano di irredimibili facinorosi, che hanno superato ogni limite, ogni senso. Anche la vergogna di esistere.
* giudice
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